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ARCHIVIO RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2014 :
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CHIESA VIVA | Quei cinque papi dell'anno 2014


Quinto papa: Paolo VI fatto beato il 19 ottobre. Prima di lui, nel 2014 sono stati vistosi protagonisti sulla scena mondiale: Benedetto XVI, Papa Francesco, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. Del loro singola-re emergere agli splendori delle cronache restano da capire i come e i perché.

 


Accusa malevola di alcuni tendenziosi: la Chiesa proponendo quei cinque Papi all'ammirazione del mon-do ha voluto fare il proprio elogio, auto-celebrare se stessa. Ma la smentita ai malevoli è giunta dal plebi-scito dei cristiani: la loro ammirazione risulta sopra ogni sospetto, perché spontanea, sincera, e appassio-nata.
- Che cos'è avvenuto? Avanziamo un'ipotesi: ciascuno di quei cinque Papi - col suo personalissimo pro-tagonismo - ha di fatto rafforzato nei cristiani la loro coscienza di Chiesa, aiutato ad approfondire il modo di pensarla, suggerito nuovi stili nel vivere la fede.
- Diamo un'occhiata a quei cinque.
Papa Francesco definito fautore di una rivoluzione gentile che infrange le barriere, le caste, le razze, i confini, le religioni. Gli inviate una lettera, e lui magari risponde al telefono: "Sono Papa Francesco, dia-moci del tu". In un'omelia l'ipotesi: "Se venisse in San Pietro un marziano e mi chiedesse il battesimo?".
Benedetto XVI e la lezione dell'umiltà: darsi senza risparmio, poi sapersi mettere da parte.
Giovanni XXIII: considerato papa buono e conservatore. Non erano proprio degli elogi. Ma lui eccolo docile allo Spirito Santo, e perciò progressista al punto da inventare il Concilio.
Poi Giovanni Paolo II, televisivo e sempre in aereo: 250 viaggi apostolici (raccontavano: "La differenza tra lui e Dio? Dio è in cielo in terra in ogni luogo; e Papa Wojtyla c'è già stato"). Inventore della Giornata della gioventù che durano una settimana. E tante scappatelle con gli sci ai piedi, e infine "santo subito".
Ultimo in passerella, il beato Paolo VI. Allora risultava pensieroso, problematico, amletico, dialogante. Gli rimproveravano queste virtù. Ma ha saputo guidare il Concilio Vaticano Secondo, modello del Vati-cano Terzo prossimo venturo.

Quell'eccezione, nell'ultima cena

I cinque Papi sono oggi oggetto d'ammirazione incondizionata, e sono la regola.
- In certo senso tutto era stato previsto da Gesù già riguardo al primo Papa, al quale aveva mutato il no-me da Simone in Pietro, cioè e"pietra fondamentale" della Chiesa. Ora, la trasformazione è continuata: da Bergoglio in Papa Francesco, da Ratzinger in Benedetto XVI, da Roncalli in Giovanni XXIII, da Wojtyla in Giovanni Paolo II, da Montini in Paolo VI.
- E particolare a sorpresa: in quella lontana circostanza Gesù non diceva Pietro ma Simone. Ricuperando il nome antico, e dismesso.
Si può supporre che Gesù indicasse così all'apostolo il punto di partenza del suo personale cambiamento: tu, vecchio Simone, ora dovrai farti "pietra".
- In sostanza: devi convertirti. A lungo nella Chiesa si è tradotto conversione con "poenitentiam agere", ma il far penitenza è solo l'aspetto esteriore, visibile, del cambio in profondità voluto da Gesù. Il termine greco "metànoia", messo da Luca sulla bocca del Signore, indicava un qualcosa da maturare sul piano in-tellettuale. Secondo l'etimologia, richiedeva il "cambio della mentalità".
- Ora è accaduto anche a quei cinque negli intensi anni del loro pontificato. Crescendo di statura negli anni, hanno acquisito nuova consapevolezza. Hanno dato più spessore al loro ruolo, aiutato i cristiani a pensare e vivere la fede in modo nuovo.

La pedagogia di Dio

In tutto ciò s'intravede la pedagogia di Dio, che accompagna lo sviluppo dell'umanità nei millenni: peda-gogia esercitata dapprima verso Israele, ben visibile già nei testi ispirati. E ora continua e si prolunga nel-la storia e nell'attualità.
- Il tempo c'è. Gli astronomi informano che il mondo da noi conosciuto è in evoluzione da 13,7 miliardi d'anni. I nostri bisnonni trasecolavano davanti alla luce elettrica, noi per gli smartphone. La società evol-ve, e in essa la Chiesa. I cinque Papi sono lì a dire che cambia anche il modo di confermare i fratelli. E il nostro modo d'essere fratelli nella Chiesa.
- Ma non risulta - come hanno insinuato quei certi malevoli - una Chiesa che si auto-celebra all'insegna della vanagloria. Ognuno è confermato nella fede, e sollecitato al suo personale cambio di mentalità.

Enzo Bianco - bianco.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2014 - 4  

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