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ARCHIVIO RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2014
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SFIDE EDUCATIVE | Educatori e ideologia di genere


È in atto, mediante un'enorme pressione culturale, supportata da un appoggio finanziario senza precedenti, il tentativo di perseguire la creazione di un Nuovo Ordine Mondiale che mira ad imporre l'ideologia di genere. Essa ha come unico fine quello di azzerare ogni identità sociale, religiosa o culturale. Qualsiasi educatore, che sia un attento osservatore delle mutazioni in atto nella società civile moderna, non può non essere seriamente impressionato dal diffondersi dell'ideologia omosessuale.
Spontaneo sorge l'interrogativo su quali siano gli interessi economici e politici presenti dietro al tentativo di distruggere la famiglia naturale basata sul concepimento in seguito a un rapporto tra un maschio ed una femmina in età fertile.
La dilagante teoria del genere sostiene che la persona sia nient'altro che il prodotto dei modelli e dei ruoli in cui è costretta a vivere ed operare. Il termine genere (gender) è stato coniato , intorno al 1950, da endocrinologi e psicanalisti americani. Essi parlano di "gender role" e di "gender identity" in cui si propone la distinzione fra sesso e genere. Nell'individuo sarebbero presenti un sesso biologico, un sesso sociale (gender) e l'identità sessuale fondata su orientamenti sessuali dipendenti solamente da una libera scelta individuale. Eterosessualità, omosessualità e transessualismo hanno pari dignità. Sesso biologico, sesso psicologico e sesso sociale sono realtà separate.
I teorici del genere auspicano la decostruzione di tutti i quadri sociali e morali che obbligano a essere uomo o donna per aprirsi a relazioni paritarie qualunque sia la scelta e l'orientamento sessuale degli individui. L'identità di genere è solo sociale. Il sesso biologico è una semplice caratteristica del corpo. L'orientamento sessuale non è altro che l'identità che un soggetto attribuisce a se stesso. Posso tranquillamente sentirmi donna anche in un corpo maschile.

I capisaldi dell'ideologia gender

La teoria del genere sostiene che non esiste una natura umana perché ogni individuo è solo il risultato della cultura. La mascolinità e la femminilità sono semplici costruzioni sociali che mutano con il variare del tempo. La paternità e la maternità non dipendono dall'identità maschile o femminile, bensì da funzioni sociali intercambiabili. La differenza sessuale non ha alcuna importanza nella coppia, nella famiglia e nell'educazione dei bambini. Su queste basi le persone omosessuali rivendicano il diritto al matrimonio ed all'adozione dei bambini. Già molti paesi occidentali, segnatamente Argentina, Olanda, Belgio, Canada, Spagna, Norvegia, Svezia, Portogallo, Sud Africa e Islanda, hanno recepito nelle loro legislazioni questa richiesta .Recentemente alcuni fatti accaduti in ambito scolastico hanno suscitato scalpore in Italia e ne dimostrano la capillare diffusione. Ad esempio, al liceo Mamiani di Roma le autorità scolastiche hanno abolito le espressioni "padre" e "madre" dal libretto delle giustificazioni, per imporre le diciture "primo genitore" e "secondo genitore".
L'industriale Guido Barilla, presidente della omonima multinazionale alimentare di Parma, è stato sottoposto alla gogna pubblica e costretto ad un autentico autodafé, per aver fatto, durante una trasmissione radiofonica,la banale affermazione:"Sono per la famiglia tradizionale, non realizzerò mai uno spot con i gay". In un processo universale di crescente omologazione e conformismo culturale, un educatore salesiano potrà ancora leggere ad alta voce, e commentare in ambito educativo, il versetto biblico riportato nel libro del Levitico (18,22) che dice: "Con un uomo non avrai rapporti come si hanno con una donna: è un abominio"?.
Noi educatori salesiani abbiamo l'obbligo morale di educare al rispetto ed all'accettazione di ogni persona e di tutelarne i diritti. Nello stesso tempo, però, dobbiamo aiutare la moderna gioventù a non essere fagocitata nell'enorme buco nero, che si profila all'orizzonte, dell'omologazione assoluta ed irreversibile di un pensiero unico ed allineato, in cui pochi apparati economici ed ideologici decidono come devono pensare tutti, pena la gogna e l'emarginazione sociale.
Onestamente, di fronte a questo immane compito, dobbiamo chiederci se siamo in grado, soprattutto a livello culturale, di far fronte a questo compito senza cadere in sterili moralismi o in bigottismi inconcludenti.

Ermete Tessore sdb - tessore.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2014 - 2  
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