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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE / ARCHIVIO 2015
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DIALOGO sulla PREGHIERA  |  Parte terza: il catalogo del dolore
(continua dai numeri scorsi: una signora semplice e un uomo elegante stanno discutendo mentre sono sull'autobus…)
"Allora concordiamo che non esiste un Dio "telecomando" a disposizione dell'uomo per soddisfare i suoi bisogni più bassi".

"Io affermo che proprio non esiste un Dio capace di soddisfare qualsiasi desiderio".

Per un attimo l'uomo sembra perdere la sua supponente sicurezza e si appoggia al finestrino lanciando gli occhi verso la strada. L'autobus è fermo per il traffico e il tempo pare essersi rallentato anch'esso. La donna si sente spinta a procedere con più cordialità e intimità.

"Sembra che abbia provato sulla pelle questa cosa… la dice con dolore… e mi scusi se sono indiscreta", pensa poi di aggiungere per il timore di aver fatto il passo più lungo della gamba.

L'uomo si ricompone e scuote la testa come per cancellare la debolezza di un istante prima. Si vede che ora fa fatica a controllare la rabbia ma la donna capisce di non essere lei l'oggetto di quel guizzo improvviso. Risponde con parole che cadono come macigni in quella conversazione:

"Non è nemmeno capace di ascoltare i bisogni più importanti, i desideri più alti. Figuriamoci se si abbassa alle chiacchiere dei falliti di questa vita".

La donna teme ad insistere ma è anche curiosa. Nel loro gioco entrambi sanno con chi hanno a che fare ma la maschera che portano permette loro di farsi adesso domande che forse mai potranno riproporsi:

"Ha sofferto molto?".

L'uomo la guarda e riflette sull'opportunità di una risposta sincera.

"Più di chiunque altro. Il dolore più terribile. O meglio la somma dei più terribili dolori che si possano provare. Vuole che le illustri il catalogo?".

La signora prende un ventaglio perché avverte che, forse a causa del mezzo fermo sotto il sole, l'aria sta diventando particolarmente afosa. Annuisce un poco intimorita.

"Quello dell'essere sostituiti. Di sentirsi traditi dall'attenzione di chi si ama rivolta verso un altro. Di sentirsi non compresi quando si è reagito a quel torto cercando di fare fuori l'avversario. Di venire allontanato se non mi piegavo a chiedere scusa. Di sentirmi solo e ormai fuori da quella luce che per me era tutto. Senza amore e senza compagnia. Ho cercato dei surrogati ma solo mostri ho trovato, per quanto sensuali e seducenti, banali imitazioni del grande sentimento che mi scaldava il cuore".

La donna prova un sincero sentimento di commozione. Sta per toccare la mano dell'uomo che comprende cosa sta per accadere e si ritrae come se il bus fosse invaso da uno sciame di calabroni.

"Non ci provi nemmeno…", urla richiamando l'attenzione di tutti dentro il mezzo.

La donna viene radiografata dagli occhi degli altri passeggeri. Qualcuno commenta scuotendo il capo e sorridendo:
"Eh brava la signora! Che audace!…".
"Donnaccia!", rimbalza un'altra anziana sbiascicando e sputando saliva su un fazzoletto.
Lei diventa rossa e avverte davvero caldo. Anche l'uomo è imbarazzato ma non sembra volerla aiutare. Per fortuna la donna ha un colpo d'ingegno:

"Ha solo da guardare dove mette i piedi se non vuole che qualcuno glieli calpesti", pronuncia impettita e ventilandosi a più non posso per recuperare aria e perdere colore.

Rimangono in silenzio a fissare la strada finché il mezzo non riparte.

"Le sta bene quello che le è successo!", sentenzia alla fine vendicativa la donna quando il rumore dell'autobus in marcia copre di nuovo le loro basse voci.
L'uomo la guarda inespressivo.
"E se mi permette le spiego perché Dio non ascolta le preghiere di gente come Lei…", insiste determinata. (continua…)

Diego GOSO / redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2015 - 6  

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