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ARCHIVIO RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2014 :
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VITA SPIRITUALE :
IN SILENZIO NEL CUORE DELLA CITTA'

All'interno delle ex carceri Nuove, a metà strada tra le stazioni ferroviarie di Porta Susa e di Porta Nuova, sorge un eremo dedicato all'accoglienza e alla spiritualità.

Quando ne abbiamo parlato per la prima volta - due anni fa, nel numero 2 della rivista - l'Eremo del Silenzio era poco più di una scommessa. Il sogno di trasformare alcuni locali delle ex carceri Nuove di Torino in un'oasi di pace aperta a tutti stava muovendo i primi timidi passi. Poco a poco, come seme ben coltivato, il sogno ha preso forma e ha cominciato a produrre frutti grazie alla determinata passione di Juri Nervo e dei suoi amici.
Trentasette anni, sposato, cooperatore salesiano, educatore al carcere minorile Ferrante Aporti e iscritto alla Facoltà di Teologia, lo abbiamo incontrato per saperne di più.

-Uno spazio per confrontarsi con il Vangelo

L'Eremo del Silenzio due anni dopo. Che cosa è cambiato?

"Più che di cambiamento parlerei di evoluzione che coinvolge sia la struttura dell'Eremo sia la qualità delle sue proposte. Intanto, grazie all'impegno e alla buona volontà di amici e volontari che hanno messo a disposizione tempo, energie ed entusiasmo abbiamo reso quasi del tutto agibili i locali che ci sono stati assegnati: quattro celle, una cappella, una piccola biblioteca adibita a sala di studio, un orto, un ampio giardino e uno spazio comune".

E li avete trasformati in un'oasi di meditazione e spiritualità…

"Sì, a cominciare dalla lettura comunitaria del Vangelo. Ogni giovedì sera, guidati dal padre francescano Zeno Carcerieri, abbiamo approfondito il Vangelo di Matteo. Non uno studio accademico ma un "incontro" interiore basato sull'accoglienza e sul confronto. Abbiamo guardato al Vangelo come a una realtà viva, capace di parlare alla mente e al cuore di ciascuno: una ricchezza che, nella misura in cui viene condivisa, può diventare dono e profezia per il singolo e per il gruppo. Forti di questa convinzione, dallo scorso settembre abbiamo iniziato a meditare il Vangelo di Luca".

Un "incontro" che vi ha spinto ad aprirvi al servizio verso i più bisognosi…

"Dopo mesi trascorsi in compagnia del Vangelo di Matteo, l'anno scorso, durante la Settimana santa, abbiamo sentito il desiderio di affiancare alla riflessione sulla Parola di Dio la vicinanza ai poveri. Spronati dalle esortazioni di papa Francesco a edificare una Chiesa aperta al mondo e alle sue necessità, ci è venuto spontaneo farci prossimo delle persone senza fissa dimora che vivono sotto i portici o nei paraggi delle stazioni. Siamo scesi in strada per incontrarli e abbiamo offerto loro cibo, abiti e coperte senza proporci come "distributori automatici" ma cercando di creare le condizioni per instaurare rapporti di condivisione e di amicizia destinati a durare nel tempo".

Tra studio, perdono e spiritualità - Il tuo essere cooperatore salesiano ha caratterizzato, fin dalle origini, l'Eremo del Silenzio come una realtà aperta ai giovani e alle loro esigenze…

"Senza dubbio! La scorsa primavera, su proposta del responsabile della Pastorale universitaria della Diocesi di Torino, con il Sermig e la Facoltà di Teologia abbiamo dato il via all'Oasi del Silenzio, un progetto pilota per offrire agli studenti universitari aule per studiare, cappelle per pregare e spazi per riflettere e impostare eventualmente un dialogo o un cammino spirituale con sacerdoti e consacrati".

Quali novità avete in serbo per il nuovo anno?

"Ci piacerebbe far approdare in Piemonte l'Università del Perdono, elaborata dal missionario della Consolata padre Giancarlo Testa. Dopo aver trascorso cinque anni durissimi nelle carceri colombiane, padre Testa ha sperimentato sulla propria pelle un metodo per far rimarginare le ingiustizie e le umiliazioni che gli sono state inflitte e mettere in atto il comandamento più difficile: perdonare i propri carnefici per non perdere la fiducia nell'umanità e ricostruire la pace. Un percorso personale che merita di essere conosciuto e che potrà aiutare tante persone a non cadere nelle trappole dell'odio e della vendetta. È un'opportunità di forte valore simbolico per l'Eremo che, in oltre un secolo di storia, ha visto passare tra le proprie mura disertori di guerra, operai arrestati nel "biennio rosso", oppositori al regime fascista, partigiani, deportati, ebrei e altre vittime delle leggi razziali, mafiosi e terroristi…".

Il vostro intervento all'ultima edizione di Torino Spiritualità è stato da più parti apprezzato…

"È stata un'occasione privilegiata per riflettere sul silenzio e sul perdono: temi importanti che siamo disponibili a condividere e ad approfondire con chiunque desideri varcare le porte dell'Eremo (in via Borsellino 3, a Torino, ndr) o contattarci attraverso il sito Internet www.eremodelsilenzio.it o la pagina Facebook "Eremo del Silenzio"".

Carlo Tagliani - redazione.rivista@ausiliatrice.net


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