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   ARCHIVIO RMA 2013 : SALESIANITA' - DON BOSCO  - GIOVANI - EDUCAZIONE ....
Offrire ai giovani il Vangelo della gioia

Nella "Strenna 2013" il Rettor Maggiore riprende un versetto della Lettera di San Paolo ai Filippesi, "Rallegratevi nel Signore sempre; ve lo ripeto ancora, rallegratevi" (4,4), per approfondire ed aggiornare la proposta educativa di Don Bosco. Eccone ampi stralci.

La "Strenna" che il Rettor Maggiore Don Pascual Chávez Villanueva propone quest'anno intende approfondire e aggiornare la proposta educativa di Don Bosco. Scrive: "Oggi, infatti, i contesti sociali, economici, culturali, politici, religiosi, nei quali ci troviamo a vivere la vocazione ed a svolgere la missione salesiana, sono profondamente cambiati. D'altra parte, per una fedeltà carismatica al nostro Padre, è ugualmente necessario fare nostro il contenuto e il metodo della sua offerta educativa e pastorale. Nel contesto della società di oggi siamo chiamati ad essere santi educatori come lui, donando come lui la nostra vita, lavorando con e per i giovani".
Ripensando all'esperienza educativa di Don Bosco, don Chávez constata che già nel primo Oratorio erano presenti alcune importanti intuizioni: una struttura flessibile, quale opera di mediazione tra Chiesa, società urbana e fasce popolari giovanili; il rispetto e la valorizzazione dell'ambiente popolare; la religione posta a fondamento dell'educazione; l'intreccio dinamico tra formazione religiosa e sviluppo umano, tra catechismo ed educazione; la convinzione che l'istruzione costituisce lo strumento essenziale per illuminare la mente; l'educazione, così come la catechesi, che si sviluppa in tutte le espressioni compatibili con la ristrettezza del tempo e delle risorse; la piena occupazione e valorizzazione del tempo libero; l'amorevolezza come stile educativo e, più in generale, come stile di vita cristiana. Aggiunge Don Chávez: "Una volta conosciuto correttamente il passato storico, occorre tradurre nell'oggi le grandi intuizioni e virtualità del Sistema Preventivo. Bisogna modernizzarne i principi, i concetti, gli orientamenti originari, reinterpretando sul piano teorico e pratico sia le grandi idee di fondo, sia i grandi orientamenti di metodo".
In particolare, il Rettor Maggiore suggerisce tre prospettive. Innanzi tutto, il rilancio dell'"onesto cittadino" e del "buon cristiano". "Non significa promuovere un attivismo ideologico, legato a particolari scelte politiche di partito, ma formare ad una sensibilità sociale e politica, che porta comunque ad investire la propria vita per il bene della comunità sociale, impegnando la vita come missione, con un riferimento costante agli inalienabili valori umani e cristiani. Detto in altri termini, la riconsiderazione della qualità sociale dell'educazione dovrebbe incentivare la creazione di esplicite esperienze di impegno sociale nel senso più ampio. E altrettanto si dovrebbe dire del rilancio del "buon cristiano". (…) Si tratta di svelare e aiutare a vivere consapevolmente la vocazione di uomo, la verità della persona. E proprio in questo i credenti possono dare il loro contributo più prezioso".
Il secondo aspetto riguarda "il ritorno ai giovani con maggior qualificazione": "La fedeltà alla nostra missione, per essere incisiva, deve essere posta a contatto con i "nodi" della cultura di oggi, con le matrici della mentalità e dei comportamenti attuali. Siamo di fronte a sfide davvero grandi, che esigono serietà di analisi, pertinenza di osservazioni critiche, confronto culturale approfondito, capacità di condividere psicologicamente ed esistenzialmente la situazione".
Il terzo aspetto affrontato da Don Chávez è "Un'educazione di cuore":" In questi ultimi decenni forse le nuove generazioni salesiane provano un senso di smarrimento di fronte alle antiche formulazioni del Sistema Preventivo: o perché non sanno come applicarlo oggi, oppure perché inconsapevolmente lo immaginano come un 2rapporto paternalistico" con i giovani".
In conclusione, a partire dalla conoscenza della pedagogia di Don Bosco, il Rettor Maggiore individua i grandi punti di riferimento e gli impegni della "Strenna" del 2013. Sono: "il "vangelo della gioia", che caratterizza tutta la storia di Don Bosco ed è l'anima delle sue molteplici attività"; la pedagogia della bontà, perché "l'amorevolezza di Don Bosco è, senza dubbio, un tratto caratteristico della sua metodologia pedagogica ritenuto valido anche oggi"; il Sistema Preventivo, condensato della saggezza pedagogica del santo; l'educazione è cosa del cuore, perché in questo "ecco la sua grandezza ed il segreto del suo successo come educatore"; la formazione dell'onesto cittadino e del buon cristiano, che per Don Bosco indica "tutto ciò di cui i giovani necessitano per vivere con pienezza la loro esistenza umana e cristiana. Quindi, la presenza educativa nel sociale comprende queste realtà: la sensibilità educativa, le politiche educative, la qualità educativa del vivere sociale, la cultura"; l'umanesimo salesiano, perché Don Bosco sapeva "valorizzare tutto il positivo radicato nella vita delle persone, nelle realtà create, negli eventi della storia"; il Sistema Preventivo e i Diritti Umani, perché "la Congregazione non ha motivo di esistere se non per la salvezza integrale dei giovani". -
Don Pascual Chávez Villanueva


**** Il testo della "Strenna 2013" è disponibile, tra l'altro, sul sito internet:
http://www.sdb.org/it/Rettor_Maggiore/Strenna.


        RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2013 - 1  
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