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 ARCHIVIO RMA 2013 : SALESIANITA'-DON BOSCO-FAMIGLIA SALESIANA-GIOVANI -                                        Educazione - Problematiche giovanili -Ex Allievi/e Salesiani
SFIDE EDUCATIVE | Giovani e Religione

Mentre la scienza moderna sostiene che siamo nati per credere i giovani si allontanano sempre più da qualsiasi esperienza di fede vissuta.


La moderna psicologia, supportata dalle più recenti scoperte dei neuro scienziati, non esita ad affermare che gli esseri umani sono nati con una innata predisposizione naturale a credere. Il cervello sembra essere stato plasmato dall'evoluzione ad aprirsi ai problemi che vanno aldilà del semplice aspetto biologico. I medici, da parte loro, sostengono che una fede autentica, vissuta nella coerenza e nella libertà, è di grande aiuto e supporto nelle svariate terapie di contenimento e di recupero da gravissime malattie. I sociologi della religione sostengono che una pletora di credenze hanno sempre affollato la storia dell'umanità in modo così pervasivo e diffuso da condizionare pesantemente, in bene o in male,ogni persona generando relazioni empatiche intrise di valori positivi, ma anche scatenando delle autentiche tempeste di aggressività gravide di odio e di violenza distruttiva. Nessun essere umano si è mai sottratto completamente ll'influsso di un qualche credo religioso. Tutto vero. Ma è altrettanto vero che in molte nazioni occidentali ad economia evoluta il credere sembra essere molto affievolito tra gli adolescenti moderni.

I grandi assenti

Essi, infatti, sono i grandi assenti durante le celebrazioni religiose tenute nei templi, nelle chiese, nelle sinagoghe o nelle moschee situate in paesi a maggioranza non mussulmana dove la pressione sociale si fa meno sentire. A nessuno sfugge un dato di fatto che colpisce: le cerimonie religiose, i luoghi di culto, le svariate ricorrenze aggreganti attorno ad una fede lasciano completamente indifferenti la gran maggioranza dei giovani. Descritti come fragili, contradditori, disorientati, senza speranze per il futuro si dimostrano poi molto determinati ed uniti nel rifiutare qualsiasi approccio con quanto sa di religione. Il loro mondo è fatto di sms, di tweet, di comunicazioni immediate, di bulimia di contatti in rete, di emozioni bruciate all'ombra dell'attimo fuggente. La rete distribuisce informazioni, notizie, non sentimenti o valori. I giovani navigatori informatici non hanno tempo per confrontarsi con il loro vero io. Sono continuamente catapultati nel mondo del virtuale dove tutto viene esaltato, ampliato, esasperato fino a fare perdere il contatto con il mondo reale. Presi da un consumismo tecnologico dai forti connotati nevrotici ed alienanti, cadono vittime dei loro sogni e delle loro fantasie. Lentamente questo nirvana del web costruisce attorno ai ragazzi un muro inconscio di cemento armato che li isola ed allontana da tutte le tradizionali istituzioni civili e religiose. Loro non respingono nulla a priori, semplicemente tutto quanto sa di tradizione, di istituzione, di religione o di politica non li interessa e, quindi, non se ne occupano.

Alcune cause

Si professano affascinati da Gesù come comunicatore di un messaggio avvincente, ma rifiutano in blocco tutto quanto sa di culto, di partecipazione,di aggregazione. La loro fede è fatta di emozioni vissute in un breve arco di tempo con entusiasmo travolgente. Le varie giornate mondiali della gioventù lo testimoniano. Presto però tutto viene archiviato nel ricordare un momento bello del passato ma che non ha la forza di incidere sul modo di comportarsi. Ai giovani è difficile creare attorno a sé quel clima indispensabile di silenzio che solo può cambiare le emozioni superficiali in sentimenti profondi che determinano cambi di condotta ed aprono nuovi orizzonti di vita. Se a tutto questo si aggiunge la tiepidezza e la contro testimonianza di troppi, presunti, credenti e la sporcizia e mediocrità di molte persone ecclesiastiche allora possiamo intuire, anche se difficilmente siamo disposti ad ammettere, perché i nostri giovani siano i grandi assenti nelle nostre chiese e le loro vite corrano sempre più su binari paralleli ai nostri lasciandoci preoccupati ma senza risposte o soluzioni per riportarli in mezzo a noi.

                                                                                                         Ermete Tessore                   


           RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2013 - 4  
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