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ARCHIVIO RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2014:
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VITA SPIRITUALE : NATALE: Dio, il grande Comunicatore

I cristiani che vanno a messa sentono dopo le letture della Bibbia un sigillo preciso su ciò che è stato letto: "Parola di Dio" o "Parola del Signore". E la risposta è: "Rendiamo grazie a Dio". Come dire: ti ringraziamo o Dio perché ci parli anche oggi, perché comunichi con noi e ti comunichi a noi.
Noi crediamo quindi che il nostro Dio è sì un Dio invisibile, intoccabile, puro spirito ma è anche vicinissimo a noi, è con noi sempre, parla all'uomo, comunica con lui, cerca la sua amicizia.

Per chi vive in città è specialmente durante le vacanze che si accorge dei tanti messaggi che ci arrivano ogni giorno attraverso il creato, il cielo stellato, il sole, il mare, i monti. Tutto è comunicazione sua per noi. Un dono di amore di Padre ai suoi figli.

Possiamo quindi definire il nostro Dio come il grande Comunicatore. E questo oggi si può capire con maggiore facilità, perché viviamo in un'epoca della comunicazione sociale a tutti i livelli, in una società completamente cablata, dove tutto viaggia in tempo reale, un mondo fatto di strade e superstrade digitali perennemente congestionate.

Diciamo anche che molte di queste comunicazioni sono semplici informazioni che arricchiscono la mente ma non ci toccano o ci cambiano il cuore. Dio fa infinitamente di più. Comunica con noi perché vuole trasformarci con il suo amore.
Ricordiamo l'incipit della Lettera agli Ebrei: "Nei tempi passati Dio parlò molte volte e in molti modi ai nostri padri per mezzo dei profeti. Ora invece in questi tempi che sono gli ultimi ha parlato a noi per mezzo del Figlio".

Il Natale lo possiamo definire la festa della comunicazione definitiva di Dio all'uomo.
Non un libro anche costoso, ma una vita umana vissuta da Dio (incarnazione), non un SMS indirizzato a ciascuno su questo mondo con la semplice comunicazione: "Ciao. Ti voglio bene" e poi via, nell'alto dei cieli distinto e distante dalla nostra terra. No, Dio ha voluto comunicare con noi in persona, attraverso il Figlio suo unigenito, donato a noi come un Bambino, come un Figlio (Isaia 9,6).

Il Natale è Cristo, la comunicazione ultima e definitiva di Dio all'uomo: esso ci ricorda il suo amore ed il suo interesse per noi, povere creature, bisognose di tutto, ma specialmente della sua tenerezza, della sua pazienza, della sua misericordia, del suo amore.

1 "È nato per noi un bambino, un figlio ci è stato donato" (Is 9,6).
2 "Ad una teoria si può rispondere con un'altra teoria. Ma chi mai potrà confutare una vita?". (Evagrio Pontico)

Mario SCUDU - archivio.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2014 - 6  

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