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CHIESA | SINDONE 2015: Con gli occhi del cuore
Conclusa l'Ostensione e tralasciando il dibattito scientifico, si scopre che è l'Uomo della Sindone a guardare noi, e non noi a guardare Lui.
Nessun discorso sulla datazione al carbonio 14, né sulle più recenti analisi chimico-fisiche che pure sembrerebbero posizionare il Telo nel tempo "giusto" e nel luogo "giusto". Dimentichiamo tutti i riscontri scientifici. Guardiamo la Sindone con gli occhi del cuore.
Di certo, sono evidenti le tantissime coincidenze con il racconto della Passione di Gesù che troviamo sui Vangeli. San Giovanni Paolo II, nella sua visita a Torino il 24 maggio 1998, definì la Sindone "Specchio del Vangelo". Benedetto XVI il 2 maggio 2010 dichiarò: "Si può dire che la Sindone sia l'Icona di questo mistero, l'Icona del Sabato Santo". E Papa Francesco, nel messaggio in occasione dell'Ostensione televisiva del 2013, disse: "Questo Volto ha gli occhi chiusi, è il volto di un defunto, eppure misteriosamente ci guarda, e nel silenzio ci parla. Come è possibile? Come mai il popolo fedele, come voi, vuole fermarsi davanti a questa Icona di un Uomo flagellato e crocifisso? Perché l'Uomo della Sindone ci invita a contemplare Gesù di Nazareth. Questa immagine - impressa nel telo - parla al nostro cuore e ci spinge a salire il Monte del Calvario, a guardare al legno della Croce, a immergerci nel silenzio eloquente dell'amore. Lasciamoci dunque raggiungere da questo sguardo, che non cerca i nostri occhi ma il nostro cuore". A sua volta, mons. Giuseppe Ghiberti, presidente Onorario della Commissione Diocesana per la Sindone, ha dichiarato: "La Sindone non è Gesù, ma un segno, un'icona che ci rimanda a Gesù. Non devo credere alla Sindone, ma la Sindone aiuta a credere".

Voi chi dite che io sia?

L'Uomo della Sindone ha sofferto, ma la sua immagine ci parla non soltanto di morte o di dolore, ma anche di luce e di vittoria, di pace e serenità, perché ci rimanda a Gesù un istante prima della Resurrezione: il momento in cui la vita ha sconfitto la morte. Allora, la domanda che ciascuno di noi, guardando il Telo, si dovrebbe fare è: "Chi è quest'Uomo per me?". In altre parole, non tanto chiedersi se la Sindone è quella "vera" di Gesù o no, ma chi è per me Gesù.
Nel Vangelo troviamo una domanda di Gesù: "La gente chi dice che sia il Figlio dell'uomo?", e subito dopo: "Voi chi dite che io sia?". A questa domanda Pietro risponde: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente" (Mt 16,13-16). Per Pietro, che ha visto con i suoi occhi le guarigioni, la pesca miracolosa, la moltiplicazione dei pani, è facile rispondere così. Eppure, dopo l'ultima Cena, Pietro rinnega Gesù: "Non conosco quell'uomo". C'è il canto del gallo. E soprattutto un pianto che riscatta tutto: "E uscito all'aperto, pianse amaramente" (Mt 26,74-75).

Tu hai parole di vita eterna

La fede deve andare oltre i miracoli. Io fisso lo sguardo sul volto dell'Uomo della Sindone e, in quel momento riconosco sul suo volto i tratti di Gesù. Anche per me è facile dire: "Sei il Cristo". È facile voler (e volerci) bene quando sono (e siamo) a Messa, nel "nostro" gruppo, ad un ritiro, durante l'adorazione eucaristica, in processione, durante una festa… E dopo, come mi comporto nel quotidiano? Come vivo il "qui e ora"? Voglio essere "cristiano in uscita" non a parole, ma con i fatti?
Davanti a questo Telo, non posso non stare in silenzio. Quest'Uomo mi guarda, interroga la mia fede, il mio io più profondo. Questo "sconosciuto" Uomo della Sindone mi interpella di continuo. Mi chiede di essere discepolo, cioè testimone. Nel momento in cui l'immagine di quell'Uomo mi spinge alla conversione, e spinge migliaia di fedeli a chiedersi se vivono da cristiani, nel momento in cui io esco trasformato, anzi "risorto" nel mio piccolo, così come è risorto Gesù, in quel momento è così importante sapere se l'Uomo della Sindone è proprio Gesù? E a questo punto, è spontaneo ricordare di nuovo Pietro, che in un altro brano dice: "Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna" (Gv 6,68). Chi mai ci ha fatto una proposta altrettanto entusiasmante, se non questo "sconosciuto" Uomo?

ALESSANDRO GINOTTA
redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2015 - 4 

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