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ARCHIVIO RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2014 :
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SUORE FMA | Suor MARIAROSA. Suora e maestra



"Và da coloro a cui ti manderò, Io sono con te". Uno slogan che ben sintetizza lo spirito della solenne concelebrazione eucaristica che lunedì 4 agosto scorso, nella Basilica di Maria Ausiliatrice, ha radunato la famiglia salesiana per la professione temporanea di suor Anna Bailo e suor Silvia Rubatto e per i giubilei di 83 religiose che ricordavano 75, 70, 60, 50 e 25 anni di professione. Una festa grande per tutto l'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice e in particolare per le due giovani che pronunciavano i voti temporanei sostenute dalle consorelle più anziane che, dopo tanti anni di consacrazione a Dio, rinnovavano le loro promesse nelle mani della superiora generale. Non a caso è stata scelta la data della celebrazione, nella vigilia del 142° anniversario della fondazione dell'Istituto con la professione religiosa delle prime Figlie di Maria Ausiliatrice, tra cui Maria Mazzarello, avvenuto a Mornese (Alessandria), il 5 agosto 1872.

Storie di suore speciali

Le FMA sono tutte speciali: sono il monumento vivente a Maria Ausiliatrice. Tra coloro che hanno festeggiato mezzo secolo di professione, suor Mariarosa Rossi, novarese, da due anni "maestra in pensione" dopo 40 di insegnamento, molti nella scuola Primaria Maria Ausiliatrice di Torino. Chi ha avuto suor Mariarosa come maestra non può dimenticare le scuole elementari: con lei, maestra vecchio stampo severa quanto basta, ma comprensiva quando era ora, si è imparato a leggere e a scrivere ma anche e soprattutto si sono imparati i fondamentali per la vita, altro che Invalsi o lavagne elettroniche.
Chi scrive ha insistito non poco perché suor Mariarosa ci raccontasse la sua storia. Una parola, abituata com'è a non voler comparire e convinta che la sua sia una vita come quella di tante altre consorelle "più meritevoli", anche se certamente a servizio dei giovani. "La mia chiamata è maturata nell'ambiente oratoriano. Ero una ragazzina piuttosto vivace, andavo all'oratorio perché mi divertivo a giocare, fare teatro ma soprattutto perché mi attirava quello spirito di famiglia che mi faceva "sentire bene". La domenica rimanevo in oratorio fino all'ultimo momento e cioè quando le suore ci costringevano ad andarcene. All'età della scuola media ho vissuto un periodo in cui avvertivo il bisogno di pregare, frequentare i sacramenti. La direttrice se n'è accorta e mi fece la proposta di provare a intraprendere la via della vita religiosa". Ma in famiglia non accolsero con favore la scelta di Mariarosa.

Velo e cattedra

"A casa non erano d'accordo. Papà era fermamente convinto che non avrei resistito ad una vita di obbedienza neppure per un mese - prosegue suor Mariarosa - . Ripensandoci credo davvero che "Qualcuno" dall'alto mi ha chiamata perché se no non avrei trovato la forza di lasciare la mia famiglia. Prima di allora non avevo dormito lontano da casa neppure una notte e così ho sofferto molto la lontananza - confessa - ma sentivo che dovevo farmi suora. Il tempo e gli avvenimenti che chiamo "Provvidenza" sono stati grandi educatori, così sono arrivata alla meta: la professione!".
Gli studi per il diploma magistrale hanno poi realizzato il sogno che Mariarosa accarezzava fin da bambina. "Da piccola giocavo a fare la maestra mettendomi un asciugamano in testa come se fosse un velo: suora e maestra, era il mio desiderio! La scuola è stata la palestra nella quale ho cercato di incarnare la promessa fatta al Signore di voler vivere, come si legge nelle Costituzioni del nostro Istituto "per la gloria di Dio in un servizio di evangelizzazione camminando insieme nella via della santità"".

E così la giovane suor Mariarosa lascia la sua casa, la sorella, il fratello, il papà e la mamma tanto amata e la sua famiglia diventa la scuola e le comunità delle sue consorelle dove è stata chiamata a vivere, i suoi figli e figlie le centinaia di allievi a cui in 40 anni ha insegnato a leggere e a scrivere, a pregare, ad apprezzare ciò che ogni giorno ci viene donato perché la scuola, secondo suor Mariarosa può e deve anche essere scuola di vita. "Ho lavorato tutti questi anni - conclude suor Mariarosa - con tanto entusiasmo perché gli incontri con agli allievi, le loro famiglie, i colleghi insegnanti, le consorelle sono sempre stati le esperienze più preziose che mi hanno regalato speranze, energia e fiducia. Tanti volti oggi a 40 anni di scuola e a 50 anni di vita religiosa passano davanti ai miei occhi come una pellicola di un film, volti cari e tanto amati che porterò sempre nel cuore e nella preghiera. Per tutto, oggi ripeto il mio grazie a Dio e a ciascuno di loro".

Marina Lomunno- redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2014 - 6 

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