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 ARCHIVIO RMA 2013 : ECCLESIALITA' - CHIESA VIVA - PAPA - VESCOVI - AVVENIMENTI ....
I 'RECUERDOS SALESIANOS' di Papa Francesco - 2
In una lunga lettera scritta nel 1990, l'allora padre Jorge Mario Bergoglio S.J. ha raccontato alcuni suoi "ricordi salesiani". Rivelando aspetti inediti - che merita conoscere - della sua affascinante personalità
Ad Almagro - il quartiere di Buenos Aires in cui Papa Francesco ha conosciuto i salesiani - essi all'inizio del secolo scorso avevano costruito una solenne basilica di Maria Ausiliatrice in stile neo-romanico lombardo. Lì Jorge impara ad amare la Madonna. Divenuto vescovo, si riserva abitualmente di presiedere i riti del 24 maggio. Si reca a trovare l'Ausiliatrice alla chetichella: vestito da semplice prete, giunge con l'autobus alla basilica, sale sulla cupola dove c'è la statua di Maria alta cinque metri, si siede e prega. In quella chiesa è stato battezzato, e nei suoi recuerdos annota: "Quando vado a far vi-sita alla Madre Ausiliatrice sono solito passare anche presso il battistero, e ringraziare per il dono del Battesimo".

Nel collegio, la vocazione

Nel cuore dei Bergoglio occupa un posto speciale padre Enrique Pozzoli, il don dell'oratorio di Alma-gro. È per loro uno di famiglia. Accompagna le vicende liete e tristi dei Bergoglio: da quel prestito di 2000 pesos ottenuto per ricominciare da zero durante la crisi del '29, al matrimonio di Mario e Regina, al battesimo dei figli. E poi nel momento difficile, 1949, dopo la nascita del quinto figlio. Mamma Re-gina esce dall'ultima maternità con la salute compromessa, non può accudire i figli. Padre Pozzoli trova il modo di "collocare come interni i tre figli maggiori": "ottenne che io e il mio secondo fratello potes-simo entrare nel collegio Wilfrid Barón in Ramos Mejía… e mia sorella, la terza, con le Figlie di Maria Ausiliatrice".
In collegio Jorge frequenta l'ultimo anno della scuola primaria, è in "Sesta B". Nella foto di classe, rintracciata, risulta ragazzo solido e slanciato. Scrive nei Recuerdos salesianos: "La vocazione sacerdo-tale l'avevo sentita la prima volta in Ramos Mejía. Però poi cominciai la scuola secondaria, e ciau...". Con quel saluto in piemontese allude all'appannamento spirituale da lui attraversato nei sei anni suc-cessivi. Ma la pagella finale del collegio lo rivela diligente, col primo premio in Condotta e in Religio-ne.
Poi, durante le vacanze, ecco la sua fidanzata in erba: Amalia, vicina di casa, compagna di giochi e dodicenne come lui. Jorge disegna una casa bianca col tetto rosso (la loro futura casa) su un foglio, glielo consegna, e quasi la minaccia: "Se non mi sposi mi faccio prete". Il foglio è sequestrato dalla mamma, che lo riduce in briciole e la sgrida. Il fidanzamento finisce lì. Amalia ancora oggi risiede nel Barrio Flores, e nel marzo 2013, quando Jorge succede a Benedetto XVI, le sue parenti e amiche l'hanno festeggiata per quel suo fidanzato diventato Papa.

"L'intervento decisivo riguardo alla mia vocazione"

Padre Pozzoli, si legge ancora nei Recuerdos, "ebbe un intervento decisivo nel 1955 riguardo alla questione della mia vocazione". Jorge sta terminando gli studi di chimica, e va a trovare il suo consi-gliere spirituale. "Esaminò la mia vocazione, mi disse di pregare, e di lasciare la cosa nelle mani di Dio. Mi diede la benedizione di Maria Ausiliatrice". Jorge ne parla in famiglia, nonna Rosa è raggiante, papà e mamma non proprio: preferirebbero che, se mai, decidesse dopo l'università. Padre Pozzoli, chiamato a consulto, osserva: "Va bene la questione dell'università. Però le cose vanno prese quando Dio vuole che si prendano…". E racconta la sua vocazione, il suo sì pronto e senza rimpianti. "A que-sto punto i miei genitori avevano già sciolto il loro cuore".
Padre Pozzoli provvede all'ingresso di Jorge nel seminario. L'anno successivo gli è accanto quando si ammala e passa tre giorni fra la vita e la morte. A fine anno, ancora consultato da Jorge, approva la sua scelta di entrare nella Compagnia di Gesù, e compie i passi necessari per farlo.
"Era il padre spirituale della famiglia… A lui ricorrevamo ogni volta che c'era un problema". E nei suoi onomastici e compleanni "ci riunivamo tutti per festeggiarlo con i ravioli".
Jorge nel 1982 scrive il suo primo libro, e nella prefazione ricorda il suo primo maestro di spirito, ringraziandolo per la "forte incidenza" che ha avuto sulla sua vita, e per l'indimenticabile "esempio di servizio ecclesiale e di consacrazione religiosa" che gli ha dato.

Perché con i figli di sant'ignazio?

Per una scelta radicale: voleva "di più". Non dagli altri, ma da sé. Una volta accertata la sua vocazione, cerca un impegno totale, che trova nella ferrea Compagnia di Gesù, fondata dall'ex militare Ignazio di Loyola. Per essere "in prima linea", a servizio non di un regno della terra ma del Regno dei cieli. Con un'obbedienza perinde ac cadaver: senza offrire resistenza, allo stesso modo di un cadavere. Col quar-to voto di speciale obbedienza al Papa (già… e adesso che il Papa è lui?). Papa Francesco potrà appari-re accomodante nel trattare con gli altri, ma poi lo si scopre severo e intransigente con se stesso.

Un messaggio per oggi?

Certo. La sua è stata una giovinezza sbrigliata e a volte fuori dalle righe: con la predilezione per il tan-go, un paio di novias, il ruolo di buttafuori svolto qualche volta in una sala da ballo. Trascorsi giovanili, che sono però come un cartello indicatore: dicono che ogni ragazzo cristiano può sempre voltare pagi-na, ricominciare da capo, e diventare… Papa.

                                    Enzo Bianco - bianco.rivista@ausiliatrice.net                                      


        RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2013 - 6  
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