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ARCHIVIO RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2014 :
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Salesiani DB| Dalla musica li riconoscerete: don Cimatti

La melodia don Cimatti sposa due mondi, Italia e Giappone, al servizio del messaggio del Vangelo nello stile di don Bosco.



Possono chiamarlo l'uomo dalle molte vite o il don Bosco del Giappone, ma nessuno di questi appellativi affascinanti può presentare tanto vividamente il Ven. Vincenzo Cimatti, salesiano missionario, quanto lo può fare l'arte che è stata sua fin da bambino: la musica.
Religioso, sacerdote, musicista, e per questo primo di una serie di personaggi che accosteremo non dal punto di vista biografico, per il quale rimandiamo a opere autorevoli (vedi Crevacore A., Un uomo dalle molte vite, LDC, Leumann 1979) ma dal punto di vista compositivo ed espressivo: uomini che hanno fatto della musica, la loro musica, il linguaggio privilegiato per dire di sé, di Dio, e della musica silenziosa che con Dio stesso si può cantare per tutta una vita (questa espressione è tipica di S. Giovanni della Croce).
Artista riconosciuto, don Cimatti è anche pedagogista, esperto in agraria e scienze naturali.
Oggi le sue opere sono raccolte presso l'Archivio Salesiano Centrale di Roma e presso la Biblioteca Manfrediana di Faenza, conservate nel fondo intitolato a lui stesso.

Composizioni pensate per cori di ragazzi

La musica di don Cimatti non si ferma in Italia, anche se dal canto melodioso dei nostri grandi operisti trae sapore inconfondibile. È in Giappone che ha voluto esprimere il meglio della sua arte semplice e ricchissima, dedicando le sue forze al messaggio del Vangelo in un paese molto estraneo al sentire cristiano, nel periodo degli anni 20-40 del secolo XX. Sono gli anni del Giappone dalla politica conquistatrice, della seconda guerra mondiale, dell'atomica e della resa all'America, e poi della ripresa miracolosa che lo condurrà ad essere una delle potenze economiche più importanti del mondo.
In Giappone i salesiani hanno raccolto la musica di don Cimatti, attraverso un paziente lavoro non ancora terminato. Presso il Cimatti Museum di Chofu (Tokyo) oggi potremmo sfogliare una delle sue partiture: l'Operetta Missionaria Piccolo Gregge, per il vero composta durante un rientro in Italia per il Capitolo Generale del 1938. Non ci stupisce trovare, tra le richieste per l'esecuzione lirica, un coro di ragazzi, perché per loro il sacerdote musicista pensava le composizioni più espressive.

La scala pentatonica a servizio di don Cimatti

Ci incuriosisce l'a-solo per Tshoi-Kin o bonzo prescritto più avanti: vorremmo riconoscere nella melodia qualcosa di esotico ed orientale! Don Cimatti non delude le nostre aspettative: nell'Aria Al Sole!, già nell'Atto I°, ci imbattiamo in movenze che subito ricordano La foresta dei pugnali volanti (ambientato in Cina, musiche di Shigeru Umebayashi, 2004), o L'ultimo Samurai (con Tom Cruise e la delicata Kato Koyuki, nel 2003, già film d'autore del 1967 con musiche di Toru Takemitsu). Per chi ha competenze più… classiche, il ricordo va certo a Madama Butterfly di Giacomo Puccini (1904), ma in ogni caso ciò che richiama l'atmosfera orientale resta l'uso di una serie di intervalli melodici (ovvero di distanza di altezza tra suoni) denominata scala pentatonica, e caratterizzata dal fatto che i suoni si trovano sempre alla distanza di un tono l'uno dall'altro, e non di mezzo tono, come è tipico, per alcuni suoni, della scala melodica a cui siamo più abituati in Europa. Don Cimatti, però, sa dosare questo espediente con buon gusto, alternandolo a tipici procedimenti armonici occidentali, come quello della modulazione da tonalità minore (coloritura malinconica e meditativa) a tonalità maggiore (coloritura gioviale e movimentata), concetti in sé non riconducibili alla musica orientale. Piacevolmente italiano è anche il ricorso a procedimenti detti onomatopeici, che riproducono musicalmente il concetto descritto dal testo (ad es. saettando nel vol reso con una serie di rapide note che salgono di grado), una pratica compositiva risalente al nostro madrigale italiano del 1500, per di più con gruppetti di abbellimento dall'inconfondibile sapore partenopeo.

Claudio Ghione sdb - redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2014 - 6 

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