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         ARCHIVIO RMA 2013 : SALESIANITA' - DON BOSCO - FAMIGLIA SALESIANA - GIOVANI -                                              EDUCAZIONE - ....

INTERVISTA A DON BOSCO. SI COMINCIA.

E se don Bosco oggi concedesse alla nostra (e sua) rivista un'intervista esclusiva? Quasi come un sogno ad occhi aperti, un microfono lo mettiamo nel suo ufficio, in paradiso...

Mi tocca attendere solo qualche minuto, che ne vorrei invece di più per prepararmi, visto che sono un pochetto emozionato. Non è che capiti tutti i giorni infatti, che Lui conceda interviste. Oh. Non perché non sappia usarli bene i media, Lui. E' che quassù, in Paradiso sono tutti occupati a fare cose ben più importanti che parlare con i giornalisti, abitudine che forse qualche ecclesiastico dovrebbe imparare anche sulla terra.
Ecco che l'angelo segretario mi fa entrare. La porta dell'ufficio è splendente, come tutte quelle del grande corridoio dove hanno il loro studio i grandi santi che qui ricevono i visitatori. Appena entrato però mi trovo dentro un bugigattolo grande quanto… un piccolo confessionale. C'è uno tavolino di legno con… un teschio sopra. Due libri tra cui riconosco un vecchio breviario e due semplici sedie. Alle spalle una piccola panca con due bottiglie di vino e una cesta coperta da uno straccio da cui esce un profumo di pane che mi sveglia lo stomaco. Al centro della piccola stanza c'è Lui, in piedi, con le braccia aperte, proprio come certe immaginate votive ce lo mostrano. Solo il sorriso è molto più luminoso e coinvolgente.
- Buongiorno - balbetto avanzando un poco.
- Cereia - mi risponde in piemontese, ma poi si corregge subito - oh, scusa, buongiorno a te, prego accomodati subito. Ah, il piemontese… è appena stata qui la mia mamma, mi ha portato il suo pane e il vino delle nostre parti - indica gli oggetti sulla panca - è un'abitudine per lei che è dura a… morire… anche qui in Paradiso.
- Il profumo di pane è fantastico - dico per rompere l'emozione che provo nel trovarmi davanti questo pezzo da 90 della santità.
- Certo, certo. Altro che le vostre merendine di oggi. Ne vuoi una fetta? Accomodati intanto.
Mentre mi siedo Lui prende una pagnotta e la spezza in due.
- Tieni. Mi piace fare tutto a metà, con i miei ragazzi. Tu sei stato ex-allievo… quindi…
- Sì, in due scuole.
- Come stanno i miei figli in terra? Come li hai trovati?
Ecco… io pensavo di farle io le domande ma l'emozione mi ha fatto dimenticare quasi tutto quello per cui sono venuto.
- I Salesiani? Stanno bene, direi. Insomma. Li vedo molto attivi. In Italia vanno nei posti dove la Chiesa si è ritirata, in missione sono in prima fila in tutto il mondo.
- Ah, bene, bene - annuisce soddisfatto.
- Ma, scusi, Lei non vede di… sotto… da qui?
Il suo sorriso si allarga ancora di più.
- Oh, noi da qui vediamo tutta la storia al completo, non solo il piccolo tragitto che un'anima percepisce nel breve tratto di una vita. E siamo talmente attratti dal bellissimo finale di Dio che vince, che qualche dettaglio lo perdiamo.
- Quindi finisce bene la storia dell'uomo? Mi autorizza a dirlo ai miei lettori?
- Certo che finisce bene. Cosa credi? Non sarà facile, il Male si accanirà fino all'impossibile, ma finisce bene. Dovete essere ottimisti. - Raccoglie per un attimo i pensieri - Ah, ma sei venuto per un'intervista, non per farti fare domande da me. Allora iniziamo e per favore, dammi del tu.
- A Lei? Del Tu?
- Quando vieni a pregarmi sulla mia tomba a Valdocco e tocchi quel vetro già lo fai, non vedo perché qui dobbiamo essere formali. E tra padre e figlio, poi…
- Ok. Grazie.
Prendo il taccuino dal borsello. Vedo le domande che avevo preparato. Sparo la prima, diretto.
- Se dovesse, ehm, se dovessi aprire un nuovo oratorio, oggi, come lo faresti?
È ancora più rapido Lui nella risposta.
- Casa accogliente. Di vita insieme e preghiera.
- ehm, spiegati.
- Casa. Anzitutto. Devono venirci volentieri i ragazzi, devono essere spinti a forza ad andare via. Bisogna avere difficoltà a chiudere, la sera. Questo avviene solo se si accorgono che chi sta con loro non è lì solo a fare il vigile dell'ordine, ma davvero ci tiene alla loro compagnia e alla loro libertà, anche se qualche sbaglio lo scommettono. E' l'adolescenza, amico mio. Non serve solo volergli bene. L'adolescente deve capirlo, deve sapere che lo ami. Fatto questo poi ti rispetterà e lo farà anche per le tue regole, qualche scivolata permettendo, intesi.
- Di vita insieme e preghiera - lo incalzo.
Oggi i ragazzi perdono tanto tempo in maniera individuale. A casa appena arrivano accendono quelle scatole colorate con la macchina da scrivere collegata… come si chiamano…
- Ehm, computer?
- Eh sì, quelli. Passano ore a scriversi a distanza. E sono convinti così di comunicare. Invece stancano solo la mente, tolgono tempo allo studio, ammazzano la loro creatività copiando e incollando - si dice così, vero? - le cose che trovano in giro e fatte da altri, spesso cose molto volgari. Ah, che nostalgia.
- Nostalgia?
- Dei miei tempi. Noi stavamo insieme davvero. Alla loro età mi inventavo di tutto, ho fatto anche il mago, con qualche pezzo di corda e qualche uovo per far divertire i miei coetanei. Ma l'importante era il gruppo, si cresceva insieme, non ognuno a casa propria a mandarsi messaggini. Staccateli da quei cosi…
- Eh, dobbiamo dirlo ai genitori. E casa di preghiera, diceva, ehm, dicevi…
- Ci arrivo subito. Un bicchiere di vino?
- Di Castelnuovo?
- Ovvio!
- Certo!
(continua…)

                              Diego Goso - dondiegogoso@icloud.com


        RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2013 - 1  
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