| HOME PAGE | FORMAZIONE CRISTIANA  | FORMAZIONE MARIANA | INFO VALDOCCO |


ARCHIVIO RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2014 :
          SALESIANITA'-DON BOSCO-FAMIGLIA SALESIANA-Giovani-Educazione-Problemi giovanili-Ex Allievi/e

 

SALESIANI DB | ADDIO A DON GIUSEPPPE CAPRA


È stato uno degli esorcisti più famosi d’Italia e del
mondo, don Giuseppe Capra, salesiano, scomparso
all’età di 80 anni nella casa di riposo San’Anna
di Fossano dove da anni, malato, si era ritirato. Se
n’è andato dopo 62 anni di vita religiosa, 49 di
sacerdozio e oltre quindici trascorsi in un’attività
frenetica da “medico delle anime”.
Sono state migliaia le persone sofferenti – un calcolo
molto probabilmente per difetto, fatto tempo
fa, aveva stabilito mille l’anno – che si sono recate
ai suoi incontri di preghiera nei locali sottostanti
la basilica di Maria Ausiliatrice, per lungo tempo il
suo “ambulatorio”.

Il ricordo dei confratelli
I confratelli ricordano che «don Giuseppe è stato
il primo ad organizzare un gruppo di lavoro a disposizione
dei sofferenti che arrivavano da Torino,
dalla regione e da tutta Italia, un’équipe che includeva
psicologo e psichiatra». Don Capra voleva
“distinguere” tra malattia della mente, sofferenza
spirituale e “possessione”. Sempre cauto, don Capra,
a parlare di presenza del demonio, ma anche
certo di certe «guarigioni spiegabili – aveva detto
– solo come opera di Dio». «Non si è mai risparmiato,
ha dato retta a tutte le possibili sofferenze
umane», dicono i salesiani della Casa Madre, ricordando
l’amicizia di don Capra con un altro celebre
esorcista, padre Amorth, e il suo collegamento con
altri esorcisti italiani.

Gli appelli
Nel 1994, nella stagione del boom delle tivù private,
don Capra aveva lanciato un appello contro
il business dell’occulto che tanto male faceva alla
psiche dei più deboli. «Le televisioni e certe riviste
– aveva detto – offrono una tribuna formidabile
ai ciarlatani capaci di causare danni incalcolabili
all’equilibrio delle persone. Non c’è mago che porti
alla liberazione da un problema: il loro fine è creare
dipendenza, come nelle sette, per spremere più
denaro possibile». I guai causati dai ciarlatani, da
chi prometteva “contatti con l’aldilà”, l’esorcista li
incontrava poi nei sotterranei di Valdocco. «Ci sono
anche finti medici che ai malati gravi fanno stracciare
le ricette dei medici veri, offrendo in cambio
amuleti e riti».

L’attività
Ogni pomeriggio, allora, decine di uomini e (soprattutto)
donne – di ogni età e livello d’istruzione
– oltrepassavano il portone di Valdocco in cerca
di guarigione dai turbamenti di cui il maligno sarebbe
stato responsabile. Don Capra negava che
fosse un “record torinese”. Aveva raccontato: «Al
convegno degli esorcisti, a Roma, mi è parso che
tutta l’Italia sia messa male: siamo cento e c’è lavoro
per tutti. Anzi, abbiamo auspicato l’istituzione
di una scuola». Nel 2007 il cardinale Poletto
aveva rinnovato il pool degli esorcisti diocesani e
don Capra si era ritirato. Il funerale nella chiesa di
Sant’Antoni a Fossano.

Da La Stampa,
Maria Teresa Martinengo - mariateresa.martinengo@lastampa.it


   RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2014 - 1  
                                          | HOME PAGE | FORMAZIONE CRISTIANA  | FORMAZIONE MARIANA | INFO VALDOCCO |


                                                                                                 Visita Nr.