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ARCHIVIO RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2014 :
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CHIESA VIVA | La preghiera di Gesù



Le domande che mettono in difficoltà i catechisti. Gesù sapeva di essere Dio? Come faceva a saperlo? E lo sapeva già da piccolo?

Il racconto evangelico dei miracoli ci fa osservare che spesso, nel compierli, Gesù invoca il Padre, lo ringrazia, o comunque fa riferimento a Lui. Questo suscita la domanda perplessa di Stefano: "Ma Gesù sapeva di essere Dio? Da quanto tempo e come lo sapeva?".
Tre secondi di apnea e di panico assoluto; poi l'illuminazione: la risposta è semplice e si trova nei Vangeli. Li percorro insieme ai miei piccoli ricercatori. Certo, Gesù era consapevole della propria divinità perché sapeva bene chi era suo Padre, come lo sa ognuno di noi. E lo sapeva sua Madre, cui lo aveva rivelato l'Angelo. Lo sapeva Giuseppe, lo avevano intuito i Magi e il vecchio Simeone, che in quel neonato aveva riconosciuto il Messia. Ritrovato nel Tempio di Gerusalemme, dodicenne, Gesù ricorda ai suoi genitori la propria missione divina.
In due momenti, quello del Battesimo e quello della Trasfigurazione, sarà il Padre stesso a presentare il Figlio, e in un altro passo, a suggerire a Pietro la risposta "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente" (Mt, 16, 16).
Gesù stesso dichiara pubblicamente la propria divinità nel momento più difficile, all'inizio della Passione, davanti al sommo sacerdote del tribunale ebraico, il sinedrio, sapendo che quella scomoda verità lo avrebbe fatto condannare a morte.
L'ultima lettura lascia tutti un po' sconcertati. Ci rifugiamo allora nelle consolanti parole di Giovanni: "Io sono la Via, la Verità, la Vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se conoscete me, conoscerete anche il Padre" (Gv,14,6-8).
Questo piace molto di più e convince anche Stefano, che esclama: "E vai! È stato molto faticoso, però… mii-ti-coooo! Domani, a scuola, lo racconto alla maestra di religione e sai che cosa mi dirà? Che sono molto avanti!".

*** “Padre” è un modo diretto, caldo e affettuoso di rivolgersi a Dio. In aramaico si dice “Abbà”, che si traduce proprio in papà, parola che un bimbo rivolge al padre da piccolino. È proprio questo il modo giusto di stare davanti a Dio: con la fiducia di un bambino.

Anna Maria Musso Freni - redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2014 - 3  
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