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ARCHIVIO RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2014 :
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GIOVANI | Al Ferrante Aporti l'ex 'Generala'
                 Luigi inizia una vita nuova



Solennità di Pentecoste, per la prima volta al carcere minorile Ferrante Aporti un ragazzo detenuto, Luigi, ha ricevuto i sacramenti dell'iniziazione cristiana: battesimo, comunione e cresima. Con lui anche due suoi compagni Jonny, peruviano, e Marius, rumeno, si sono accostati per la prima volta all'Eucarestia. Una celebrazione straordinaria, che ha potuto avere luogo grazie anche ad un "sogno realizzato". Quello del cappellano dell'Istituto, don Domenico Ricca, salesiano, dal 1979 al Ferrante, "La Generala" come si chiamava il carcere minorile ai tempi in cui don Bosco visitava i ragazzi più difficili.
Entriamo tutti nella cappella intitolata al "Buon Pastore". Finalmente spuntano, un po' impacciati, i tre giovani: indossano gli abiti più belli, un jeans e una camicia firmati, sbarbati e pettinati con cura, un piccolo crocifisso al collo. Il tempo di un abbraccio stretto stretto ai parenti e a don Meco che li prende per mano e li fa sedere in prima fila.

Una vera esperienza di Pentecoste

Tutti i presenti, a stento trattengono l'emozione. Piange Barbara, la mamma di Luigi: "Battezzarlo in carcere è triste, non l'avrei mai detto ma spero che prima o poi cambi, il Signore ci aiuterà". Anche don Meco che ha la fama di prete "tosto", temprato da 33 anni accanto a giovani con vite difficili, alcune spezzate, al termine di questa "intensa" Pentecoste confesserà: "È stata un'esperienza esaltante e ho dovuto controllare la frizione più volte per la commozione".
Inizia la Messa, molto raccolta "Tutto è nato perché frequentando la nostra Messa mi avete chiesto di accostarvi alla Comunione - dice don Meco nell'omelia - Poi Luigi ha scoperto di non essere ancora battezzato e così vi siete preparati per arrivare oggi qui a ricevere i sacramenti, Luigi ha fatto il cammino catecumenale, vi siete confessati, avete fatto un percorso. Avete toccato con mano che il cambiamento è possibile, basta volerlo".
Segue il battesimo di Luigi, padrino e madrina gli stringono le spalle con affetto mentre si piega sul fonte battesimale, scoppia un applauso. Ma poi torna il silenzio, Luigi riceve la cresima, quasi in inginocchio è alto due spanne più di don Meco. È il momento della Comunione: Jonny, Marius e Luigi ricevono per la prima volta il corpo di Gesù. Si fanno il segno della Croce. Anche loro sono commossi.

Riscoprire la dimensione della spiritualità per essere uomini nuovi

"Non potevo mancare a questa celebrazione - ci dice il procuratore Anna Maria Baldelli - quello che abbiamo vissuto oggi è in linea con il percorso di cambiamento che cerchiamo di impostare con ciascuno dei ragazzi che passano in questo Istituto - la speranza è che la fiammella accesa oggi abbia un seguito". "È la prima volta che nel nostro carcere vengono impartiti i sacramenti - commenta la direttrice Gabriella Picco - e credo sia un avvenimento molto positivo che completa il cammino di ripensamento sulla propria vita e sulle proprie scelte che i ragazzi che scontano la loro pena qui dentro sono invitati a fare. La riscoperta della dimensione religiosa e della spiritualità è fondamentale per lavorare su se stessi e in carcere si ha la possibilità di riscoprire i valori fondamentali come la famiglia, la religione. Piantiamo dei semi, offriamo elementi di cambiamento ma non tutto è nelle nostre mani".

Marina Lomunno - redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2014 - 5 

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