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ARCHIVIO RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2014
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GIOVANI | Le relazioni sociali vissute dai nostri networked teens



I nuovi media…

Le nuove forme di socializzazione vissute dai nostri ragazzi (figli, alunni o nipoti che siano) ci sorprendono ed inquietano. Le piattaforme digitali, su cui passano la gran parte del loro tempo, riescono a suscitare in noi, soprattutto perché non le conosciamo, le peggiori preoccupazioni. Facebook, Twitter, My Space, WhatsApp, Instagram e via dicendo si sono, a nostra insaputa, infiltrate nelle nostre famiglie ed hanno catturato l'attenzione e l'interesse dei giovani trasformandoli in "presenze assenti"che percepiamo chiaramente e che non sappiamo gestire. Sono saltate le tradizionali relazioni familiari. Gli adulti consumano il tempo trascorso in casa divisi tra la televisione ed i giornali, mentre i ragazzi, blindati nella loro camere, socializzano scorazzando negli illimitati orizzonti della rete incontrando chissà chi, parlando di chissà che cosa.

….creano nuove forme di relazione….

È appena uscito negli USA un interessante saggio della sociologa Danah Boyd: "It's complicated, the social lives of networked teens", Yale University Press. Si tratta di un libro da leggere con grande attenzione. In esso molti teenager americani accettano di rispondere alle domande di Danah. Heather, ragazzina di sedici anni, di fronte alla proposta di vari politici americani di proibire l'accesso ad alcuni social network agli adolescenti risponde: "Pensando a questa proposta vado fuori testa. È il mio unico modo di comunicare con altri". All'osservazione se non fosse meglio comunicare direttamente di persona Heather risponde in modo che merita di essere riportato. Dice: "Non posso vedere gente di persona. A malapena riesco a vedere gli amici durante i fine settimana. Sono sempre impegnata: compiti, lezioni, lavoretti vari, ginnastica, danza, tennis, palestra mi assorbono completamente .Se non avessi Facebook sarei tagliata fuori da tutte le amicizie". Per la ragazzina i social media non sono solo uno strumento; sono un modo di socializzare che le permettono di connettersi con chi le sta a cuore, anche se non faccia a faccia. Internet, nelle sue più diverse applicazioni, non è altro che un discendente di quei ritrovi o spazi pubblici in cui i giovani si sono ritrovati per decenni. Gli anni 1950 sono stati caratterizzati dai Drive-in; gli anni 1980 dalle discoteche; gli anni 2000 da Facebook, Twitter… Gli adolescenti oggi usano i media moderni con lo stesso spirito con cui i loro coetanei del passato usavano il telefono per interminabili chiacchierate o sfidavano il mondo con la libertà provocatrice dello spirito hippy. I principali responsabili della fuga dei giovani verso il mondo virtuale sono la moderna società in generale e gli adulti in particolare.

….che le nostre paure non riescono a gestire correttamente

Troppo spesso i nostri ragazzi vengono relegati tra le mura di casa dalla paura che il moderno modo violento di vivere incute. Sono troppi i genitori che preferiscono mantenere a lungo i loro figli sotto le loro ali protettrici. Il fatto di saperli in casa, non importa che cosa stiano combinando, rasserena e tranquillizza. Troppi adolescenti godono di poco spazio geografico, di zero tempo libero, di troppe regole senza senso. È ridicolo vedere i giovani accompagnati a scuola, alla palestra, dappertutto da madri che non riescono a mascherare la loro ansia affollata dalle più svariate paure. Non possono fare una camminata, avere un incontro, andare a una festa se non scortati a dovere. I genitori con le loro paturnie, spesso inconsce, corrono il serio rischio di rendere impossibile la gestione normale della vita a troppi ragazzi. La febbrile e pesante programmazione della giornata, l'invadenza nevrotica di madri e nonne, l'asfissiante protezionismo da parte di padri e nonni ansiosi, finiscono per impedire le normali frequentazioni che aiutano gli adolescenti a maturare e a crescere. Tutte le relazioni che vengono impedite fuori casa trovano attivazione nella pace e sicurezza blindata della propria cameretta grazie ad internet. Davanti al proprio laptop o smartphone o ipad i ragazzi si trasformano. Qualunque proibizione, che l'assedio affettivo familiare crea, svanisce nel nulla. Nel mondo virtuale della rete la libertà negata viene vissuta in modo disinibito ed audace. La fantasia galoppa a briglia sciolta, la prudenza viene accantonata, le curiosità e le pulsioni vengono sollecitate al massimo. I muri inibitori innalzati vengono sbriciolati da una pericolosa anarchia affettiva e pulsionale. Tutto è possibile, tutto si può fare, il mondo delle chat ti mette in relazione con chi più ti "arrapa". Tutto questo mentre i genitori sono tranquilli e rilassati dal fatto di sapere che i loro figli sono al sicuro tra le mura domestiche.

Ermete Tessore sdb - tessore.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2014 - 5  

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