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 ARCHIVIO RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2014 :
                                   Ecclesialità - Chiesa - Papa e Vescovi - Parrocchie - Avvenimenti ecclesiali

CHIESA VIVA | Giovanni Paolo II, perchè santo subito?


La scritta apparsa su un cartello in piazza san Pietro nel giorno del suo funerale - "Santo subito!" - diventa realtà il 27 aprile 2014. Era questo il vivo desiderio dei fedeli, e nasceva da tutto ciò che Papa Wojtyla è stato e ha realizzato nei quasi 27 anni di pontificato. Cioè…


Ecco dunque in rassegna le iniziative che hanno fatto di Papa Wo-jtyla, come è stato definito, l'ultimo grande del Ventesimo Secolo.

Suscita fiducia e coraggio. Da subito. Nell'omelia all'inizio del pontificato, il 22 ottobre 1978, dice e quasi grida: "Non abbiate paura! Aprite, anzi spalancate le porte a Cristo!". Aggiunge: "Aprite i confini degli stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà e di sviluppo…". Parla come successore di Pietro e coinvolge persone e nazioni in quella storia lunga duemila anni che ancora continua.

È Papa missionario itinerante. Compie 250 viaggi apostolici nei cinque continenti. Secondo una battuta: "Che differenza c'è tra Dio e Papa Wojtyla? Dio è in cielo, in terra, in ogni luogo. E Papa Wojtyla c'è già stato".
Come Primate d'Italia dedica alla penisola 129 dei suoi viaggi apostolici. Come Vescovo di Roma, solo una ventina delle 333 par-rocchie della diocesi non riesce a visitare almeno una volta. E in Va-ticano ogni sera prima di andare a dormire, si affaccia alla finestra della camera, contempla la metropoli fasciata dalle sue luci nella not-te, poi con un largo segno di croce benedice la sua diocesi.

È amico dei giovani. Per loro inventa le Giornate Mondiali della Gioventù. Durante il pontificato partecipa a venti di queste Giornate, nei cinque continenti. Ed è ripagato oltre le attese: nel 1995 a Manila (Filippine) i giovani che accorrono a lui sono quasi cinque milioni.

Ha una fede massiccia, con ricaduta anche sugli assetti politici. Nel 1978 compie la prima visita in Polonia sua patria, per affetto e gratitudine. Con disappunto di Gromiko, capo del Cremlino. Ottiene effetti imprevedibili. Due anni dopo, c'è sciopero nei cantieri di Danzica. Il regime di stato aveva intitolato i cantieri a Lenin, ma gli operai organizzati dal sindacato cristiano Solidarnosc issano sulla facciata l'icona della Madonna di Czestochowa. E il loro sciopero, imponente, risulta il primo che le autorità asservite a Mosca non osano stroncare con la violenza. Una picconata nel Muro di Berlino? Poi verrà il 1989, e la caduta del Muro.

L'ATTENTATO DI ALÌ. IL GRANDE GIUBILEO

Alì Agca, il killer dei servizi segreti, in piazza San Pietro da pochi metri di distanza esplode contro il Papa due proiettili calibro 9. Uno lo colpisce gravemente, portandolo in punto di morte.
Alì non riesce a capire come la sua mano infallibile abbia potuto fallire. Era il 13 maggio, e Wojtyla attribuirà la sua salvezza alla Madonna di Fatima: "Una mano ha sparato, un'altra mano ha deviato il colpo". Alì in carcere, per la prima volta sente parlare della Madonna di Fatima, e è disorientato: lui musulmano sa di una Fatima sorella di Maometto, ma gli è sconosciuta quest'altra Fatima così potente da deviare i suoi proiettili. Il Papa perdona subito il suo killer, ma lui non chiederà mai perdono.
Il proiettile che poteva uccidere il Papa ora è a Fatima, incastonato nella corona sul capo della Madonna. Il card. Ratzinger, a Fatima con Papa Wojtyla, è da lui autorizzato a espprimere un giudizio sugli avvenimenti, e parla di rivelazione privata.
Il Grande Giubileo dell'anno 2000. Papa Wojtyla con una serie im-pressionante di iniziative, che è impossibile anche solo elencare qui, traghetta la Chiesa nel Terzo Millennio. Tra l'altro compie in Medio Oriente tre Pellegrinaggi del Giubileo "sulle orme di Mosè, di Gesù e di Paolo", in cui incontra i capi religiosi ma soprattutto i credenti, per progettare insieme un nuovo futuro per la fede.

I NODI AL PETTINE DI PAPA WOJTYLA

Sono tanti: i casi si ammucchiano ogni giorno sul suo tavolo.
- Subito rinnova l'immagine anche esteriore della Chiesa, eliminando il trionfale copricapo detto triregno, e - con dispiacere dei cerimonieri - la sedia gestatoria.
- Si rivela uomo di comunicazione e di dialogo, utilizzando con effica-cia i moderni media della comunicazione. Appena può evita quel lin-guaggio teologico per iniziati che i linguisti bocciano come ecclesia-lese. E condensa il pensiero in forme brevi, massime e aforismi, che la gente memorizza con facilità.
- Chiede perdono per gli errori commessi dalla Chiesa nei secoli pas-sati, in particolare per il caso Galileo.
- Prende chiara posizione anche sul caso Darwin, per un sereno o-rientamento dei cristiani. Si pronuncia in senso positivo sulla teoria scientifica dell'evoluzione. E incoraggia il dialogo tra fede e ragione. Osserva che alla scienza spetta il compito di spiegare COME si è for-mato il mondo e in esso l'uomo; alla teologia spetta di spiegare PERCHÉ Dio l'ha creato: perché Dio è amore, ama le sue creature, e ama gli uomini come figli.

"SEDOTTO DA DIO"

Proclama tantissimi santi nuovi, per l'imitazione dei cristiani di og-gi. E poi accade che la Chiesa - quasi per un'affettuosa vendetta - aggiunge alla lunga lista di quei santi anche Papa Wojtyla.

Un grande? È uno degli aggettivi usati per definire Papa Wojtyla. Un vaticanista ha titolato la sua biografia Karol il grande. Il settimanale americano Time nel 1994 lo ha dichiarato Uomo dell'anno, e ha moti-vato: "Le sue idee sono molto diverse da quelle della maggior parte degli uomini. Sono più grandi". E non stupisce quella definizione: Wojtyla sarebbe "l'ultimo grande del Secolo Ventesimo".

"Sedotto da Dio". C'è chi ha detto che Papa Wojtyla, come Gere-mia, è stato sedotto da Dio. L'antico profeta in un momento di scon-forto lamentava: "Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato se-durre… Mi dicevo: "Non penserò più a lui, non parlerò più nel suo nome!". Ma nel mio cuore c'era come un fuoco ardente, trattenuto nelle mie ossa" (Ger 20,7.9). È poesia, ma più ancora realtà.

Santo subito pare la logica conseguenza di quanto si è detto fin qui.

Enzo BIANCO SDB - redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2014 - 2  
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