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ARCHIVIO RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2014 :
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CHIESA VIVA | Dio ci donato la musica



Colloquio con i Reale, band di Christian Music italiana

I vostri nomi sono molto comuni, ma la vostra missione è straordinaria. Diteci di voi e quale cammino vi ha portati ad essere così attraenti nel panorama della Christian Music.

È vero, è tutto semplice, a cominciare dai nomi. Alessandro e Francesca, marito e moglie, papà e mamma di Samuele e Gioia, contenti e orgogliosi di essere una famiglia cristiana. Siamo cresciuti a pane e musica. Pur essendo semplici, abbiamo attraversato grandi difficoltà. Dopo anni di buio nella droga, con strade e tempi diversi, ci siamo incontrati e innamorati nella Comunità Cenacolo di suor Elvira dove, grazie all'amore vero, totale, fermo ed esigente di questa suora abbiamo conosciuto Gesù vivo che ha sconvolto le nostre esistenze. Una volta usciti dalla comunità ci siamo sposati, credendo di vivere una semplice, tranquilla vita di famiglia, ma Dio la pensava diversamente…

D'accordo, vi è sempre piaciuta la musica. Diverso è però "farla" e ancora più impegnativo è "portarla", cantarla ai fratelli di questo mondo scarso di valori. Avete addirittura scelto di cantare Gesù ed il suo amore e lo fate con ritmi e suoni totalmente diversi da quelli ai quali siamo abituati.

Nelle nostre chiese si cantano normalmente canzoni di trenta anni fa, a volte chiamandole "nuove", così - è sotto i nostri occhi - i ragazzi si annoiano e abbandonano gli oratori. Si usa dire che quello che si fa per Dio deve essere: gratis, nei ritagli di tempo, senza pretese e… così diventa un servizio, il più delle volte, mediocre. È inevitabile che ci chiamino "sfigati"! Abbiamo voluto dimostrare che Dio non toglie nulla, anzi! Così si può fare un bel concerto rock e pregare, divertendosi fino alle lacrime ed evangelizzando allo stesso tempo. Ci piacerebbe, comunque, trovare all'interno della Chiesa un'apertura ancora maggiore verso progetti di vera (e non "intrufolata") Christian Music. Invece di pagare migliaia di euro per cantanti che cantano canzoni che la gente sente tutti i giorni, perché non investire per far diventare sempre più famoso il messaggio di Gesù Cristo?

Vorremmo essere nei vostri panni mentre componete. Dev'essere un'esperienza che ha il sapore di ispirazione. Anche questa è un'opera che scaturisce dal vostro amore per il Creatore e le sue creature.

È davvero un bel mistero come nascono le canzoni, ma madre Elvira dice che sono belle perché si sente che non sono nostre. È così, siamo strumenti nelle mani di Dio, o almeno chiediamo tutti i giorni di esserlo. Tutti i giorni. Quando viviamo qualcosa di forte o difficile e ci mettiamo in ginocchio davanti a Gesù, quel "qualcosa" diventa canzone ed essendo noi normalissimi, tanti, poi, ascoltandoci, si ritrovano in quella canzone. Parla al loro cuore e a tutta la loro esistenza. È un attimo di grazia. Amiamo pensare che Dio, in quei momenti, ci dona le Sue orecchie, così sentiamo la musica che gli altri non sentono. Un dono e una responsabilità.

Il vostro affetto per don Bosco e per i suoi luoghi, particolarmente quelli natii, è un segnale che voi "lanciate" con il vostro volto ogni volta che incontrate i giovani. C'è uno sprint dentro di voi tipicamente "donboschiano".

Noi abitiamo vicino al Colle Don Bosco dal 2006, non siamo salesiani e fino a un po' di tempo fa non abbiamo mai avuto legami particolari con il mondo di don Bosco. Ma oggi se ci guardiamo indietro, non possiamo non pensare che in questi anni, a nostra insaputa, don Bosco abbia insinuato, nelle nostre ispirazioni, un progetto per i giovani che sappia anche di lui. Per anni abbiamo pregato nel suo santuario [del Colle, ndr], chiedendo una risposta, ci siamo rifugiati a casa sua pregando per un segno. Richieste esaudite. Un salesiano sacerdote ci ha detto: "Questo progetto unico per i giovani non poteva che nascere in casa di don Bosco". Siamo sicuri che sia così.

Don Bosco era animato dalla bontà e tenerezza di Maria tanto da affermare "È lei che ha fatto tutto". Molto del vostro progetto è maturato sui luoghi di don Bosco. Sicuramente la vostra musica ha uno stile mariano.

Maria è stata ed è fondamentale. È la nostra àncora di pace nelle difficoltà, nel nostro "non capire". Noi viaggiamo molto e solitamente prima di partire ci succede di tutto. Saliti in macchina, Francesca dice: "Preghiamo i misteri della Gioia!!!". Sul momento: dissenso generale! Ma alla fine il viaggio "ha un'altra musica". Con un'Ave Maria abbiamo cominciato ad uscire dalla droga, con un'Ave Maria abbiamo intravisto Gesù, da un'Ave Maria è scaturita la scelta della nostra missione musicale.
Come si fa a non fidarsi di una Donna così?

A cura di Aelredo Comollo - redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2014 - 5 

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