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ARCHIVIO RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2014
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VITA SPIRITUALE : GIOBBE E LA SANTA PAZIENZA


La sofferenza è un castigo? È giusto il dolore degli innocenti?

Questa volta a fare domande difficili non sono i bambini, ma i cresimandi adulti, "tornati" agli incontri di catechesi, spesso in piena crisi di fede.
La domanda: Perché i bambini devono soffrire per le malattie, la fame, la violenza, lo sfruttamento, le guerre? Noi adulti dobbiamo scontare le conseguenze del peccato, ma gli innocenti?
Filosofi e teologi, in duemila anni di cristianesimo, hanno cercato risposte. Una delle più antiche è nel libro di Giobbe, il giusto messo alla prova che "si rassegna" alla volontà di Dio. Gesù ha dato la sua risposta, con l'insegnamento e con l'accettazione silenziosa della Passione. Antico e Nuovo Testamento portano alla stessa conclusione: di fronte alla sofferenza di Cristo, unico giusto, liberamente accettata, non dobbiamo ribellarci e porci troppe domande, ma vivere le esperienze di dolore come passi verso il Cielo. Papa Francesco invita alla pazienza cristiana, all'accettazione gioiosa delle tribolazioni della vita.
Nulla ci potrà separare dall'amore di Cristo, insegna, con riferimento a san Paolo, e vivendo in Cristo ogni esperienza di dolore si acquisisce la capacità di portare in silenzio, senza lamentarsi, con la pace nel cuore, la propria croce. Il nostro pianto sia dunque di pentimento e di compassione, dilatandosi dalla nostra sofferenza a tutte le miserie umane, e sia fatto pregando, in ginocchio.
Questa capacità di compassione ci farà crescere come persone e come Chiesa, nella ricerca della santità quotidiana; esperienza vissuta e magistralmente espressa da Giuseppe Ungaretti:

Cristo, pensoso palpito
Astro incarnato nell'umane tenebre,
Fratello che t'immoli
Perennemente per riedificare
Umanamente l'uomo,
Santo, Santo che soffri
Maestro e fratello e Dio che ci sai deboli,
Santo, Santo che soffri
Per liberare dalla morte i morti
E sorreggere noi, infelici vivi.
D'un pianto solo mio non piango più.
Ecco, ti chiamo, Santo
Santo, Santo che soffri.

(G. Ungaretti, Mio fiume, anche tu,
in Vita di un uomo, Milano, Mondadori, 1968)

Anna Maria Musso Freni - redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2014 - 5 

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