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         ARCHIVIO RMA 2013 : Salesianità-Don Bosco-Suore FMA - Giovani - Educazione...ecc.

      
LA SUORA PIU' IMPORTANTE? 'LA PORTINAIA'

Lo "spirito di famiglia" e l'arguzia di Madre Marinella Castagno, Superiora Generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice dal 1984 al 1996, scomparsa lo scorso febbraio.


"Laudato si', mi' Signore, per sora nostra morte corporale". Don Carlo Zanotti, salesiano e maestro dei novizi a Pinerolo (Torino), ricorda così l'ultimo incontro con Madre Marinella: "Stringendomi la mano e abbracciandomi, mi disse "Don Carlo, quando sentirà che sono morta preghi per me. Sarà presto, molto presto". Me lo disse con la gioia e la serenità di chi ha raggiunto la pienezza del desiderio e dell'incontro con l'Amore".
Anche nella malattia, Madre Marinella ha sempre comunicato vita. Fino a quando le forze glielo hanno permesso, si metteva al computer per rispondere alla posta che riceveva da tutto il mondo e con voce sempre più debole rispondeva personalmente alle telefonate: poche parole, ma con una straordinaria lucidità di pensiero, grande dono di Dio. Madre di una numerosissima famiglia, si è fatta prossima a ciascuna delle figlie, che chiamava per nome da un capo all'altro del mondo, conoscendone personalmente la maggior parte. Si lasciava incontrare senza mostrare fretta, anche se le parole erano sempre misurate, essenziali, parole di vita. "Madre Marinella era passata nella Casa di Pella (Novara) - racconta Suor Piera Mandelli - ; volevo parlarle e cominciai: "Madre, lei ha sulle spalle tutto il mondo e io le chiedo di ascoltare me…", e lei: "Vieni, tutto il mondo adesso sei tu. Dimmi…"". Lei sapeva che cos'è e viveva lo "spirito di famiglia", la più bella invenzione di Don Bosco regalata ai suoi Figli e Figlie.
Le ex allieve dell'allora Istituto Magistrale "Maria Ausiliatrice" di Torino la ricordano come insegnante molto preparata, esigente e al tempo stesso attenta ai percorsi di crescita delle adolescenti in una società in perenne evoluzione. Una di loro ricorda che al termine di una lezione di geografia astronomica aveva lasciato loro questo pensiero: "Il mondo è piccolo per le anime grandi". Parole che aprono orizzonti. E questa apertura è stata una sua caratteristica, fino agli ultimi giorni di vita: "Mai stancarsi di cercare, non avere paura delle novità, confrontarle con il Vangelo, e poi avanti senza paura".
Così lei ha fatto, aprendo percorsi inediti, con un senso acuto, evangelicamente profetico, del futuro.
All'Istituto Maria Ausiliatrice - ricorda Suor Lia Sperandio - Madre Marinella era, oltre che insegnante, Consigliera Scolastica. Molto sensibile ai problemi della povertà, si interessava dell'Oratorio, in quegli anni affollato da bambine e ragazze immigrate dal Sud: metteva a loro disposizione le aule per il catechismo e invitava le studenti a lasciare sotto il banco una merendina… E invitava le allieve dell'ultimo anno ad essere, alla domenica, aiuto assistenti delle piccole. Gesti di pedagogia salesiana che hanno informato il suo stile di animazione sempre e soprattutto negli anni di "governo".
Con arguzia sdrammatizzava problemi e difficoltà. La battuta umoristica facile, intelligente e sempre rispettosa concludeva spesso discorsi aggrovigliati, ansie, perplessità, sciogliendo in una sana risata le tensioni. Suor Ubaldina Fizzotti, che l'ebbe insegnante, ricorda l'esame di Maturità: il Presidente le domandò chi fosse, nelle Case salesiane, la figura più importante. Presa alla sprovvista non ebbe una risposta immediata. Stava per dire: la direttrice, ma Suor Marinella, pensando alle parole di Don Bosco, da dietro le suggerì: "La portinaia!".
Terminati i dodici anni di governo dell'Istituto, d'accordo con la nuova Madre Generale Suor Antonia Colombo, scelse come campo della sua nuova animazione Mornese (Alessandria), la Casa delle origini. A Mornese passano Suore e laici, giovani e adulti da tutto il mondo salesiano. E lei era là ad aspettarli, a volere la casa accogliente e festosa, a far rivivere Madre Mazzarello. E ancora, di là, eccola girare per il mondo, dove la chiamavano, a offrire formazione salesiana, a presentare il Sistema Preventivo come via della nostra santità.
La Comunità "S. Giuseppe" di Nizza Monferrato, dove trascorse gli ultimi anni, la vide sempre presente a dire con la vita che l'età anziana non è un problema, ma una risorsa, perché la maternità può meglio esprimersi. Proprio questo ha colto Don Carlo, quando ha scritto:"Ho sentito e gustato negli incontri con lei la sua feconda maternità. Rendo grazie a Dio per il dono di questa donna alla Chiesa e all'Istituto e per sua intercessione chiedo che la nostra vita sia, come la sua, un Amen e un Alleluia".

Maria Vanda Penna, FMA - redazione.rivista@ausiliatrice.net


         RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2013 - 02  
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