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ARCHIVIO RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2015 :
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FAMIGLIA SALESIANA | Strenna 2015
                                        Come Don Bosco: con i giovani per giovani  


Nella "Strenna 2015" il Rettor Maggiore sottolinea l'attualità della proposta educativa di don Bosco, a duecento anni dalla sua nascita. Eccone ampi stralci.

La "Strenna" che il Rettor Maggiore don Ángel Fernández Artime, decimo successore di don Bosco, propone per il 2015 sottolinea che il carisma salesiano è al servizio della comunione evangelizzatrice ed è rivolto in particolare ai giovani.
Ricorda, innanzi tutto, che "fin dai primi anni dell'Oratorio, don Bosco aveva cominciato a consegnare, verso la fine dell'anno, una Strenna a tutti i suoi giovani in generale e un'altra a ciascuno in particolare. La prima, quella generale, consisteva solitamente nell'indicare alcuni modi di procedere e degli aspetti da tenere presenti per il buon andamento dell'anno che stava per cominciare". Dopo di lui, i suoi successori hanno continuato la consuetudine.
Per don Artime, la Famiglia Salesiana "si caratterizza per il fatto di essere, in primo luogo, una famiglia carismatica, in cui il Primato di Dio-Comunione costituisce il cuore della mistica salesiana. In questa comunione riconosciamo la diversità, e allo stesso tempo l'unità che ha la sua sorgente nella consacrazione battesimale, nel condividere lo spirito di don Bosco e nella partecipazione alla missione salesiana al servizio dei giovani, specialmente dei più poveri". Quindi, la finalità della Strenna è "di essere un messaggio creatore di unità e di comunione per tutta la nostra Famiglia Salesiana, in un obiettivo comune".

Per tutti e per tutte

Il carisma salesiano "abbraccia e accoglie tutti e tutte", ma ha una particolare attenzione per i giovani. Per don Bosco, "proprio perché si sentiva coinvolto nella Trama di Dio, significava amare il giovane, qualunque fosse il suo stato o situazione, per condurlo alla pienezza di quell'essere pienamente umano che si è manifestato nel Signore Gesù e che prendeva concretezza nella possibilità di vivere come onesto cittadino e come figlio di Dio. È questa la chiave del nostro essere, vivere e attuare il carisma salesiano. Se arriviamo a sentire nelle nostre viscere, nel più profondo di ciascuno o ciascuna di noi, quel fuoco, quella passione educativa che portava don Bosco a incontrarsi con ogni giovane a tu per tu, credendo in lui, credendo che in ciascuno vi è sempre un seme di bontà e del Regno, per aiutarli a dare il meglio di se stessi ed avvicinarli all'incontro col Signore Gesù, staremo certamente concretizzando nella nostra vita il meglio del carisma salesiano, secondo le nostre modalità e possibilità".
Per il Rettor Maggiore, "il carisma salesiano non è proprietà nostra, né dei salesiani e nemmeno di tutta la Famiglia Salesiana", ma della Chiesa intera: "È certamente uno di quei doni con cui lo Spirito Santo ha arricchito la Chiesa affinché, con lo sguardo fisso all'essenza del Vangelo, e nella comunione ecclesiale prima, e internamente alla Famiglia Salesiana poi, possiamo essere un regalo prezioso per i giovani. Per questo, Vangelo, cuore pastorale per i giovani, e comunione sono garanzia di Identità e di Fedeltà per noi, Famiglia di don Bosco, Famiglia Salesiana".

Stare con i giovani

Di conseguenza, "il carisma salesiano è quello di stare con i giovani, stare con loro e in mezzo a loro, incontrarli nella nostra vita quotidiana, conoscere il loro mondo e amarlo, stimolarli ad essere protagonisti della loro vita, risvegliare il loro senso di Dio, incitandoli a porsi delle mete alte, a vivere la vita come la visse il Signore Gesù". Per questo si deve "cercare il loro bene, impegnandovi tutte le nostre energie, tutto il fiato e la forza che abbiamo".
Non solo. Don Artime osserva che "quando Papa Francesco parla di andare alla periferia, noi veniamo interpellati in modo molto vivo e diretto, perché ci sta chiedendo di stare con i giovani nella periferia, lontani quasi da tutto, esclusi, quasi senza opportunità. Allo stesso tempo voglio dire che questa periferia è qualcosa di tipicamente nostro come Famiglia Salesiana, perché la periferia è qualcosa di costitutivo del nostro DNA salesiano. Cos'è stata la Valdocco di don Bosco se non una periferia della grande città? Che cosa è stata Mornese se non una periferia rurale? Occorrerà che il nostro esame di coscienza personale e come Famiglia Salesiana si confronti con questo forte richiamo ecclesiale, che fa parte a sua volta dell'essenza del Vangelo. Sarà necessario esaminarci circa il nostro essere con i giovani e per loro, specialmente per gli ultimi… ma non occorrerà cercare verso dove orientarci, la nostra "stella polare nella navigazione", perché negli ultimi, nei più poveri, in quelli che più hanno bisogno di noi, risiede l'elemento più specifico del nostro DNA come carisma salesiano".

Un anno di festa

Il Rettor Maggiore aggiunge: "Oso dire che sono i giovani, le giovani, e specialmente quelli più poveri e bisognosi, coloro che ci salveranno aiutandoci ad uscire dalla nostra routine, dalle nostre inerzie e dai nostri timori, a volte più preoccupati di conservare le nostre sicurezze che di tenere il cuore, l'udito e la mente aperti a ciò che lo Spirito ci può chiedere". E questo è molto più importante nel bicentenario della nascita di don Bosco, "anno in cui la festa per quel dono che è don Bosco per la Chiesa e per la sua Famiglia non ci lascerà centrati in noi stessi, autoreferenziali e autocompiaciuti, ma ci lancerà, con maggior forza se possibile, verso la missione".
Ricorda, infine, quanto Papa San Giovanni Paolo II scrisse nella lettera Iuvenum patris, nel centenario della morte di don Bosco, riferendosi a Maria, la più insigne collaboratrice dello Spirito Santo: "A Lei io affido voi e insieme con voi affido tutto il mondo dei giovani, affinché essi, da Lei attratti, animati e guidati, possano conseguire, con la mediazione della vostra opera educativa, la statura di uomini nuovi per un mondo nuovo: il mondo di Cristo, Maestro e Signore".

A cura di Lorenzo Bortolin: bortolin.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2015 - 1 

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