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AMICI e CAMPIONI DI DIO : S. Nicola da Tolentino 1245-1305)***

 Nicola di gioia e di penitenza


Tra i santi nostrani a livello nazionale non possiamo (forse) collocarlo tra i big come Francesco, Giovanni Bosco o Antonio da Padova, ma nella regione Marche è una vera stella, molto conosciuto e invocato. Sto parlando di S. Nicola da Tolentino. Nel campo iconografico invece il Nostro è una vera superstar: sono tantissimi i pittori che si sono occupati di lui, segno della stima che godeva tra il popolo. Ricordiamone alcuni: Bicci di Lorenzo, Raffaello, Boccacino, Boccati (Poldi Pezzoli, Milano), Guercino (Tolentino, Palazzo Silveri), Pomarancio, Dolci e Tiepolo. E altri. Da ricordare il ciclo pittorico del Cappellone di S. Nicola, nel Convento di Tolentino. Fatto pochi anni dopo la sua morte esso presenta, attraverso episodi della vita, come San Nicola fosse un perfetto imitatore di Cristo, come egli incarnò la spiritualità dell'ordine agostiniano, e come fu un uomo favorito da Dio di particolari esperienze mistiche. Per il popolo era già santo in vita, ma il timbro ufficiale della Chiesa arrivò solo nel 1446: tardi nonostante la fama di santità di cui godeva già da vivo e ancora di più dopo morte. Ritardo dovuto alle difficoltà della Chiesa (leggi Avignone e Scisma d'Occidente).


Predicava bene e… viveva bene

Nicola nacque a S. Angelo in Pontano (Macerata) nel 1245, da genitori molto pii e religiosi, che attesero per tanti anni il suo arrivo. Erano anche devoti di S. Nicola di Bari… ed era lui il santo che invocavano, perché le sue reliquie erano arrivate da poco in Italia. E quando il bambino finalmente vide la luce… il suo nome era già segnato: Nicola.
Era un ragazzo sveglio, buono e caritatevole e aveva già manifestato il desiderio di farsi religioso. Un teste che lo conobbe affermò al processo di canonizzazione che Nicola "andava volentieri sia in chiesa sia a scuola, come fosse già adulto maturo". Il suo progetto si avverò: entrò tra gli Eremitani di S. Agostino, e nel 1269 venne ordinato sacerdote. Subito ricevette l'incarico della predicazioni al popolo in varie cittadine delle Marche. Era un predicatore efficace e convincente; le sue parole poi erano sostenute da una grande vita di preghiera e di un impegno ascetico non comune, al quale non concedeva nessun sconto, anche quando le circostanze (viaggi lunghi e impegnativi), le regole e perfino il buon senso suggerivano il contrario. Si diceva che ci può essere per lo meno una certa mitigazione quando si è fuori casa (convento). Ma siccome padre Nicola (così affermava lui) si sentiva a casa sua dovunque andasse, ecco che non rinunciava a nessuna delle preghiere e penitenze. E la gente intuiva tutto, sapeva, ascoltava, ammirava e si convertiva. Anche quelli che immaginavano un santo penitente ma dalla faccia triste e pensosa, poco incline al sorriso e alla gioia cambiavano opinione vedendo lui. Padre Nicola pur tra le penitenze più feroci (ore di preghiera e pane e acqua come cibo), era capace di sorridere a tutti, ma non solo, riusciva a infondere santa allegria e gioia in tutti quelli che lo avvicinavano. Questa è vera santità.


Preghiere per le anime del Purgatorio

Una notte si trovava in un convento agostiniano presso Pesaro e mentre dormiva come in sogno sentì una voce che lo chiamava lamentandosi: "Frate Nicola, uomo di Dio, guardami. Sono frate Pellegrino da Osimo che da vivo hai conosciuto. Sono tormentato in questa fiamma. Dio, accettando la mia contrizione, non mi ha condannato alla pena eterna ma per sua misericordia alla pena del Purgatorio. Ti prego dunque umilmente di celebrare la Messa dei defunti per liberarmi da queste fiamme". L'obiezione che Fra Nicola gli fece riguardavano gli orari e i permessi da chiedere al superiore. E frate Pellegrino di rimando: "Vieni, venerando padre, vieni e considera se ti sembra conveniente respingere senza pietà l'appello di tanta misera gente che mi ha mandato". E gli mostrò la pianura verso Pesaro piena di gente. Poi soggiunse: "Abbi pietà, Padre, di una moltitudine tanto misera che aspetta il tuo aiuto tanto utile. Infatti, se vorrai celebrare per noi, la maggior parte di noi sarà liberata da questi atroci tormenti".
Questo episodio ispirò la pia pratica del Settenario di San Nicola, e cioè sette Messe e preghiere speciali in suffragio delle anime. E spiega anche il fatto che è invocato come protettore delle anime del Purgatorio.
Nel 1274 passò nel convento di Tolentino, dove vi rimase fino alla morte. Continuò anche qui il suo apostolato di predicazione, di confessioni, di penitenza e di preghiera: visitava i malati, aiutava i poveri, faceva da operatore di pace tra le fazioni della città. Ben voluto da tutti, ricercato per le confessioni e come guida spirituale.


Diceva "parole dolci" a tutti

Intanto la sua fama di santo si era sparsa rapidamente. Ma dov'era la santità di padre Nicola? La risposta arriva dalle testimonianze. Eccone una: padre Nicola "orabat semper" cioè "pregava sempre" giorno e notte, senza stancarsi mai. Una seconda: era un uomo mite, umile, misericordioso, cordiale con tutti, discreto. Un uomo che proferiva "verba dulcia" cioè diceva sempre parole dolci, di incoraggiamento e di esortazione, a tutti. Un altro particolare: un teste affermò che padre Nicola era un uomo di "boni sensus" cioè di buon senso. Santo sì ma con i piedi per terra e con un buon equilibrio umano. Non si danno santi squilibrati, per lo meno in grado patologico. Era un uomo di penitenza, di grande devozione al Cristo Crocifisso e alla Vergine Maria. Inoltre pregava moltissimo per le anime del Purgatorio. E tutte quelle penitenze corporali? Erano vere? Anche un testimone volle accertarsi dell'autenticità. Alla fine dichiarò che il santo faceva penitenza per vincere il proprio egoismo e soprattutto perché "potesse integralmente servire a Gesù Cristo nostro Signore". Era qui la fonte della santità: l'amore a Cristo che lo rendeva servo di tutti. La morte arrivò il 10 settembre 1305 e lo trovò preparato come un santo.

Mario SCUDU - archivio.rivista@ausiliatrice.net


*** Tratto in forma ridotta da: MARIO SCUDU, Anche Dio ha i suoi campioni, Elledici 2011, Torino
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2014 - 5  
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