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ARCHIVIO 2015: RIVISTA MARIA AUSILIATRICE
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Una fede visibile, credibile, feconda
Ci sono momenti della vita, di ogni vita, che si ricordano come rivoluzionari. Quanti adolescenti trascinano la loro vita giorno dopo giorno, non riescono a concludere niente, non fanno esami, non hanno sogni… e poi all'improvviso… eccoli lì che fanno tre esami in un mese, si alzano presto, sono pieni di entusiasmo. Che è successo? Hanno incontrato una ragazza e tutto è diverso. Potere di una persona che riempie la vita di significato: bella e carica!
Qualcosa di simile capita anche a tanti cristiani. Conducono una vita scialba, preghiere distratte, messe infilzate una all'altra senza entusiasmo, confessioni generiche, gruppo oratoriano tanto-per-passare-il-tempo e i giorni vanno avanti così. Poi un bel giorno il sole entra nella loro vita e tutto cambia. Anche gli apostoli erano così, andavano dietro a Gesù senza crederci, magari sognando un piccolo posto nel suo "regno", erano smunti, e di fronte alla sua morte spariscono di paura e vivono di ricordi delusi. Ma poi… Ricordate San Paolo?

Fare Pasqua

Guardiamoci allo specchio: somigliano più agli apostoli prima della risurrezione o più a loro dopo la Pasqua e la discesa dello Spirito? Ahimè! Quante "pasque"… inutili! Cos'è che manca perché mi alzi quella mattina e senta la gioia di esserci con la voglia di cantarlo quell'"alleluja" che in genere biascico senza calore? Se "fare-Pasqua" vuol dire "fare-un-passaggio" chi, che cosa, come, quando potrebbe capitare? Ci sarà un giorno la "mia" Pasqua, il mio passaggio? Riuscirò a passare dalla morte alla vita? Dalla mediocrità alla grinta? Dal letargo al risveglio? Dalla tristezza alla gioia? Da gregario a protagonista? Da anonimo a conquistatore? Insomma riuscirò a dire "sono risorto" e sentirmelo anche dire: "perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato"? (Lc 15,24). Mi piacerebbe far felice Dio: "ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove…"? (Lc 17,7). A volte mi guardo intorno e vedo tristezza e noia. La vedi anche tu? Mentre con la bocca diciamo alleluja, con il cuore ci sentiamo appesantiti e fuori da quella leggerezza e freschezza di chi "esce dal sepolcro". Che fede facciamo vedere? Una fede non è tale se non è "visibile" e attraente anche nei piccoli segni quotidiani.

Fermi al venerdì santo

Che fatica a mollare il venerdì santo. Come ci piace accarezzare e baciare il Cristo morto e consolare l'addolorata. Ci sentiamo a casa nostra. Quanto lontani dalla gioia della risurrezione.
Pensiamo agli apostoli. "Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono". (Mt 28,17).
"Li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto". (Mc 16,14) "Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele…". (Lc 24,21) "Gli dissero: "Abbiamo visto il Signore!". Ma egli (Tommaso) disse loro: "Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi…" (Gv 20,25.29)
Non è una fede "credibile".

Andate in tutto il mondo

"Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo. E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, imporranno le mani ai malati e questi guariranno". (Mc 16,15-18) Una fede "feconda": "Molti però di quelli che avevano ascoltato il discorso credettero e il numero degli uomini raggiunse circa i cinquemila" (Atti 4,4).
Una fede che affascina non una fede che indottrina, ammaestra… Una fede che trascina. Smettiamola di infilare messe su messe senza smuoverci dalle nostre tristezze. Fermiamoci e chiediamoci che cos'è che non ci fa fare Pasqua? Perché non vogliamo fare la gioia di Dio smettendola di considerarci tra i 99 cristiani anagrafici, rassegnati e tristi, per diventare quell' "uno convertito" pieno di gioia che diventa testimone visibile, credibile e fecondo e "chiama gli amici e i vicini dicendo: Rallegratevi con me". Quel giorno sarà Pasqua, finalmente! Coraggio!

Giuliano Palizzi sdb / palizzi.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2015 - 4  

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