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ARCHIVIO RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2014 :
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Metodo DB | Sempre giovane il Giovanni dei ragazzi



Per gli italiani la scienza ha il volto di un signore elegante e compassato che da oltre cinquant'anni racconta loro l'avventura dell'ingegno umano alle prese con un mondo naturale che va dall'atomo ai corpi celesti, ancora denso di segreti da scoprire. Serio, pacato, inossidabile: Piero Angela ha scoperto don Bosco quando, giovanissimo, fu tra i pionieri della redazione radiofonica della Rai di Torino. "Nel 1954 feci insieme al collega Mario Pogliotti una trasmissione di mezz'ora su di lui dal titolo "Sempre giovane il Giovanni dei ragazzi". Quasi settant'anni dopo la sua morte, decidemmo di andare a raccogliere le ultime testimonianze di chi lo aveva conosciuto in vita. Venne fuori un documento credo di poter dire unico".

Il metodo di don Bosco

Dopo la radio, ecco l'approdo in tv come divulgatore scientifico. La sfida era impegnativa, per alcuni addirittura rischiosa. Come fare a parlare di temi difficili al grande pubblico? "Bisogna suscitare emozioni - spiega Angela -. A più di un convegno ho lasciato tutti di stucco dicendo che noi divulgatori dovremmo imitare proprio don Bosco quando, per parlare di fede ai ragazzi, partiva dai giochi di prestigio. Per educare bisogna entusiasmare, incuriosire. Il messaggio passa se chi lo deve ricevere "sente" che la persona che glielo sta trasmettendo non sale in cattedra ma si pone sul suo stesso piano". La grande abilità comunicativa di Angela nell'esporre anche argomenti complessi deriva proprio dal suo essere non un uomo di scienza, ma in primo luogo un giornalista che avvicina il problema scientifico gradualmente, con la curiosità e i dubbi dell'uomo comune.

Scienza e fede, la pazienza del dialogo

Uno dei confronti più aspri che la storia delle società occidentali ha conosciuto è sicuramente quella tra scienza e fede: nel passato ha sovente assunto gli aspetti di un autentico conflitto, ma ancora oggi si ripresenta tra corpi sociali in competizione. Piero Angela crede in Dio? "Me lo domando sempre, ma non rispondo mai. Sono campi diversi: nessuno chiede la sperimentazione alla religione, né la scienza d'aver fede. La fede è un atto personale". Certo è che Angela, anche attraverso il suo riconosciuto impegno contro maghi, guaritori, indovini e astrologhi condotto attraverso il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale), ha dimostrato che un dialogo sereno e costruttivo tra scienziati, filosofi e teologi è possibile. Se si parte dalla consapevolezza che la scienza fa parte della vocazione e della missione dell'uomo e per questo deve sempre restare al servizio dell'umanizzazione, della qualità della convivenza sociale, della grandezza e della dignità insita in ogni persona, si può costruire una via di dialogo costruttivo. "Bisogna abbandonare atteggiamenti di riserva mentale" conclude Angela. In sintesi: autonomia, distinzione (non separazione) e complementarietà (non invasioni di campo) sono i connotati di un rapporto corretto fra i saperi.

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Il CICAP è un'organizzazione educativa e senza finalità di lucro, fondata nel 1989 per promuovere un'indagine scientifica e critica sul paranormale e le pseudoscienze. Fa parte dell'European Council of Skeptical Organizations.
Vedi e, se vuoi, iscriviti sul sito http://www.cicap.org

Andrea Caglieris - redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2014 - 6 

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