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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE | ARCHIVIO 2015 :
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DON BOSCO 2015 | Giovan(n)i d'oggi


C'è la passione per don Bosco e quanto significa appartenere alla famiglia salesiana nel musical "Giovan(n)i d'oggi": lo spettacolo, andato in scena nel grande teatro Valdocco venerdì 23 e sabato 24 a suggellare l'apertura del Bicentenario e poi ancora a grande richiesta il 14 febbraio. È una sintesi efficace di quanto il santo dei giovani rappresenta da 200 anni per generazioni di giovani di tutto il mondo: don Bosco per chi lo incontra è la chiave che apre la porta all'incontro con Gesù: questo il messaggio del musical - come ha sottolineato il Rettor Maggiore, presente al debutto torinese al Teatro Valdocco, ringraziando tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dello spettacolo diretto da Alberto Casale, ex allievo dei salesiani di San Benigno.

Uno spettacolo totalmente scritto da salesiani e realizzato da volontari

Come don Bosco anche i 200 giovani che hanno messo in scena musical "Giovan(ni) d'oggi" hanno un sogno: nell'anno del bicentenario portare sulle scene dei teatri delle parrocchie d'Italia la storia del santo dei giovani. La commedia musicale è costruita attorno ad un'idea di don Giorgio Mocci e scritta da don Maurizio Palazzo (testi e musiche canzoni), don Fabio Mamino e don Francesco Deruvo, tutti salesiani. La produzione è interamente amatoriale: dal regista a don Bosco (interpretato da Marco Montersino, insegnante di Lettere al Liceo salesiano Valsalice), dai coristi ai tecnici, le oltre 200 persone coinvolte sono tutti volontari. Il musical è messo in scena dalla compagnia teatrale e dall'orchestra dal vivo "Nuove Direzioni" diretta da Elisa Bellezza, con le coreografie del centro di formazione "Oltredanza" e dai cori dell'Istituto musicale "Leone Sinigaglia" di Chivasso e "Vocincanto" di Robella preparati da Michele Frezza. La storia narra l'avventura di quattro giovani del futuro, che decidono di tornare indietro nel tempo per recuperare un oggetto misterioso (una chiave) andato perduto durante uno dei viaggi. Giungeranno nella Torino dell'800 e conosceranno don Bosco, un incontro che cambierà le loro vite.

Uno spettacolo di alto livello con un'orchestra dal vivo

Il musical - sebbene sia allestito da volontari (in molti a partire dalla direttrice dell'orchestra sono professionisti) è tecnicamente una produzione d'alto livello che nulla ha da invidiare agli allestimenti in cartellone nei migliori teatri: scene mobili, ampliate da due quinte videoproiettate che avvolgono il pubblico fino a portarlo in un cielo stellato, coreografie, costumi, spettacoli di luce a sorpresa. Ci sono la passione, la magia, il gioco di prestigio e tutta la manualità della tradizione salesiana. Ma ciò che colpisce è la musica di don Maurizio Palazzo (che nello spettacolo suona il pianoforte), tanta, sfaccettata, eseguita da un' orchestra dal vivo imponente ed un coro che potrebbe competere con le produzioni più importanti del musical classico. Si sentono tante influenze, da Berlin e Lloyd Webber ai film musicali alla tradizioni operistica al pop italiano. Tanta musica appunto: persino quella di scena rimane in mente allo spettatore così le danze, le marce, i ritornelli s'impongono e coinvolgono "Saremo le frecce verso il cielo", "Basta che siate Giovani" le arie che nascono dal recitato intonato dal bravissimo don Bosco, o "C'era una stella" nel duetto di mamma Margherita e Giovannino...

Perché un musical?

"Abbiamo pensato di rappresentare l'attualità del messaggio di don Bosco anche a chi non conosce la sua vita con una forma di spettacolo che fosse coinvolgente e che mettesse insieme tutte le forme d'arte tipiche degli oratori salesiani: il teatro, la musica, il canto, la danza - spiega don Maurizio Palazzo -. Il musical è la forma musicale che permette di valorizzare tutte queste competenze e sicuramente è vicino alla sensibilità di don Bosco e al suo modo gioioso di intrattenere i suoi ragazzi".
Come ci si prepara per calcare le scene nei panni di don Bosco? "Se ti fermi a pensarci un attimo non accetti una parte del genere - confessa Marco Montersino - ma poi ha vinto l'incoscienza e così ho cercato di ispirarmi ad alcuni salesiani che conosco e che considero miei maestri; ho letto i suoi scritti, ho studiato i dipinti che lo ritraggono ho pensato che anche io sono padre (quattro figli, ndr), maestro (sono un insegnante) e amico (ne ho tanti…). E poi mi sono buttato: don Bosco in tutte le cose che faceva ci metteva il cuore, nel musical prima della voce, della danza, delle arti musicali e coreutiche ci abbiamo messo tutti passione. Speriamo di aver contribuito almeno a far nascere la curiosità di conoscere meglio il nostro santo".

NB.- Chi è interessato ad ospitare il musical si può rivolgere alla Pastorale Giovanile Salesiani: pg@salesianipiemonte.it tel. 011.5224718.

Marina Lomunno
redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2015 - 2 

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