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ARCHIVIO RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2014:
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VITA SPIRITUALE : LA MORTE E' SOLO UN BRIVIDO DI PAURA

E se i timori legati alla fine della vita fossero in gran parte il frutto di un'astuta menzogna?


Novembre, di tutti i mesi, è per molti il più grigio e malinconico dell'anno. Sarà per il ritorno all'ora solare, che fa sembrare le giornate più brevi; o per la nebbia e il freddo che si fanno più insistenti; o - ancora - per il fatto che, in occasione del 2 novembre, i cimiteri si riempiono di persone che vanno a far visita ai propri cari defunti e a ricordare che l'uomo è nato dalla terra ed è destinato a tornare alla terra…

Una realtà che riguarda ogni uomo

Solo la morte, tra i miliardi di argomenti a proposito dei quali è possibile riflettere e conversare, ha una caratteristica peculiare, che la rende unica: riguarda e coinvolge tutti, dal momento che la sola cosa certa, per chiunque sia nato, è la certezza di dover morire.
Pur non essendo mai stata classificata tra gli argomenti più allegri, mano a mano che l'uomo si è allontanato dalla natura e dalla civiltà contadina per avvicinarsi all'organizzazione più fredda e asettica della città, la morte ha assunto le sembianze di un mostro che incute paura. Non la paura "sana" di chi - per esempio - non guida in modo spericolato e non infrange il codice della strada per non rischiare di procurare danni a se stesso e agli altri o chi si dice no al fumo e all'eccesso di alcolici per preservare la salute del proprio corpo, ma la paura "malata" che paralizza l'esistenza e impedisce alla vita di svilupparsi e di fiorire.
Una paura che stride non poco con quanto Paolo di Tarso scrive nella lettera indirizzata alla comunità cristiana di Filippi: "Per me il vivere è Cristo e il morire un guadagno... Sono messo alle strette, infatti, tra queste due cose: da una parte il desiderio di essere sciolto dal corpo per essere con Cristo, il che sarebbe assai meglio; d'altra parte, è più necessario per voi che io rimanga nella carne" (Fil 1,21-24).
Di fronte alla limpidezza delle parole di San Paolo non può non farsi largo, almeno per un attimo, il sospetto che la paura della morte possa essere il frutto di una grande menzogna e che, se osservata attraverso la luce della fede, la morte possa rivelarsi addirittura una realtà desiderabile e desiderata. Naturalmente ci riferiamo alla morte in sé, non alle sofferenze fisiche che talora l'accompagnano e che non sono né belle né piacevoli.

Smascherare la menzogna più grande

Dietro ogni menzogna - si sa - si nasconde sempre almeno un mentitore. E non è necessario possedere l'acume del tenente Colombo o aver seguito tutte le puntate del "La signora in giallo" per sospettare chi si celi dietro la sempre più diffusa paura della morte: il "principe" dell'inganno. Colui che, all'inizio dei tempi, illuse Adamo ed Eva di poter decidere che cosa fosse il bene e che cosa fosse il male è catapultò l'umanità nel regno della sofferenza e della morte.
Il movente è chiaro: poiché la morte rappresenta il momento del ritorno dell'uomo alla Casa del Padre, la nascita alla vita vera e l'inizio del bello e del buono per l'eternità, far credere che significhi la fine di tutto, l'inizio della catastrofe e l'origine di ogni male è, per lui, la cosa più ovvia. Illudere l'uomo che con la morte tutto vada perduto è la sua ultima beffa all'intera umanità.
Il rimedio per dare scacco a questa squallida macchinazione è uno solo: affidarsi senza riserve al Padre e confidare in quanto Gesù ci ha rivelato di Lui e del destino che ci attende. Un destino che San Paolo, nella prima lettera indirizzata ai cristiani della comunità di Corinto, riassume così: "Si è sepolti mortali, si risorge immortali. Si è sepolti miseri, si risorge gloriosi. Si è sepolti deboli, si risorge pieni di forza. Si seppellisce un corpo materiale, ma risusciterà un corpo animato dallo Spirito" (1Cor 15, 42-44). Perché lui era consapevole che la cosa peggiore che possa capitare all'uomo nel momento della morte è incontrare Dio, che lo ha creato e - al di là di tutto e tutti - lo ama di un amore senza confini.

Ezio Risatti SDB


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2014 - 6  

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