| HOME PAGE | FORMAZIONE CRISTIANA  | FORMAZIONE MARIANA | INFO VALDOCCO |


ARCHIVIO RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2014 :
          SALESIANITA'-DON BOSCO-FAMIGLIA SALESIANA-Giovani-Educazione-Problemi giovanili-Ex Allievi/e

 

SFIDE EDUCATIVE | Separarsi è bello. Sì. Forse. Anzo,no.



La separazione apre la strada a grandi sofferenze, non soltanto personali. Anche nelle situazioni più difficili si può e si deve valutare sempre la possibilità di ricominciare insieme.
C'era una volta una certa tendenza - falsa e ingannevole - che proclamava: "Separarsi è bello, divorziare tutto sommato rientra nelle possibilità della vita di coppia". A sostenere una tesi tanto fuorviante e bugiarda, dannosa per le persone e altrettanto devastante per la società, erano soprattutto - soltanto pochissimo tempo fa - gli oltranzisti di un certo radicalismo psico-sociale, sostenuti da larga parte di quell'intellighenzia mediatica che predicava il relativismo dei valori e il fai da te dell'etica.
Ci sarebbe da indagare sugli effetti devastanti prodotti in tante coscienze fragili da questa ignobile vulgata psico-sociale sull'amore e sul matrimonio che in pochi anni ha intaccato modi di pensare e di agire. Ideologie pericolose travestite da verità fasulle che sono diventate convinzioni collettive e hanno fatto breccia ad ogni livello. A diffondere, persuadere, rilanciare con puntuale regolarità gli assiomi più dirompenti sulla vita di coppia anche le redazioni dei giornali, soprattutto certi settimanali femminili, capaci di trasformare in proposte comunemente accettate, luoghi comuni senza reale fondamento. Leggendo la posta delle lettrici si incontravano risposte del tipo: "Quando le cose vanno male, meglio separarsi per il bene dei figli". Oppure: "Tronca subito quando ti accorgi di aver fatto la scelta sbagliata. Inutile trascinare una relazione che comincia a fare acqua".

Il bene dei figli

C'era una volta, abbiamo detto. Sì, perché oggi, anche questi teorizzatori dei legami fragili, cominciano a rivedere i loro schemi consunti. Se non è una vera e propria marcia indietro, poco ci manca. Eppure le statistiche delle disgregazioni familiari sono sempre quelle, impressionanti nella loro progressiva e inarrestabile crescita. Ci sono altri fattori però, altrettanto potenti e impressionanti, che hanno costretto a riflettere anche i teorizzatori più accaniti dei legami deboli. In pochi mesi il numero di violenze e di reati anche molto gravi di cui si sono macchiati padri separati incapaci di accettare la loro nuova condizione, è cresciuta in modo esponenziale. In un clima di crescenza insicurezza sociale, spesso aggravata dalle difficoltà economiche, lo sfaldamento di tante famiglie sta diventando un carico psicologico insopportabile. Da qui tensioni, insofferenze, delitti familiari anche, che innescano, una serie di conseguenze sociali pesantissime da cui nessuno può sentirsi escluso.
Eppure non da oggi appare evidente che ogni matrimonio che si lacera e va a pezzi porta con sé dosi massicce di tensione, di stress, di dolore profondo, di smarrimento interiore. I reati sempre più gravi e numerosi compiuti da uomini incapaci di accettare le conseguenze della separazione sono soltanto l'iceberg di una devastazione sommersa che dovrebbe essere considerata emergenza sociale a tutti gli effetti. Soprattutto quando ci sono bambini e ragazzi costretti a sopportare, prima e dopo la fine del matrimonio, le incomprensioni, le chiusure, le ripicche e purtroppo talvolta le violenze dei genitori.
Chi ancora se la sente, di fronte a questi episodi, di proclamare ancora che "separarsi è bello". Chi può continuare a sostenere per ragioni ideologiche la normalità o addirittura l'opportunità di un amore a tempo determinato?

Ricominciare

Ecco perché ora è necessario correre ai ripari soprattutto sul piano culturale ma, soprattutto, sul fronte complesso e delicatissimo della formazione delle coscienze. Occorre spiegare, dati e fatti alla mano, che al di là delle possibilità offerte dalla legge, divorziare non è una possibilità ordinaria. Dobbiamo avere il coraggio di affermare che separarsi e divorziare è un male, che spezzare un legame d'amore è un evento che apre la strada a grandi sofferenze, non solo personali. Dobbiamo dirci con franchezza che anche nelle situazioni più difficili si può e si deve valutare sempre la possibilità di ricominciare insieme. Ma per avviare questa grande operazione a vantaggio di tutti non basta la buona volontà. Servono strumenti legislativi, culturali, anche pastorali, di cui ancora non disponiamo. Pensiamoci. Non è una battaglia confessionale, ma un obiettivo di valore sociale che si inquadra nella prospettiva del bene comune.

            Luciano Moia, caporedattore Noi genitori e figli -                            redazione.rivista@ausiliatrice.net


   RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2014 - 1  
                                          | HOME PAGE | FORMAZIONE CRISTIANA  | FORMAZIONE MARIANA | INFO VALDOCCO |


                                                                                                 Visita Nr.