| HOME PAGE | FORMAZIONE CRISTIANA  | FORMAZIONE MARIANA | INFO VALDOCCO |


ARCHIVIO RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2014
     Salesiani-DON BOSCO-Salesianità-Famiglia Salesiana-Giovani-Educazione-Problemi giovanili-Ex Allievi/e

 

SFIDE EDUCATIVE | Nel quartiere torinese S. Salvario chiesa aperta per la movida



Nei locali, vicini ai giovani

Giovani: soltanto protagonisti dello sballo, vittime della solitudine e della noia, facilmente abbindolabili dalle "promesse di ricchezza" delle slot machines? La risposta ovviamente è "no", ma il rischio è forte se non se ne intercettano desideri, se non si investe nell'educazione, se non si "abitano" i luoghi che frequentano trasmettendo valori. Con questo spirito nei mesi di marzo e aprile l'Arcivescovo di Torino mons. Cesare Nosiglia ha visitato i locali della "movida" nel quartiere di San Salvario e ha incontrato gli educatori e i giovani che insieme al parroco di San Pietro e Paolo Apostoli, il salesiano don Mauro Mergola, ogni venerdì e sabato sera hanno scelto di "star dentro" alla movida tenendo la chiesa aperta fino a tarda notte per la "movida spirituale".

Il sabato alla "Movida spirituale"

"San Salvario - afferma don Mergola - è un territorio in cui i giovani sono presenti, sia i residenti, che gli studenti universitari fuori sede, i figli di famiglie immigrate e le migliaia di giovani che nel fine settimana affollano le nostre vie. I giovani della notte - osserva - richiamano il mondo degli adulti, la comunità civile ed ecclesiale. Lo sballo è spesso sintomo di un disagio interiore, una voce da ascoltare". "L'iniziativa della movida spirituale - sottolinea l'Arcivescovo - è un segno forte di una presenza, di "una pastorale dell'invito", di una proposta non alternativa alla "movida", ma complementare, che fa comprendere ai giovani che c'è un modo diverso di trascorrere la serata. È un modo per dare comunque una risposta ai giovani, per capire i desideri che portano nel cuore e recuperare una relazione".

La malattia della solitudine

"La solitudine - ha proseguito l'Arcivescovo - è la malattia più grave del nostro tempo, frutto di relazioni superficiali; i giovani chiedono rapporti sinceri, autentici, il bisogno di essere amati, di amicizia. È necessario però far riscoprire anche i valori del rispetto dell'altro, che il divertimento deve tener conto anche di chi abita in questo quartiere e ha il diritto di riposare". Gli educatori e i giovani degli oratori del quartiere, insieme a don Mergola, hanno per questo delineato alcune linee educative che hanno proposto ai rappresentanti di istituzioni, associazioni e comunità in modo da condividere un progetto che punti in primo luogo a valorizzare la persona.

La tentazione dell'azzardo

Ed ecco che nell'attenzione educativa oggi bisogna anche tener conto della tentazione dell'azzardo. Sempre più bar e locali per i giovani ospitano macchinette e slot machines, sempre più le pubblicità del "gioco" mirano ai giovani avvalendosi di calciatori e cantanti e sempre più giovani cedono all'idea di "guadagnarsi qualche soldo" tentando la fortuna. Così una delle serate dell'"Università del dialogo" al Sermig di Torino ha visto protagonisti due giovani: Paolo Canova, matematico, e Diego Rizzuto, fisico, che hanno spiegato come la matematica possa diventare un "antidoto logico" per creare consapevolezza intorno al gioco d'azzardo e svelare quanto le pubblicità, i titoli trionfalistici dei media legati alle vincite non dicono. "Abbiamo iniziato - spiega Paolo Canova - per il desiderio di comunicare quanto la matematica sia alla base di tantissime applicazioni che ci toccano da vicino. Tra queste "applicazioni" c'è il mondo del gioco d'azzardo e così dal 2009 è nata la campagna "Fate il nostro gioco" (www.fateilnostrogioco.it) che spiega come funzionano le varie possibilità di gioco e dà indicazioni sulle effettive probabilità di vincita nei vari giochi".

SlotMob

E per premiare i locali che rinunciano alle macchinette e valorizzare altri modi di trascorrere il tempo libero ecco che una rete di associazioni (dal Movimento Giovanile Salesiano all'Azione Cattolica) ha portato anche a Torino, il 12 aprile la campagna Slotmob. Una serata di giochi, aperitivi e riflessione in un locale del centro che "ha detto no alle macchinette", rinunciando al guadagno, per investire sul futuro dei giovani.

Federica Bello - redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2014 - 3  
                                            | HOME PAGE | FORMAZIONE CRISTIANA  | FORMAZIONE MARIANA | INFO VALDOCCO |


                                                                                                 Visita Nr.