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ARCHIVIO RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2014 :
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VITA SPIRITUALE : QUEL LADRO SPECIALE

Era giusto che il buon ladrone andasse in Paradiso? Il perfetto atto di fede di un condannato a morte


Il buon ladrone del racconto evangelico ha creduto fortemente nella divinità di Cristo. E la fede lo ha salvato.
"La prossima volta voglio fare San Giovanni!", dichiara Stefano, ancora vestito da soldato romano, al termine della Via Crucis che conclude gli incontri della settimana santa.
"Vedremo! Una parte così deve essere meritata con l'impegno di tutto l'anno"-

"Sì, va bene, però… tu dici sempre che per andare in Paradiso dobbiamo essere molto buoni per tutta la vita, osservare la legge di Dio, volerci bene, perdonare, aiutare gli altri. Come ha fatto quel ladro là , che doveva essere stato molto cattivo, a guadagnare il Paradiso soltanto dicendo a Gesù di ricordarsi di lui? Sarà poi vero questo racconto? Non ci credo mica tanto!".
Il racconto è sicuramente vero e Gesù non aveva intenzione di ingannare con una falsa promessa né il buon ladrone né quelli che, nei secoli, avrebbero ascoltato la Sua Parola. Il Paradiso, è vero, deve essere la conquista di tutta la vita, ottenuta faticosamente giorno dopo giorno.
Ma Gesù, nella sua infinita misericordia, ha promesso la stessa ricompensa agli operai della prima e a quelli dell'ultima ora. Un pentimento sincero dei propri peccati , finché si è in vita, può ottenerci il perdono completo.
"Ma quel ladro non aveva chiesto il perdono, e forse non era nemmeno pentito" obietta Gian Luca.
"Non lo aveva chiesto in questi termini, ma le sue parole lasciano capire il pentimento. Il buon ladrone rimprovera il compagno che insulta Gesù, prova dispiacere per la sua condanna, mentre ritiene giusta la propria. Ma ciò che lo ha salvato è stato soprattutto il suo perfetto atto di fede.
Un atto di fede di cui nemmeno gli apostoli erano stati capaci: tutti erano fuggiti, spaventati, abbandonando il Maestro. E quel condannato a morte doveva avere tutta la fede dell'universo per riconoscere Dio in un uomo apparentemente debole e incapace di difendersi, che si era lasciato insultare, flagellare, incoronare di spine, inchiodare alla croce senza protestare, come l'ultimo dei delinquenti, pregando per i suoi crocifissori.
Una fede così limpida di cui forse noi non saremmo capaci". "Allora, la prossima volta voglio fare il buon ladrone", conclude Stefano.

Anna Maria Musso Freni - redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2014 - 4  
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