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 ARCHIVIO RMA 2013 : ECCLESIALITA' - CHIESA VIVA - PAPA - VESCOVI - AVVENIMENTI ....
La vita blindata del Nunzio Apostolico in IRAQ
Mons. Giorgio Lingua vive per lo più nell'edificio al centro di Baghdad. Per muoversi, gli è imposta la scorta armata. Eppure soltanto l'ambasciata vaticana non ha mai chiuso durante le guerre che hanno insanguinato il Paese.

Essere Nunzio Apostolico, praticamente Ambasciatore del Vaticano, non è facile. Vuol dire essere voce della diplomazia papale, ma anche portatore dei valori religiosi cattolici, ed in questa doppia veste, di conseguenza, essere particolarmente attenti nel muoversi nei diversi ambienti culturali, politici ed economici. Specialmente se si tratta di Paesi "difficili", dove imperversa la guerra, dominano i regimi, la povertà o le sciagure, o dove il cristianesimo è minoritario, non è facile perché significa dover essere particolarmente attenti nel muoversi nei diversi ambienti culturali, politici ed economici. Ma come si vive nella Nunziatura di uno dei Paesi ancora più pericolosi al mondo?
Il racconto che Mons. Giorgio Lingua (53 anni, originario di Fossano, nel Cuneese) fa di una sua giornata tipo è quello di una vita blindata, vissuta per lo più nell'edificio della Nunziatura, nel centro di Baghdad, dove si svolgono molti dei suoi incontri e che condivide con il suo segretario, due suore e le guardie armate a difesa dell'edificio, giorno e notte.

Quella volta che sembrò in arresto

Allontanarsi dalla Nunziatura per le cerimonie religiose o gli incontri istituzionali che si svolgono nelle altre sedi diplomatiche o nella "Zona Verde" di Baghdad, tuttora inaccessibile alla maggior parte della popolazione civile, prevede infatti una precisa organizzazione. La scorta predisposta dal Ministero degli Esteri è composta da uomini armati che su due pick-up precedono e seguono la macchina blindata del Nunzio, deve essere allertata con anticipo ed in caso di visita fuori città, tutto deve essere predisposto almeno 72 ore prima.
Per Mons. Lingua uscire a piedi per Baghdad è, quindi, un evento raro e di ciò si rammarica, convinto com'è che per amare appieno la città bisognerebbe "viverla" senza lo schermo di un vetro blindato. Quando, ad esempio, vi arrivò, nel novembre 2010, era da poco avvenuta la strage nella chiesa siro-cattolica di Nostra Signora della Salvezza, con decine di morti tra i fedeli. Volendo recarvisi, dovette convincere i soldati a scortarlo a piedi, spiegando che si trattava di un pellegrinaggio per i defunti obbligatorio per i cristiani, ma fu costretto a percorrere il tragitto di soli 400 metri scortato da cinque uomini armati, al punto da sembrare il protagonista di un arresto.

Ogni sera affida Baghdad alla Madonna

La vita quotidiana di Mons. Lingua è scandita dagli obblighi diplomatici e di amministrazione veri e propri e da quelli religiosi, desiderando di ?amare Gesù e cercare di essere un'altra Maria? perché, come spiega citando Papa Francesco, una Nunziatura non è una ONG (organizzazione non governativa) e neanche una normale ambasciata.
Tutte queste attività sono inframmezzate da altre che servono a diluire la tensione e ad assicurare il movimento che la pericolosità della città riduce notevolmente: i contatti via web con il resto del mondo e con il professore di arabo, una passeggiata nel piccolo giardino per controllare i fiori e gli ortaggi, ed una "sortita" in terrazza per guardare, di nascosto dalle guardie che non lo permetterebbero, quella città allo stesso tempo vicina e lontana, dove la gente soffre e dove i cristiani che sognano di lasciarla per sempre, trovano proprio nella Nunziatura il simbolo della fede che non li abbandona. Perché tra tutte, soltanto l'ambasciata vaticana non ha mai chiuso durante le guerre che hanno insanguinato l'Iraq. E perché proprio da lì ogni sera Mons. Lingua affida la città ed i suoi abitanti alla tenera protezione della Madonna, in attesa che la sveglia al mattino gli ricordi che sta per cominciare un'altra giornata "blindata".

                                         Luigia Storti - redazione.rivista at ausiliatrice.net


        RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2013 - 6  
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