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CHIESA | Laudato si': un'Enciclica non soltanto 'verde'

Educare all'alleanza tra umanità e ambiente. Nuove abitudini per cambiare il mondo.

I media l'hanno definita l'"enciclica verde", ma presentarla così è decisamente riduttivo. Si tratta di un documento sorprendente, esplosivo e dirompente. Così vero da risultare pungente. Così autentico da risultare scomodo. Così aderente al Vangelo da risultare spiazzante.
Una delle principali novità di questa enciclica è costituita dai destinatari. Papa Francesco scrive: "Voglio rivolgermi a ogni persona che abita questo pianeta" (paragrafo 3) e, poco più avanti, "la tutte le persone di buona volontà" (62). Un documento che "non pretende di definire le questioni scientifiche, né di sostituirsi alla politica" (188), ma che non manca di evidenziarne le mancanze.
Oggi non possiamo fare a meno di riconoscere che un vero approccio ecologico diventa sempre un approccio sociale, che deve integrare la giustizia nelle discussioni sull'ambiente, per ascoltare tanto il grido della terra quanto "il grido dei poveri" (48), gli esclusi, che sono "la maggior parte del pianeta, miliardi di persone" (49).
San Giovanni Paolo II nell'enciclica Centesimus Annus scriveva: "Dio ha dato la terra a tutto il genere umano, perché essa sostenti tutti i suoi membri, senza escludere né privilegiare nessuno". Papa Francesco nella Laudato si' osserva: "Non è secondo il disegno di Dio gestire questo dono in modo tale che i suoi benefici siano a vantaggio soltanto di alcuni pochi" (93). L'ambiente è un bene collettivo, patrimonio di tutta l'umanità e responsabilità di tutti. Chi ne possiede una parte è solo per amministrarla a beneficio di tutti. Se non lo facciamo, ci carichiamo sulla coscienza il peso di negare l'esistenza degli altri (95).

Scegliere il bene

L'economia assume ogni sviluppo tecnologico in funzione del profitto, senza prestare attenzione alle conseguenze negative. La finanza soffoca l'economia reale. Non si è imparata la lezione della crisi finanziaria mondiale e con molta lentezza si impara quella del deterioramento ambientale (109).
Non solo: l'estrema penuria che si vive in alcuni ambienti privi di armonia, ampiezza e possibilità d'integrazione, facilita il sorgere di comportamenti disumani e la manipolazione delle persone da parte di organizzazioni criminali e favorisce comportamenti antisociali e violenza (149).
Il mercato, a sua volta, tende a creare un meccanismo consumistico compulsivo per piazzare i suoi prodotti e le persone finiscono con l'essere travolte dal vortice degli acquisti e delle spese superflue (203).
San Giovanni Paolo II era solito dire che la situazione attuale del mondo "provoca un senso di precarietà e di insicurezza, che a sua volta favorisce forme di egoismo collettivo". Papa Francesco nella Laudato si' richiama questo concetto ed osserva che più il cuore della persona è vuoto, più ha bisogno di oggetti da comprare, possedere e consumare. Perciò non pensiamo solo alla possibilità di terribili fenomeni climatici o grandi disastri naturali, ma anche a catastrofi derivate da crisi sociali, perché l'ossessione per uno stile di vita consumistico, soprattutto quando solo pochi possono sostenerlo, potrà provocare soltanto violenza e distruzione reciproca (204).
Eppure non tutto è perduto, perché gli esseri umani, capaci di degradarsi fino all'estremo, possono anche superarsi, ritornare a scegliere il bene e rigenerarsi, al di là di qualsiasi condizionamento psicologico e sociale che venga loro imposto (205).

Una sfida educativa

La coscienza della gravità della crisi culturale ed ecologica deve tradursi in nuove abitudini. Molti sanno che il progresso attuale e il semplice accumulo di oggetti o piaceri non bastano per dare senso e gioia al cuore umano, ma non si sentono capaci di rinunciare a quanto il mercato offre loro. Nei Paesi che dovrebbero produrre i maggiori cambiamenti di abitudini di consumo, i giovani hanno una nuova sensibilità ecologica e uno spirito generoso, e alcuni di loro lottano in modo ammirevole per la difesa dell'ambiente, ma sono cresciuti in un contesto di altissimo consumo e di benessere che rende difficile la maturazione di altre abitudini. Per questo ci troviamo davanti ad una sfida educativa (209).
L'educazione alla responsabilità ambientale incoraggia comportamenti che hanno un'incidenza diretta e importante nella cura per l'ambiente. Per esempio, evitare o limitare l'uso di imballaggi, della plastica o della carta, ridurre il consumo di acqua, differenziare i rifiuti, cucinare soltanto quanto ragionevolmente si potrà mangiare, trattare con attenzione gli altri esseri viventi, utilizzare il trasporto pubblico o condividere un medesimo veicolo tra varie persone, piantare alberi, spegnere le luci inutili, e così via.

Fiducia ed ottimismo

Non bisogna pensare che questi sforzi non cambieranno il mondo. Tali gesti producono frutti ben maggiori di quanto si possa constatare, perché provocano un bene che tende sempre a diffondersi, a volte invisibilmente. Inoltre, questi comportamenti ci restituiscono il senso della nostra dignità, ci conducono ad una maggiore profondità esistenziale, ci fanno sperimentare che vale la pena passare per questo mondo (212).
Papa Francesco non si limita a stilare un elenco di problemi, ma propone soluzioni ed esorta politici, scienziati, ambientalisti, cittadini e tutti noi, credenti e non, a fare la nostra parte. Lo ascolteremo?
San Francesco diceva: "Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. All'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile".

Alessandro GINOTTA
redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2015 - 6 

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