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 ARCHIVIO RMA 2013 : SALESIANITA'-DON BOSCO-FAMIGLIA SALESIANA-GIOVANI -                                        Educazione - Problematiche giovanili -Ex Allievi/e Salesiani
DON BOSCO OGGI | Dritto al cuore dei giovani

I ragazzi sono liberi dai pregiudizi che si costruiscono con l'età. Questa loro condizione li avvicina alla Verità. Il discorso spirituale di Don Bosco diventa così molto più facile da "catturare" e da capire


Gli insegnamenti di san Giovanni Bosco sono più che attuali. A Rivarolo Canavese, Eleonora, 15 anni, ne è entusiasta. È folgorata quando lo scopre un tutt'uno con il soprannaturale.
Con lei tanti giovani, che hanno partecipato con domande e spedito molte email incuriosite alle prime presentazioni del libro "Don Bosco mistico. Una vita tra celo e terra" (La Fontana di Siloe).
"Per loro parlano gli occhi: svegli e gioiosi. Hanno sete della realtà spirituale e soprannaturale. Se gliela proponiamo noi adulti con cognizione di causa, non come nozioni imparate in modo asettico, allora non hanno più dubbi. Credere oggi non è più difficile di ieri", commenta l'autrice, la scrittrice Cristina Siccardi.

Com'è possibile attirare l'attenzione delle nuove generazioni, parlando di spiritualità?

"Nonostante oggi vi sia una cultura opprimente e preconfezionata rispetto a un tempo, i ragazzi restano comunque più pronti degli adulti a "catturare la Verità". Sono molto più liberi dalle sovrastrutture e pregiudizi che si costruiscono con l'età. Don Bosco parla loro cuore a cuore, con messaggi diretti ed esempi pratici".

Miracoli, segni di Dio

Parlando di miracoli e di esperienze mistiche, non si rischia di sconfinare nella spettacolarizzazione?

"È dall'ordinarietà del miracolo, che il sacro irrompe nel quotidiano. Non c'è rischio nei miracoli, perché sono segni di Dio: per chi crede non è possibile confonderli con il magico. Lo stesso Don Bosco, del resto, era prudente e, ad esempio, parlava delle sue visioni solo nella veste di "sogni". Riusciva a contenere la sua esuberanza nel trascendente, non per se stesso ma per proteggere gli altri dall'eventualità di confondere questi segni con il clamore che inevitabilmente suscitano".

Quali sono le domande più frequenti suscitate dal "Don Bosco mistico"?

"Le questioni emerse alla fine di ogni incontro sono molte e interessanti. Per esempio, come ci poniamo oggi di fronte ai problemi in cui siamo immersi? Sotto il profilo profetico, hanno chiesto chiarimenti e analogie con il terzo segreto di Fatima e gli altri santi mistici, ma anche sulla crisi della fede nella Chiesa. In tanti sono rimasti affascinati dal Grigio, il grosso cane misterioso che soccorre il santo di Castelnuovo nei momenti di maggior pericolo.
La richiesta più frequente in assoluto è stata però di proseguire nel racconto della vita di Don Bosco. In diverse occasioni, anzi, quando a fine conferenza mi sono messa a disposizione per rispondere ai dubbi, dalla sala si è sentito un univoco "No, vada avanti!"".

Sete di testimonianza

Come spiega questa "sete" di conoscere pensieri e aneddoti della vita di san Giovanni Bosco?

"Oggi, a volte, la fede viene proposta in un senso sociologico o filosofico. Cibo per lo stomaco o per la mente, ma non per l'anima e il cuore. Il suo segreto è invece di parlare proprio all'anima. Il suo messaggio è semplice e trasparente: la risoluzione a tutti problemi è di aggrapparsi all'Eucarestia e a Maria, corredentrice con Cristo suo figlio".

Sembra facile. La società di oggi, però, è diversa da quella dell'Ottocento. Ci sono più difficoltà da affrontare…

"Non è così. La storia insegna che anche nel Risorgimento i detrattori della fede non sono mancati. Al contrario. Basti pensare all'operazione portata avanti dalla massoneria e dai difensori del laicismo per costringere in gabbia la sensibilità religiosa. Ma anche alle lezioni di Ferrante Aporti, fondatore dell'asilo a Cremona, coevo di Don Bosco. Aporti viene a Torino per formare gli insegnanti, secondo una pedagogia dove le verità di fede sono scambiate con meri sentimenti e non come ragione di vita.
Don Bosco è colpito in negativo da questa metodologia. Si confronta con l'Arcivescovo, che proibisce ai sacerdoti di non frequentare più quei corsi. La seduzione di Aporti, considerato un must per le persone di cultura dell'epoca, mira a distruggere la Chiesa dal di dentro. Don Bosco se ne accorge e va per la sua strada, a costo di procedere controcorrente. Così fa ogni volta, anche a rischio di viaggiare da solo. Ma da solo non lo è mai: in realtà, Dio e Maria lo accompagnano sempre e lo sostengono".

Quali solo le insofferenze delle nuove generazioni?

"Lo spirito di ribellione è da sempre una caratteristica dei ragazzi. Hanno il bisogno di manifestare la propria irrequietezza e di trovare qualcuno che doni loro amore con l'esempio, per essere a loro volta testimoni. È un aspetto che è emerso anche nel corso degli incontri sul "Don Bosco mistico", quando una adolescente mi ha chiesto: "Che strumenti abbiamo per difendere il nostro credo da chi ci prende in giro?"".

Qual è la risposta?

"La risposta migliore l'ha data Giulia, una bimba di 5 anni, che a un incontro alla biblioteca civica di Orbassano mi ha consegnato un foglio scritto di suo pugno e a memoria ha recitato ciò che vi era scritto, ovvero un bel passo di Don Bosco, e in particolare queste frasi: "Ho promesso a Dio, che fino all'ultimo respiro, della mia vita, sarà per voi, cari giovani. […] Mi raccomando siate santi, non è difficile, questo è il segreto: allegria, studio e preghiera. La santità consiste nello stare molto allegri, cari giovani vi aspetto tutti in Paradiso!"".

                                 Luca Mazzardis - redazione.rivista@ausiliatrice.net


           RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2013 - 4  
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