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ARCHIVIO RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2014 :
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MISISONARI | Missionari: segni e portatori dell'amore di Dio


"L'Europa non è più l'unico continente che invia salesiani, com'era fino ad un recente passato: i missionari salesiani provengono da tutti i continenti e sono inviati a tutti i continenti. Ciò esige da tutti un cambiamento di mentalità, una conversione pastorale, come richiesto dal Capitolo generale 27: ogni Ispettoria della Congregazione ha una responsabilità missionaria verso tutta la Società Salesiana!" Così don Alfred Maravilla, salesiano filippino, responsabile del Corso di orientamento per i missionari salesiani, spiega lo spirito con cui a 145 anni dalla prima spedizione missionaria dei figli di don Bosco si parte da Valdocco "ad gentes".

Nel 1875 italiani, oggi da tutte le nazionalità

Era l'11 novembre 1875 quando da Torino don Bosco inviò i primi salesiani missionari in Patagonia. E così è stato ogni anno fino ad oggi: domenica 28 settembre, ancora una volta da Valdocco il decimo successore di don Bosco, don Ángel Fernández Artime ha consegnato il mandato a 12 salesiani, 15 Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA) e 6 volontari laici. Si tratta, dicevamo, della 145ª spedizione missionaria della famiglia salesiana: i primi sacerdoti "spediti" da don Bosco erano tutti italiani; oggi cambiano le destinazioni e le nazionalità dei missionari ma lo spirito con cui partono è lo stesso, come hanno sottolineato il Rettor Maggiore e la madre generale delle Fma, suor Yvonne Reungoat, al teatro Valdocco. La consegna del crocifisso ai missionari da parte di don Artime è avvenuta durante la concelebrazione eucaristica nell'ambito dell'Harambée (in swahili "raduno festoso"), la due giorni che ha radunato tra il Colle Don Bosco e Valdocco oltre 400 giovani. Alcuni di loro hanno trascorso qualche settimana estiva nelle missioni salesiane.
Tra i partenti, solo tra i sei volontari laici ci sono giovani italiani, mentre i salesiani e le FMA provengono tutti da ispettorie straniere, un tempo terre di missione, che oggi restituiscono il dono ricevuto: ci sono salesiani vietnamiti che andranno in Africa, un indiano che parte per l'Ungheria o un congolese che si prepara a partire per la Francia.

L'Europa ha particolarmente bisogno

"Rispetto alla prima spedizione, le destinazioni di oggi sono cambiate: anche l'Europa - che un tempo inviava i missionari - oggi è divenuta terra di missione in uno scambio di ricchezze continuo come in una grande famiglia" - ha detto don Guido Errico, coordinatore nazionale dell'animazione missionaria in Italia e delegato nazionale per il Vis (Volontariato internazionale per lo sviluppo) presentando i missionari partenti davanti ad un grande mappamondo.
"Oggi come ai tempi di don Bosco - ha sottolineato il Rettor Maggiore - il papa ci spinge ad andare nelle Periferie del mondo. Valdocco, Mornese, dove sono nate le FMA erano luoghi periferici e da lì sono partiti i nostri santi. Questo è lo spirito con cui andiamo nel mondo a portare la gioia di Cristo e con cui apprestiamo a celebrare il bicentenario: non possiamo stare tranquilli se non ci chiediamo continuamente cosa stiamo facendo per andare incontro agli ultimi, coloro che non hanno il pane ma anche chi ha perso il senso della vita".

Marina Lomunno - redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2014 - 6 

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