| HOME PAGE - ITALIANO | FORMAZIONE CRISTIANA  | FORMAZIONE MARIANA | INFO VALDOCCO  |


   ARCHIVIO RMA 2013 : ECCLESIALITA' - CHIESA VIVA - PAPA - VESCOVI -AVVENIMENTI .... ecc.
    
LA TERRA DI FRANCESCO

Un viaggio nel paese di origine di Jorge Mario Bergoglio (Papa Francesco)


Guardando la strada sembra di non sapere da che parte andare. Una lingua d'asfalto nero, un chilometro e rotti di statale. Poche case di campagna, pare che dormano tutti. Buie le insegne e spenti i lampioni. Non c'è un'anima in strada a Stazione di Portacomaro. Francesco è apparso al mondo dal balcone di San Pietro meno di due ore fa. Lo sanno tutti, per forza, c'erano gli occhi di tutti a guardare quel comignolo, le televisioni di tutto il mondo collegate dal Vaticano. E quanti in cuor loro avranno pregato che fosse proprio Francesco, così da non poter che essere esauditi? "Questa è stata proprio la scelta dello Spirito Santo" dirà l'arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, che ai suoi collaboratori aveva rivelato questa speranza. "Ci vorrebbe un Francesco...".

A Stazione di Portacomaro, tutto tace

Qui l'attesa e l'annuncio hanno avuto un significato in più. Bergoglio è un cognome torinese, ma la famiglia da secoli ha sparso i suoi figli in ogni paese e frazione fino ad Asti. Dalle colline del Monferrato, poi, sono partiti i suoi migranti, per raggiungere la "fine del mondo", Lamerica. Qui a Stazione pare non ci sia nessuno, adesso. Dei settecento abitanti di questo sperduto avamposto di collina, nessuna è in piazza o al bar del paese per festeggiare l'annuncio, la parrocchia è spenta, tutto tace. Davanti alla cattedrale di Buenos Aires si sono raccolte già migliaia di persone. Qui non c'è nessuno. I primi inviati, quelli più intraprendenti, sono già arrivati ma sembrano sperduti nel silenzio. Si interrogano sul quel momento così strano nella storia della Chiesa, su quella sorpresa inaspettata dalla Loggia. La distrazione dura poco, le redazioni battono il tempo per ricevere reportage e corrispondenze. Si sono fiondati alla ricerca di un lontano cugino, di un conoscente qualsiasi. Pochi, pochissimi rispetto a quelli che verranno domani. Centinaia di macchine fotografiche, videocamere, taccuini e registratori si dirotteranno tra questi campi, a cercare di carpire qualche informazione privata, qualche curiosità in più. Andranno persino a cercare i bambini nelle scuole pur di riuscire a strappare la conferma di una lontana parentela.

Entrate, io sono Francesco...

Sul portone della canonica c'è un uomo ma è nascosto dalla notte, sta rientrando a casa e non si aspetta visite. "Sono il parroco, mi chiamo Francesco". Si fa avanti un uomo preceduto da un sorriso che accoglie. È' un giovane, Francesco Sales. Lui è nato a Madras in India, anche lui è arrivato qui dalla fine del mondo e non serve chiedergli quale speranza gli abbiano dato le prime parole del Papa. "Spero che possa davvero esercitare il suo ministero per i poveri e gli ultimi del mondo". Fra due giorni ciò che era chiaro dal principio lo confermerà l'altro Francesco. "Quanto vorrei una Chiesa povera, per i poveri". Giù sullo stradone, intanto, arriva un'utilitaria grigia. Il telefono di Armando Bergoglio non ha smesso di squillare un istante, ma a quell'appassionato fotografo che dal tardo pomeriggio lo implora di incontrarlo anche solo un istante, l'anziano contadino non sa dire di no. Anzi, uscirà di casa per andargli incontro. "Tanto sono solo e non ho niente da fare, con chi avrei potuto commentare l'elezione del Papa?". Armando è un uomo semplice e la sua gioia è genuina. "Sapevamo che "rischiava" una volta cardinale e ci abbiamo sperato" rivela il cugino, insieme al fatto che a parte un paio di altri parenti nel torinese, sono in pochi da queste parti a mantenere rapporti. "Vorrei dirgli qualcosa in piemontese. Sapete che lo parla ancora?". Armando è un contadino, parla il suo cuore. "Mio cugino Delmo, mi pare, gli ha regalato un Grignolino, quando è venuto su l'ultima volta per il conclave". Delmo, a differenza sua, è già a letto. Solo il giorno dopo, insieme a decine di altri parenti spuntati come funghi, risponderà alle curiosità dei cronisti. Il "format" è quello di rito Si scava nel passato per trovare piccoli spunti di colore, si cerca la casa d'origine e il nuovo proprietario è ben orgoglioso di aprire il cancello alle televisioni. A meno di ventiquattro ore dall'elezione di Papa Francesco, il circo ha perso la strada della città ed è arrivato nella più sperduta frazione di campagna. "Gli ho preparato la bagna caoda" racconterà tra le tante una "amica di vecchia data". Di Papa Francesco - Giorgio, come lo chiamano i parenti italiani - qualcuno conserva un'immagine che racconta di una visita tra queste colline fertili e ferme nell'attesa della primavera. La fiducia è carattere di questi contadini. La fede, da queste parti, si racconta anche così, con l'attesa della bella stagione. La terra ora è fredda, dura, aspetta la primavera. La terra è memoria. "Quando Giorgio è venuto qui l'ultima volta ha preso una manciata di terra dalla casa del bisnonno. Voleva portarla con sé, come ha detto lui, quasi alla fine del mondo".

Enrico Romanetto
redazione.rivista@ausiliatrice.net


        RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2013 - 03  
      | HOME PAGE - ITALIANO | FORMAZIONE CRISTIANA  | FORMAZIONE MARIANA | INFO VALDOCCO  |


                                                                                                                            Visita Nr.