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ARCHIVIO RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2014 :
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VITA SPIRITUALE : RAVENNA E I SUOI MOSAICI: LA BELLEZZA è DI TUTTI


Ravenna, città arricchente

A parte un corso di arte cristiana, non sono un esperto. Ma cerco di aprire i sensi e sviluppare quello della bellezza. Prima di questo viaggio, mi piace lasciare un saluto all'Ausiliatrice e a quel bellissimo quadro di don Bosco tra alcuni ragazzi, su scialuppe, nel mare in burrasca, posto all'inizio della nostra Basilica a Torino
Sceso dal treno a Ravenna, mi reco subito in San Vitale. È la stupenda chiesa costruita a partire dal 520. Voluta dal vescovo di Ravenna, Ecclesius, la chiesa si ispira a quella costantinopolitana dei Santi Sergio e Bacco, presentandosi con un particolare "effetto labirinto" di Santo Stefano Rotondo. La Chiesa di San Vitale è un ottagono, una forma che per i Padri della Chiesa aveva il richiamo nell'eternità.

Il giorno nuovo

È il riferimento all'"octava dies" ossia l'ottavo giorno che va oltre quello che è il tempo dell'uomo di sette giorni. È il cosiddetto "giorno nuovo" , il giorno senza tramonto di Cristo Risorto. Ma l'ottagono, passando dal corridoio al centro diviene un bellissimo centro di luce. Un effetto da Luce nella luce. Una breve parentesi solo per ricordare con l'aiuto del testo "L'arte sacra in Italia", di Timothy Verdon, due punti fondamentali. Con la rottura politica tra Costantino il Grande e il Senato romano nel 326 e la fondazione di una nuova capitale nel 330, Costantinopoli, il fulcro del potere militare ed economico si era spostato verso est e che le grandi Chiese romane del fine IV secolo e V secolo vennero realizzate dai papi e da singole comunità e non più dagli imperatori. "Il mecenatismo imperiale in Italia si concentrò invece sulla piccola città portuale della costa adriatica, di fronte alla Dalmazia", testa di ponte per le operazioni militari degli imperatori d'Oriente. A San Vitale i mosaici insistono su aspetti liturgici e contesto ermeneutico. Bellissimi quelli con l'imperatore Giustiniano e l'imperatrice Teodora con le loro scorte, il vescovo Massimiano che nel 547 ultimò San Vitale e Giuliano Argentario che ne aveva sovvenzionato il progetto. Il luogo più importante di San Vitale è l'immagine nel catino dell'abside. Cristo risorto è vestito della porpora imperiale, seduto sui cieli, una sfera celeste, che reca una corona gemmata al martire Vitale alla sua destra.

Passato, presente e futuro

Non manca inoltre il rotolo dei sette sigilli, un elemento che induce a comprendere come di lì a poco si giudicherà la storia umana. E poi ancora Abele, Abramo, Melchisedek, il passato, e Giustiniano e Teodora, il presente. Abele che offre un agnello diviene figura della Chiesa che offre l'Agnello Cristo e Melchisedek che offre pane e vino: personaggi ed eventi che riferiscono all'Eucarestia. Da notare inoltre tra Abele e Melchisedek "la mano". Un'immagine che riporta alla presenza di Cristo, nell'Eucarestia, Ostia innalzata all'altare di San Vitale, presenza di Cristo in mezzo alla Chiesa. Una presenza continua, pegno di futura gloria.

In Sant'Apollinare Nuovo una piacevole sorpresa

I mosaici di Sant'Apollinare Nuovo sono straordinari. La storia della Moltiplicazione dei pani e dei pesci. Il senso ultimo dell'alimentazione che Gesù diede a quanti lo avevano seguito nel deserto. Possiamo notare una duplice processione nel momento dell'offerta. Santi alla destra di chi entra e sante alla sinistra che porgono le corone a Cristo e Maria.È una processione in Cielo che richiama la processione durante la Santa Messa, nell'offertorio. Si comprende con attenzione quindi il significato liturgico e dei segni liturgici. Hanno conquistato la mia attenzione la rappresentazione dei Magi e la raffigurazione della Madonna con il Bambino. Un bambino dalle sembianze adulte. Infine, dopo aver ammirato ad oltranza tutta codesta bellezza, faccio un giro nelle cappelle laterali. Con grande entusiasmo, trovo Maria Ausiliatrice e don Bosco. Il senso di casa è stato ancora più forte.

Romano Borrelli, Blogger


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2014 - 5 

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