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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE | ARCHIVIO 2015:
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Comandamenti: istruzioni per l'uso
Dio non è un vigile pronto a "multare" ogni debolezza ma un padre che ama i propri figli e si prende cura di loro.

Anche se molti cristiani continuano a immaginarlo come un agente in divisa - fischietto tra le labbra, paletta stradale in una mano e blocchetto dei verbali nell'altra - pronto a punire a suon di multe chi non rispetta i Comandamenti, Dio non è un vigile. È un'immagine falsa, che tende a farsi strada nella mente e nel cuore nei primi anni dell'infanzia e a insinuarsi nell'anima lungo tutto il corso dell'esistenza. Ma, con un pizzico di riflessione e di buona volontà, può essere sostituita con una più autentica e aderente alla realtà.

La ricerca di un bene che non c'è

Dio non ha creato l'uomo per farne un automa obbediente ai suoi precetti o un burattino da manovrare dall'alto e minacciare a suon di castighi e fiamme eterne quando sbaglia. Nel suo essere Amore, Dio ha immaginato l'uomo libero di realizzare se stesso e le sue aspirazioni più profonde nella misura in cui s'ingegna ad amare. Un progetto troppo limpido e semplice perché Satana, il principe dell'inganno e della menzogna, si lasciasse sfuggire l'occasione di confondere.
"Possibile che non hai ancora capito come gira? - sussurra da millenni al cuore dell'uomo -. Guardati intorno e prenditi cura di te e del tuo benessere. Arraffa tutto ciò che puoi! I tempi sono difficili e solo gli ingenui possono permettersi il lusso di credere nell'amore e nella condivisione. Qui tutto ha un prezzo e chi vive d'ideali è sempre tra i primi a finire in rovina".
Quanto più il cuore dell'uomo presta fede alle suggestioni di Satana tanto più s'indurisce e diventa impermeabile alle realtà spirituali. E, come il bambino che sogna di "tagliare i ponti" con i genitori per fare ciò che vuole e sentirsi finalmente indipendente, si allontana progressivamente da Dio e dai suoi Comandamenti per essere libero di realizzare ciò che gli detta la paura di soccombere in un mondo di lupi. Convinto che Dio e i Comandamenti siano un laccio che impedisce di spiccare il volo verso una vita "a cinque stelle", abbraccia un'esistenza improntata all'amore di sé che - non di rado - si traduce in mancanza di fede, d'amore, di prudenza, di giustizia, di verità, di accoglienza, di tolleranza e di perdono. Di tutti gli "ingredienti" - insomma - che contribuiscono a rendere umano l'uomo.

Il coraggio di dare scacco alla paura

Alla luce di tali riflessioni è forse allora più semplice comprendere che i Comandamenti non sono un rigido giogo sotto cui piegare il capo ma uno dei doni più grandi di Dio all'umanità. Avendola creata e conoscendone nell'intimo la natura, è come dicesse: "Cari figli, vi ho voluti liberi perché vi amo e vi rispetto profondamente. So che vi trovate ogni giorno a fare i conti con realtà complesse e piene di contraddizioni e proprio per questo desidero informarvi che nella misura in cui percorrerete le strade che vi suggerisco crescerete nell'amore e vivrete come fratelli e nella misura in cui ve ne allontanerete crescerete nell'insoddisfazione e nell'odio reciproco. Qualunque strada sceglierete, non dimenticate che vi sono accanto e non smetto di amarvi".
E può allora accadere che, dando scacco alla paura per percorrere con coraggio la via indicata dai Comandamenti, un sacerdote nato in un minuscolo paesino dell'Astigiano si trasferisca a Torino e decida di non chiudersi in sacrestia ma di uscire per le strade per farsi carico delle angosce e delle sofferenze di tanti giovani "sbandati", alla disperata ricerca di un po' di pane e di futuro. Che s'impegni allo spasimo per farseli amici e per offrire loro un tetto e un'occasione di studio o di lavoro e riesca nell'intento di trasformarli in buoni cristiani e in onesti cittadini. Può accadere… E con don Bosco è accaduto. E, poco meno di duecento anni dopo, i semi d'amore che ha sparso lungo il cammino continuano a portare frutto in tutto il mondo.

Ezio Risatti sdb - redazione.rivista@ausiliatrice.net


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