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ARCHIVIO RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2014 :
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GIOVANI | Confessarsi? sì, ma.....



Il capitolo 15 di Luca è il trionfo dell'amore misericordioso del Dio di Gesù Cristo. Rileggerlo attentamente ci fa scoprire quanto ci siamo allontanati da questa immagine di Dio ogni volta che entriamo in un confessionale.


Mi piace essere un po' impertinente e allora ho deciso che appena sarò nell'aldilà chiederò a San Pietro di poter incontrare due personaggi. Prima di tutto quello che ha detto che Gesù era bello, alto, biondo e con gli occhi verdi… dando la stura a tutta un'iconografia che ci allontana da quel Gesù che si identifica con gli ultimi in Matteo 25 e alla domanda stupita dei giusti sul fatto di averlo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere risponde "In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me".

L'inventore del confessionale

Subito dopo mi piacerebbe incontrare l'inventore del confessionale e chiedergli se per caso avesse mai letto il capitolo 15 di Luca dove il Padre attende il ritorno del cosiddetto figliol prodigo e "quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò". E quando il secondo figlio "si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo". Erano queste scene che voleva riprodurre all'interno di un confessionale buio e impersonale dietro una grata quanto meno misteriosa e intrigante? E quando la chiesa era più preoccupata che si dicessero tutti i peccati e quante volte e con chi e… era interessata ad abbracciare il peccatore e baciarlo pieno di compassione facendo festa perché "Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione"?
Eppure Gesù parla chiaro.

Mi piace tanto quel "Padre"

Mi piace tanto quel Padre che "uscì a supplicarlo". Mi piace quando all'accusa di aver sacrificato il vitello grasso senza aver dato mai un capretto risponde "Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato". Altro che capretto! Mi piace un Dio niente affatto bello o superbiondo perché diventa "il più piccolo" e dice "perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete… ero straniero… nudo… malato… ero in carcere e siete venuti a trovarmi". Mi piace un Dio che non dice al peccatore di inginocchiarsi dietro la grata e lui seduto, pronto e fare domande imbarazzanti, a giudicare il peccatore e mandarlo via con una lavata di testa perché non si è pentito. Piuttosto "Presto, portate qui il vestito più bello… mettetegli l'anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato". Bene il codice certo, ci mancherebbe! Ma il Vangelo? Mi pare che Gesù lavi i piedi, non la testa, o mi sbaglio!? (Gv 13).

Fuori dall'impertinenza

Da un po' di tempo siamo invitati a mettere al centro la Parola e non le nostre costruzioni inficiate da una cultura piena di paura, che ha insistito su un Dio giudice e castigamatti prendendo alla lettera il genere letterario apocalittico e tralasciando le stupende pagine di un Dio misericordioso il quale aveva detto "Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro" (Mt 5,48) e "Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro celeste" (Lc 6,36). Sarebbe bello che nelle nostre chiese, nelle nostre case, nelle nostre piazze incontrassimo sempre il Dio di Gesù Cristo e non il Dio di quello o di quell'altro, un Dio che non se ne sta chiuso ad aspettarci per giudicarci ma ci viene incontro come faceva Gesù che non puntava mai il dito contro il peccatore ma tendeva la mano per perdonarlo. Ce lo ricorda il superpeccatore Paolo: "Questa parola è degna di fede e di essere accolta da tutti: Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, il primo dei quali sono io" (1Tm 15). E anche: "Il Figlio dell'uomo non è venuto per essere servito, ma per servire, e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti " (Mc 10,45).

P.S. A parte l'impertinenza, grazie di cuore a quei sacerdoti che si sforzano di creare un minimo di accoglienza e a tutti i fedeli che col caldo o col freddo frequentano il confessionale, come luogo incontro della misericordia del Padre.
Bravi tutti! Spero non manchi mai la gioia e un po' di... vitello!!!

Giuliano Palizzi sdb - palizzi.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2014 - 5 

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