| HOME PAGE | ARCHIVIO FORMAZIONE CRISTIANA  | ARCHIVIO FORMAZIONE MARIANA | INFO VALDOCCO |


ARCHIVIO RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2014
                   Spiritualità - Vita Spirituale - Pregare - Virtu' - Conversione - Giovani e fede - Feste..

VITA SPIRITUALE : COMUNICARE CON IL SILENZIO


Nella società della comunicazione niente è più eloquente del silenzio. Non è un ossimoro, è semplice constatazione. Il silenzio è l'involucro che dovrebbe contenere tutte le notizie che diamo e riceviamo. La parola è fragile. Quando passa di bocca in bocca è come un prezioso e delicato vaso di porcellana, che va sistemato nella bambagia e deposto in una scatola ben sigillata per evitare che si rompa. Il silenzio è l'ovatta che deve avvolgere le parole perché non si frantumino e perdano significato.
A Serra San Bruno un certosino mi ha detto: "Sono passato dalle parole alla Parola, dalla molteplicità a un'unificazione dell'esprimersi" (in I solitari di Dio, Rubbettino-ERI, Soveria Mannelli 2005, p. 8). Prima di entrare in clausura era un penalista, mentre in certosa gli era stato affidato il ruolo di bibliotecario. Con i libri aveva avuto a che fare prima e dopo la sua scelta religiosa, ma l'approccio era completamente cambiato. Per l'avvocato i volumi da consultare contenevano norme rituali, per il monaco granelli di vita.
La Parola è giunta a noi nel silenzio della notte, in una grotta riparo per gli animali, su una mangiatoia, con una coppia di giovani sposi, timidi e sbandati. Mi torna in mente la lunga orazione notturna dei certosini. Non si può comprendere la certosa se non si seguono i passi dei monaci nel buio della mezzanotte, il loro silente incedere verso un centro che attira come una calamita il metallo, il convergere tutti intorno all'altare. Non c'è momento più intimo e più alto di quando tutto rimane oscuro: è come ritrovarsi nel grembo materno di Dio e assaporare la dolcezza dell'abbandono all'Eterno. Le lucine che si accendono, il salmodiare, il genuflettersi è la nenia dell'Altissimo che si riverbera nei gesti e risuona nelle voci dei monaci che vogliono farsi bambini della loro Betlemme ed esser cullati tra le braccia del Padre invisibile, per accogliere, nel vuoto del mattutino, la sua "comunicazione".

Solo l'egoista esclude il silenzio

Abbandoniamo l'idea dei monaci dimentichi del mondo e ripiegati su stessi. Solo l'egoista non ha bisogno del silenzio. Più il silenzio si espande, più la comunicazione col mondo diventa ampia e integrale, fino a esser capace di includere tutto e tutti. La certosa è una grande antenna parabolica in grado di captare, attraverso le onde della preghiera e della meditazione, ogni respiro del pianeta. Ed è, insieme, un potente ripetitore che trasmette i suoi invisibili segnali oranti ai quattro angoli del pianeta.
Devo di nuovo rifarmi alla mia personale esperienza nella certosa di Serra San Bruno. Da giornalista mi incuriosiva sapere come i monaci avessero appreso la notizia più tragica d'inizio millennio: l'attacco terroristico dell'11 settembre 2001. Il priore mi spiegò che un collaboratore laico venne a riferire la notizia a sera e lui mise a parte gli altri monaci al momento della preghiera comune. Così quella notte i certosini pregarono per le tremila vittime perite nella tragedia americana, ma anche per i dirottatori che provocarono le stragi, fratelli bisognosi più d'ogni altro di redenzione.
Quando a un monaco chiesi se provava un qualche rimorso per aver scelto il silenzio della certosa dopo essere stato a lungo volontario in un'associazione per l'aiuto ai disabili, egli rispose: "Prima potevo aiutare una, due, dieci persone; qui invece l'aiuto è cosmico e sento di aiutare tutti con la mia preghiera".

L'accidia del fare

Nella certosa i tempi si dilatano; forse è il luogo in cui si sperimenta meglio la legge della relatività di Einstein, che usava ripetere una frase scritta sul caminetto dell'Università di Princeton: "Sottile è il Signore, ma non malizioso". Oggi c'è un'akedía che si esprime alla rovescia. Questo vizio capitale un tempo metteva alla prova soprattutto chi viveva in solitudine, mentre adesso è divenuto il male tipico della società del fare e dell'era della comunicazione. Domina la figura del "fannullone iperattivo", secondo la definizione del filosofo francese Pascal Bruckner, incapace di restare presso se stesso in solitudine, di accogliere e leggere ciò che nasce nel suo profondo. Il certosino può, allora, insegnare molto al mondo moderno malato di accidia, che non sa essere "qui e ora" ma sogna sempre di essere altrove. Niente si radica, niente permane, tutto è a breve termine e col respiro corto.
Chi è preda della nuova accidia sogna sempre di fare qualcos'altro rispetto al presente, ma in realtà tenta solo di distrarsi e non riesce a perseverare e ad assumersi responsabilità. Tommaso Campanella, la cui Stilo è quasi a un tiro di schioppo da Serra San Bruno, ha scritto: "L'ostacolo più serio che si frappone sul cammino della verità è quello per cui si crede di aver trovato quello che si cerca in quello che ci piace" (Sintagma, Gabriel Naudé, Parigi 1642; ultima edizione Fabrizio Serra Editore, Pisa-Roma 2007).

Immagini e rumori

Ho assistito a una lezione di canto gregoriano tenuta ai certosini dal maestro Laurent Jouvet. Il gregoriano in certosa è semplificato rispetto a quello romano, in modo che tutti - anche i meno dotati musicalmente - possano adoperarlo. Con una buona tecnica, avendo cura della respirazione e dell'armonia nell'alternanza tra i cori, il canto diviene uno strumento di meditazione e un modo per entrare in sintonia con Dio.
Oggi si ascolta molta musica, eppure la dimensione estetica del suono è sottovalutata. Il suono si riduce spesso a rumore, invasivo o indistinto, che fa male poiché non si riesce più a controllare. Lo stesso è per la solitudine, che molti - a ragione - considerano una piaga della nostra società. Lo è perché subita, mentre dovrebbe rappresentare uno spazio vitale: distanziandoci per un periodo dagli altri, ci è restituita la misura della prossimità fraterna.

Enzo Romeo - redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2014 - 5 

| HOME PAGE | ARCHIVIO FORMAZIONE CRISTIANA  | ARCHIVIO FORMAZIONE MARIANA | INFO VALDOCCO |


Visita Nr.