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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE | ARCHIVIO 2015:
AMICI e CAMPIONI DI DIO:
Chiara, povera per Cristo
/ (1194-1253), Patrona della Televisione
Chiara, dal carattere forte, deciso e indipendente, compaesana e amica di Francesco d'Assisi. Resistette al papa Gregorio IX fino ad ottenere "il privilegio della povertà". E' patrona della Televisione perché una notte ….
Assisi, domenica della Palme 1212. La notizia è sulla bocca di tutti, i commenti pro e contro si moltiplicano, i sarcasmi e i dubbi crescono: Chiara Scifi (sì, quella ragazza bella, nobile, ricca e… sognata da molti) è scappata di casa. Qualcuno dava la colpa al 'cattivo' esempio di alcuni anni prima, di Francesco, il figlio di Pietro Bernardone. Il motivo, che alcuni capivano e approvavano ma che molti altri criticavano e … condannavano, era per avere rifiutato un matrimonio (coi fiocchi!) combinato da famiglia e parenti: lei si era già decisa, promessa e consacrata a Cristo. Si era rifugiata alla Porziuncola, presso Francesco e la piccola comunità di discepoli. Divenne religiosa, fondatrice di un ordine di suore, le Clarisse, e dopo una lunga malattia morì nel 1253. E fu veramente santa e subito. Infatti papa Alessandro IV, la canonizzò solo due anni dopo.

Chiara: ragazza decisa e con le idee.. chiare

Nata nel 1194 ad Assisi, quindi compaesana di Francesco, è stata certo influenzata da lui, ma non certo plagiata. Anche lei aveva una forte personalità e la manifestò nella decisione di consacrarsi a Cristo nonostante tutto. Questa non fu per niente improvvisa, frutto di una incosciente fretta adolescenziale o di una precoce esaltazione spirituale. No, Chiara sapeva bene quello che voleva con tutta se stessa. Fino a fuggire di casa.
Francesco l'accolse nella sua cerchia, le tagliò i capelli e la rivestì di un rude saio, segno della rottura con l passato. E poi la portò in un monastero benedettino. Qui Chiara resistette anche agli assalti dei parenti che erano andati a riprenderla, con la forza.
Dopo qualche tempo trovò rifugio presso la Chiesa di San Damiano, ad Assisi, dove la raggiunsero alcune sue amiche, affascinate dal suo esempio, dal suo coraggio e dai suoi ideali (per questo furono chiamata dal popolo le Damianite). Qui la comunità si sentiva al sicuro, e poteva cominciare la vita di una vera comunità religiosa. In seguito fu raggiunta anche dalle sorelle Agnese e Beatrice e… dalla stessa madre. Tutte affascinate dalla predicazione e dall'esempio di Francesco, dei suoi frati, e dalla decisione coraggiosa di Chiara. Queste donne non "fuggivano dal mondo", non si imboscavano lontano dalle difficoltà quotidiane della gente. Volevano vivere ritirate sì, ma sostenute dal proprio lavoro, immerse nella preghiera per sé e per gli altri, ponendosi al servizio della chiesa, preoccupandosi davanti a Dio della salvezza di tutti.

Tutto per Cristo, come Cristo

A San Damiano è presente sì lo spirito di Francesco, ma è Chiara che dà l'impronta alla comunità. Sarà lei stessa con coraggio a "resistere" alle pressioni del papa Gregorio IX, che insisteva nel persuaderla a possedere qualche proprietà proponendo una dispensa dal voto di povertà. Lei stessa gli dirà: "Santo Padre, a nessun patto e mai, in eterno, desidero essere dispensata dalla sequela di Cristo". Il papa in seguito le concederà il "privilegio della povertà". "La difesa dell'ideale pauperistico ed il mantenimento a pieno titolo dell'Ordine Damianita nell'alveo del movimento francescano, stelle polari dell'esistenza di Chiara, furono dunque motivo di tenaci e prolungati confronti con la Sede Apostolica... Nel contesto della tradizione monastica, la scelta di povertà era per Chiara l'unico modo per preservare una sua specifica identità" (S. Brufani).
Grande fu la devozione di Chiara all'Eucaristia. E' rimasto famoso l'episodio, narrato da un testimone, dell'allontanamento dei Saraceni dal monastero. Quando arrivarono gli invasori chiamarono Chiara. Ella andò alla porta del refettorio e fece portare la cassetta contenente l'Eucaristia, si prostrò davanti e piangendo implorò: "Signore, guarda tu queste tue serve, perché io non le posso guardare". Si udì una voce di grande soavità che disse: "Io ti difenderò sempre". Poi Chiara implorò la stessa grazia per la città. La voce rispose: "La città patirà molti pericoli, ma sarà difesa". Ed i Saraceni se ne andarono.
Chiara morì l'11 agosto 1253 dopo anni di malattia e due giorni dopo l'approvazione della Regola.
Un'ultima annotazione. Pochi sanno che nel 1958 Pio XII la proclamò "Patrona della Televisione". Perché? Era la notte di Natale, essendo Chiara a letto perché malata, non poteva essere presente alla liturgia. Tuttavia ella seguì miracolosamente la celebrazione che avveniva a grande distanza come fosse presente. Il giorno dopo infatti la raccontò alle consorelle, che rimasero tutte santamente meravigliate.
Pensieri di Chiara
1. Da quando ho conosciuto la grazia del Signore nostro Gesù per mezzo di quel suo servo Francesco, nessuna pena mi è stata molesta, nessuna penitenza gravosa, nessuna infermità mi è stata dura.
2. A se stessa morente: Va', perché colui che t'ha creata, ti ha santificata, e sempre guardandoti come una madre suo figlio, ti ha amata con tenero amore

Mario Scudu (E-mail: scudum@tiscali.it)

**** Tratto in forma ridotta dal volume:
MARIO SCUDU, Anche Dio ha i suoi campioni. Elledici, Torino 2011.


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2015 - 4 

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