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ARCHIVIO RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2014
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DON BOSCO OGGI | Don Bosco al 27° Salone del Libro



San Giovanni Bosco "patrono degli editori cattolici". Lo proclamò Pio XII il 24 maggio 1946. Cento anni prima il "genio dell'educazione" inizia una strepitosa (e sconosciuta) carriera di scrittore e di editore con "Cenni storici sulla vita del chierico Luigi Comollo morto nel seminario di Chieri ammirato da tutti per le sue singolari virtù, scritti da un suo collega" pubblicato a Torino nel 1844 dalla Tipografia Speirani e Ferrero.
Il catalogo dei suoi scritti, dal 1844 alla morte nel 1888, raccoglie 403 titoli. La pubblicazione più popolare è dal 1853 "Letture cattoliche", che dal 1862 stampa nella tipografia dell'Oratorio. I suoi sono temi popolari di istruzione. Ad esempio, per diffondere il sistema metrico decimale - obbligatorio nel Regno dal 1850 - nel 1846 pubblica con Paravia "Il sistema metrico decimale" preceduto dalle 4 operazioni aritmetiche "a uso degli artigiani e della gente di campagna" e nel 1849 scrive una commedia in tre atti (8 dialoghi) "Il sistema metrico decimale".

Il teatro per veicolare valori e contenuti

Quando don Bosco vuole passare ai giovani qualcosa di importante, immancabilmente si volge al teatro. Poi letture amene, agiografie, biografie edificanti e racconti di ispirazione storica, come la vita dei Papi dei primi tre secoli, brevi biografie dei santi, specie giovani. Scritti di istruzione religiosa e manuali di preghiera. Il più famoso è "Il giovane provveduto. Per la pratica de' suoi doveri negli esercizi di cristiana pietà per la recita dell'Uffizio della B. Vergine, dei Vespri di tutto l'anno e dell'Uffizio dei morti coll'aggiunta di una scelta di laudi sacre" pubblicato a Torino da Paravia nel 1847 e che conobbe decine e decine di ristampe. Ancora, articoli, memorie e informazioni sull'Oratorio e sulla Famiglia salesiana; libretti elementari di catechesi; suggerimenti di vita morale, di educazione domestica ed economica secondo la mentalità popolare piemontese.
Partite con una tiratura di 3 mila copie, le "Letture cattoliche" arrivano a 12 mila nel 1870, a prezzi molto bassi, distribuite da una rete di parroci e laici. Nelle tecniche tipografiche don Bosco vuole "essere all'avanguardia del progresso". Da obbediente figlio della Chiesa, il "padre e maestro dei giovani" segue le allarmate preoccupazioni di Pio IX sull'"uso perverso della nuova arte libraria". Nel XIX secolo la Chiesa prende coscienza dell'importanza della stampa e dell'editoria per promuovere e conservare la fede nel popolo e per combattere l'anticlericalismo e l'indifferentismo religioso. Allo scopo di togliere i ragazzi dalla strada e di avviarli a un mestiere, apre aValdocco nel 1861 la Tipografia di San Francesco di Sales.

Nascono la S.E.I. e l'Elledici

L'unità d'Italia favorisce l'alfabetizzazione, la scolarizzazione e la cultura, l'abbattimento delle barriere doganali, il miglioramento delle tecnologie e delle comunicazioni e si passa da una gestione artigianale a una pre-industriale. Dal 1884 è attiva a Torino una "Biblioteca circolante per le signore torinesi" fondata dal prete-scienziato Francesco Faà di Bruno, grande amico di don Bosco, Nel 1908 si costituisce la Società Anonima per la Diffusione della Buona Stampa, che nel 1919 diventa Società Editrice Internazionale e nel 1941 nasce la Libreria Dottrina Cristiana (LDC oggi Elledici).
Cosa significhi il contributo dato dai "pionieri", come don Bosco, all'editoria e all'editoria cattolica lo si è visto al 27° Salone internazionale del libro di Torino del 2014. Nel padiglione della Santa Sede, "ospite d'onore", sono stati messi in mostra alcuni capolavori: reperti archeologici, un'"Iliade" del 1477, un'illustrazione dell'Inferno della "Divina Commedia" dantesca realizzata da Sandro Botticelli e, dall'Archivio Segreto Vaticano, alcune missive: la lettera autografa di re Carlo Alberto a Pio IX (10 agosto 1848); la lettera con firma autografa di Camillo Benso conte di Cavour al reggente della Nunziatura apostolica a Torino (20 luglio 1859); la lettera autografa di re Vittorio Emanuele II a Pio IX (8 settembre 1870); la lettera autografa di don Giovanni Bosco a Pio IX (29 ottobre 1876).

Pier Giuseppe Accornero - Redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2014 - 4  
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