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ARCHIVIO RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2015 :
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FAMIGLIA SALESIANA | Don Bosco, una vita da... sogno
                                        Il sogno dei 9 anni...


Leggiamo nel Libro di Giobbe: "Dio parla in molti modi, però nessuno lo ascolta: in sogno, nelle visioni notturne" (Gb 33,14). Nella storia della salvezza, descritta nella S. Scrittura, Dio si configura come il Grande Comunicatore, sia per la quantità sia per la modalità di queste comunicazioni fatte all'uomo di cui "si prende cura" (Sal 8).
Anche nella vita di don Bosco Dio ha parlato in molti modi, anche con i sogni. Famoso perché profetico e programmatico fu quello dei 9 anni. Senz'altro una pagina di fondamentale importanza per la sua missione di "Padre e Maestro della Gioventù", lo accompagnerà infatti tutta la vita. Gli servirà non solo come profezia anticipatrice, ma anche come fonte di orientamento ed incoraggiamento.
Solo un sogno? un banale e comune sogno? No, molto di più. Fu un'esperienza matrice per lui, fu la sorgente della sua opzione fondamentale futura, fu un'irruzione del soprannaturale che darà ala sua vita una configurazione particolare.
San Giuseppe Cafasso, suo confessore, parlando dei suoi "sogni" li definiva "manifestazioni divine"; il beato don Michele Rua, suo primo successore, li qualificò come "visioni". Non dobbiamo meravigliarci: è infatti lo stesso Dio che parlava a Giovannino Bosco anche in sogno, come aveva fatto ai profeti e a tanti uomini e donne di Dio lungo la storia, suoi strumenti in terra, scelti per la sua missione salvifica.
Gli storici dicono che la vita di don Bosco fu la semplice attuazione pratica del programma educativo descritto nel sogno, come il sigillo di Dio sulla sua missione futura per i giovani. Lui stesso dirà loro: "Tutto io faccio per voi… È tutta la mia vita stare con voi" e ripensando agli inizi della sua missione affermò: "Intesi consacrare ogni mia fatica alla maggior gloria di Dio e a vantaggio delle anime" cioè dei giovani con l'obiettivo di "fare dei buoni cittadini in questa terra" e poi "degni abitatori nel cielo".
Don Bosco promise di lavorare solo e sempre per la gloria di Dio (contemplazione) aiutando in tutti i modi i giovani che Dio gli mandava (azione), realizzando il tutto con la metodologia suggerita nel sogno: "Non con le percosse ma con la bontà e con l'amore dovrai guadagnare questi tuoi amici". Solo con la pazienza, che è sinonimo di amore, doveva "convertire" i giovani violenti del sogno, simbolizzati anche in vari animali anche "feroci", in mansueti agnelli, come gli apparvero sulla scena. E questa fu la sua missione. Riuscita.

Mario Scudu - E-mail: archivio.rivista@ausiliatrice.net

NB. Nel sogno dei 9 anni Don Bosco parla di "una donna di maestoso aspetto" che lo prende "con bontà per mano" e lo invita a lavorare "per i figli suoi". È chiaramente la Madonna, che don Bosco sentirà e pregherà come Maria Ausiliatrice, l'aiuto sempre presente nel suo lavoro. Alla fine della sua vita indicando Maria Ausiliatrice dirà: "È lei che ha fatto tutto!".


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2015 - 1 

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