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LA "Rete" Dio e l'uomo

Per padre Antonio Spadaro, direttore de "La Civiltà Cattolica", "la Rete ci sta cambiando troppo, anche a livello antropologico, per non avere a che fare in qualche modo con il disegno di Dio per l'uomo".


Tutto è cambiato alle 11.46 di lunedì 11 febbraio 2013. A segnare la svolta è stata non soltanto la notizia - la rinuncia di Benedetto XVI al pontificato - ma anche le modalità comunicative. È stato il Papa stesso a dare l'annuncio durante un'udienza, un'agenzia giornalistica l'ha rilanciato e 40.000 tweet, i "commenti" del celebre social network Twitter, lo hanno diffuso ai quattro angoli del pianeta in pochi secondi.
Questo episodio illustra in maniera esemplare due caratteristiche della comunicazione contemporanea, come ha spiegato padre Antonio Spadaro, direttore della rivista "La Civiltà Cattolica" e membro del Pontificio Consiglio per la cultura e le comunicazioni sociali, intervenendo a Torino il 19 febbraio scorso alla conferenza su "La ricerca di senso al tempo della Rete". "Il modo ordinario di conoscere - ha affermato Spadaro - "non è più il broadcasting, tipico dei media come radio e tv, che lanciano un'informazione nell'etere in modo unidirezionale, ma lo sharing, la condivisione tipica dei social network. Le notizie si diffondono in maniera "virale" attraverso il "passaparola" tra persone che hanno una relazione tra loro".
Amicizia e conoscenza diventano, dunque, un binomio fondamentale: comunicare - e questa è la seconda caratteristica dei social network - significa anzitutto testimoniare. "In questo senso - spiega Spadaro - tutti coloro che sono immersi nelle reti sociali sono chiamati a un'autenticità di vita molto impegnativa".
Le implicazioni sul piano pastorale sono enormi e, non a caso, su questi temi è incentrato anche il Messaggio papale per la Giornata delle Comunicazioni 2013, intitolato "Reti sociali: porte di verità e di fede; nuovi spazi di evangelizzazione". Nei social network, scrive il Papa, sono spesso presenti domande sui temi che più toccano l'animo umano: l'amore, la verità, il significato della vita. L'intervento dei cristiani nel Web assume quindi importanza primaria.

La "realtà parallela" influisce sulla nostra vita

Internet, ha spiegato ancora padre Spadaro, "è uno spazio di esperienza, che sempre più sta diventando parte integrante della vita quotidiana". La Rete, dunque, non è un semplice strumento o, peggio, "una realtà parallela": è un vero e proprio "spazio antropologico interconnesso con gli altri della nostra quotidianità". Non stupisce allora che cominci a incidere sulla nostra capacità di vivere e pensare. Ma in che modo?
Secondo Spadaro "una volta l'uomo era attratto dal mondo religioso come da una fonte di senso fondamentale. Come l'ago di una bussola, l'uomo sapeva di essere attratto verso una direzione precisa e la vita aveva sempre un senso. Poi l'uomo, specialmente con la seconda guerra mondiale, ha cominciato a usare il radar, che implica un'apertura indiscriminata anche al più blando segnale, non l'indicazione di una direzione precisa". Queste due metafore, sebbene restino vere, oggi reggono meno. "L'immagine attualmente più calzante è quella dell'uomo che si sente smarrito se il suo cellulare non ha campo o se il suo device tecnologico (computer, tablet o smartphone) non può accedere alla Rete. Se una volta l'uomo-radar era alla ricerca di un segnale, oggi invece cerca un canale di accesso attraverso il quale i dati possano passare". Il problema allora, prosegue Spadaro, "non è reperire il messaggio di senso ma decodificarlo, cioè riconoscerlo significativo. Oggi è importante non tanto dare risposte, ma saper individuare le domande fondamentali".

Con internet si condividono risorse, tempo, idee

Altri risvolti rilevanti della Rete riguardano la nostra capacità di fare comunità. "Grazie a Internet ogni individuo si trova ormai presente allo stesso tempo in tutti i mari e i continenti", spiega Spadaro. "È necessaria una meditazione prolungata su questa tensione dell'uomo all'aggregazione: la Rete è una tappa del cammino dell'umanità".
Le relazioni in Rete, d'altronde, possono essere ben più radicali di un semplice "scambio". Di fatto Internet comporta la condivisione di risorse, tempo, idee… L'esempio ormai classico è quello di Wikipedia (la famosa enciclopedia on line), frutto della convergenza di tante persone connesse tra loro a livello globale. In qualche modo è come se si "pensasse" insieme.
Certo non mancano gli aspetti problematici: come evitare di farsi chiudere nel "bozzolo" ristretto delle proprie preferenze da motori di ricerca e social network sempre più "intelligenti", che filtrano le ricerche in base alle nostre propensioni individuali? E, non meno importante, come verificare la veridicità di informazioni prodotte ormai da chiunque? O, ancora, come difendere l'interiorizzazione e la profondità in un futuro di "nativi digitali" abituati all'interazione e alla superficialità? Domande e sfide cruciali, con cui tutti dobbiamo misurarci perché, conclude Spadaro, "la Rete ci sta cambiando troppo, anche a livello antropologico, per non avere a che fare in qualche modo con il disegno di Dio per l'uomo".

Lara REALE
redazione.rivista@ausiliatrice.net


        RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2013 - 03  
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