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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE / ARCHIVIO 2015
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CATECHESI  |  Ascoltare con mente libera e cuore aperto
Imparare a non giudicare e a condividere le emozioni per far sbocciare rapporti più autentici e profondi.
Quando - il sesto giorno - Dio creò l'uomo e la donna, pensò di dotarli di due orecchie e di una sola bocca. Un modo elegante - suggerisce qualche fine teologo - per far comprendere all'umanità che nella vita è più importante ascoltare che parlare. Ascoltare, però, non significa stare in silenzio pensando agli affari propri e lasciare che gli altri parlino, ma richiede impegno, allenamento e dedizione.

Accogliere senza pregiudizi

Tra le abilità che è chiamato a sviluppare chi desidera imparare ad ascoltare, una delle più importanti è - senza dubbio - avvicinare le persone senza barriere e pregiudizi. Mettersi in relazione con gli altri, senza farsi influenzare da sentimenti di simpatia o di antipatia e prestando attenzione a quanto hanno da condividere, è preludio a un ascolto profondo.
Per sperimentare che si tratta di un esercizio tutt'altro che semplice è sufficiente sintonizzarsi su una delle tante trasmissioni che ospitano dibattiti politici e prestare attenzione alle proprie reazioni e ai propri stati d'animo. Non sarà difficile, infatti, sorprendersi ad abbracciare le tesi - a volte addirittura prima che vengano espresse - dell'ospite per cui si prova istintiva simpatia e a trovare irrilevanti o fuori luogo - talvolta senza averli neppure sentiti fino in fondo - i ragionamenti di chi ispira sentimenti d'antipatia.
Non giudicare le persone non significa - naturalmente - non prendere posizione sulle loro scelte e sulle loro azioni. Anche perché, nel caso dei partiti politici, proprio dal condividere o dal rifiutare le proposte di cui sono portatori dipende la decisione di votare uno schieramento piuttosto che un altro.
Accostare gli altri senza pregiudizi è un atteggiamento che Gesù pratica in ogni occasione, anche a costo di suscitare scandalo o procurarsi antipatie. Quando incontra l'adultera che sta per essere lapidata o va a pranzo a casa di Zaccheo non si fa condizionare o turbare dai pregiudizi che li accompagnano e… cambia loro la vita!
È un insegnamento adottato anche dalla Chiesa che, come sottolinea sant'Agostino, "condanna il peccato ma non il peccatore". Essa denuncia, cioè, che sia male rubare e uccidere ma non giudica il ladro e l'assassino perché sa che il cuore dell'uomo è un labirinto il cui mistero travalica le singole azioni e i comportamenti. E proprio il suo accogliere tutti, senza barriere, la rende autenticamente "cattolica", ovvero "universale".

Un amore rivolto verso tutti

Un'altra caratteristica fondamentale è l'empatia, la capacità di lasciar risuonare dentro di sé le emozioni che risuonano dentro l'altro. È un po' quanto raccomanda san Paolo esortando i cristiani della comunità di Corinto a "rallegrarsi con chi si rallegra e rattristarsi con chi si rattrista". Perché è scientificamente provato che condividere le emozioni di gioia amplifica e raddoppia l'allegria e condividere quelle dolorose lenisce in parte la sofferenza e rappresenta una valida medicina per alleggerire il cuore.
Altri "ingredienti" che non possono mancare sono credere che - al di là di tutto - l'uomo custodisce nel proprio cuore semi di bontà che possono germogliare in ogni momento e nutrire profondo rispetto per la libertà e la volontà altrui, nella consapevolezza che Dio chiede all'uomo di seminare ma è Lui a decidere quando è il tempo di raccogliere.
Sono passi che aiutano chi li compie ad aprire il cuore, a essere sempre più capace di voler bene a chiunque incontri sul proprio cammino. Perché, avanzando lungo il percorso della vita, è sempre più evidente che o s'impara ad amare tutti o si rischia di non amare nessuno. Non è possibile, infatti, imporsi delle categorie: decidere di voler bene a chi ha i capelli biondi e di detestare chi li ha bruni o di spalancare le porte dell'accoglienza ai comunitari e di chiuderle in faccia agli extracomunitari. Un cuore in ascolto non può non essere aperto a tutti

Ezio Risatti sdb


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2015 - 5  

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