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ARCHIVIO RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2014 :
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CHIESA VIVA | RALLEGRATEVI:

È il titolo e il tema della "Lettera circolare ai consacrati e alle consacrate. Dal Magistero di Papa Francesco", in occasione del "2015: Anno della vita consacrata".



L'annuncio che il 2015 sarà l'Anno della vita consacrata è stato accompagnato dalla pubblicazione di una Lettera da parte della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica dal significativo titolo Rallegratevi. Non è un testo dottrinale come tanti altri precedenti, bensì un'appassionata esortazione di Papa Francesco a tutti i consacrati/e a testimoniare profeticamente sempre e ovunque la gioia della loro vocazione.
La Lettera vuol essere un aiuto per vivere consapevolmente l'anno della vita consacrata i cui obiettivi sono state delineati dal card. João Braz de Aviz, Prefetto della Congregazione per la vita consacrata. Primo obiettivo dell'anno della vita consacrata "è fare memoria grata del nostro recente passato" a partire dal Concilio Vaticano II. Il secondo è "abbracciare il futuro con speranza" nella convinzione che nella Chiesa la vita consacrata è sempre opera dello Spirito Santo. Terzo: "vivere il presente con rinnovata passione carismatica". Tre percorsi - come dice Papa Francesco - per "svegliare il mondo".

Una chiamata alla gioia

Cosa potrà svegliare una generazione dallo spirito intorpidito? La gioia che i consacrati dovrebbero "far vedere" nella loro quotidianità. Solo la bellezza del con-vivere in serena fraternità può scuotere questa generazione dal suo torpore. I consacrati non sono chiamati a gesti eroici, bensì a testimoniare la gioia di vivere perché si sentono amati. Ecco il segreto della gioia: "sentirsi amati da Dio, sentire che per Lui noi non siamo numeri, ma persone".
La relazione con il Signore Gesù chiede di essere sempre alimentata dall'inquietudine. Solo così, in certi momenti di stanchezza interiore, si può ritrovare lo slancio iniziale della chiamata e il desiderio di vivere Cristo assumendone stile e atteggiamenti esistenziali. Si tratta di assimilare la sua sorprendente logica di vita, la sua scala di valori e anche condividere i suoi rischi e le sue speranze. Riaprire il cuore a Cristo equivale rimettersi in movimento e, conseguentemente, decentrarsi per ri-centrarsi in Lui. È la logica di ogni vocazione cristiana.
Chi ha incontrato il Signore e lo segue con fedeltà diviene un messaggero di gioia perché l'incontro con l'amore di Dio riscatta la sua esistenza dall'autoreferenzialità. Chi si lascia prendere il cuore da Cristo viene liberato dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall'isolamento. La sua vita diviene testimonianza di una fraternità gioiosa che provoca salutari interrogativi sul mistero della sequela di Cristo.

La missione profetica della fraternità consacrata

In un tempo in cui la frammentarietà e la disgregazione delle relazioni umane a tutti i livelli rivelano e allo stesso tempo alimentano un esasperato quanto sterile individualismo, i religiosi sono chiamati ad ri-umanizzare le relazioni con la testimonianza delle proprie relazioni comunitarie al modo del Vangelo. Mostrare nella concretezza della quotidianità la possibilità e insieme anche la gioia della fraternità significa spargere semi di vangelo e di umanità nella vita delle nostre società.
I religiosi con la loro esperienza di vita fraterna possono, anzi devono diventare contagiosi, cioè forza attrattiva verso il Signore Gesù, il suo vangelo e la Chiesa. A tal fine le comunità devono diventare sempre più luoghi visibili e verificabili di un modo diverso di fare, di agire, di vivere. Per il Papa questo è ciò che "sveglia il mondo".
Il Signore chiama ogni giorno i consacrati a seguirlo e a sperimentare il suo amore Non devono però mai dimenticare che sono dei chiamati a "camminare dietro" a un Gesù con la croce sulle spalle. Papa Francesco ammonisce tutti che "quando camminiamo senza la Croce, quando edifichiamo senza la Croce e quando confessiamo un Cristo senza la Croce, non siamo discepoli del Signore: siamo mondani".

Don Sabino Frigato,
Vicario episcopale per la vita consacrata - Diocesi di Torino


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2014 - 6 

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