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     CAMPIONI DI DIO: S. Rita da Cascia (1381-1447):
     RITA, L'AMORE PAZIENTE

Rita da Cascia: una santa amata, pregata, invocata da milioni di devote, in tutto il mondo. Ed anche molto ciccata in internet. Ha tanto sofferto, ed ha tanto amato, sempre, seguendo Cristo sofferente, che lei sempre meditava.


Anni fa è stato fatto un sondaggio una specie di 'top list' dei i santi. Sul podio, al n. 1 risultò Francesco d'Assisi, poi Antonio da Padova e terzo Giovanni Bosco: Tre santi molto conosciuti in tutto il mondo. Tra le colleghe invece al 'top' risultò Rita da Cascia. Anche lei famosa a livello mondiale. Ancora oggi? Sì, eppure visse ben 6 secoli fa. Perché ha un messaggio recepito ancora oggi, e non da pochi. Come si vede il tempo logora tutto ma non il ricordo di lei. Le sue devote, numerose, attive e convinti, sentono per lei una devozione tutta particolare per lei, e presenti in tutti i santuari.

Rita, moglie e madre

Rita (Mancini il suo cognome) è nata presso Cascia, in Umbria, verso il 1381, da genitori ormai anziani. Fin da fanciulla si distinse per la sua bontà, laboriosità e pietà. Arrivata all'adolescenza Rita voleva farsi monaca, ma i genitori si opposero facendola maritare, per forza. Lui si chiamava Paolo di Ferdinando. In poche parole: non era proprio farina da fare ostie: aggressivo e arrogante, senza troppi sforzi si fece molti nemici. La povera Rita ne dovette subito subire la violenza e la mancanza di rispetto. Ma lei non si dette mai per vinta, nella speranza di "convertirlo" a maniere più gentili, prima o poi. Questo 'poi' durò ben 18 anni. Ma la sua pazienza, bontà, mansuetudine, preghiera ed eroica capacità di sopportazione alla fine vinsero. Quando sembrava tutto impossibile, il possibile divenne realtà. E arrivò la tanto sospirata e 'pregata' conversione di Paolo. Tutti gridarono al "miracolo", visto il soggetto in questione!
Ma la sua conversione non significava automaticamente anche il perdono dei nemici. Questi, una notte, su una strada buia regolarono il conto finale: ucciso. Altro dolore per Rita. Lei perdonò gli assassini, ma non altrettanto fecero i due figli, che giurarono vendetta. Rita si sentì sconfitta: non era riuscita a convincerli al perdono. Ma continuò la preghiera

Rita, vedova e aspirante monaca

Alcuni anni dopo, Rita libera da legami familiari (erano morti i figli) potè coronare il sogno di farsi monaca. Un bel sogno, certo, che all'inizio trovò le porte sbarrate: non fu accettata. Ma non si arrese. Sapeva che Dio non l'aveva dimenticata. Il suo tempo sarebbe arrivato. Un po' di pazienza e Rita ne aveva tanta.
Era ormai vedova e sola in casa. Una giorno, ritornando da una visita ad una ammalata, incontrò sul ciglio della strada una donna sfinita e lacera, distesa sulla neve. Veniva da Spoleto da dove era fuggita per salvarsi dai maltrattamenti del marito. Era anche stata aggredita e derubata dai ladri. Rita la portò a casa sua, e le donò l'unica veste che aveva. La persuase poi a tornare dal marito, di cui le assicurò la conversione. Questo spiega la particolare devozione che hanno le donne che patiscono ingiustizie e maltrattamenti di vario genere specie in famiglia, ma che non vogliono rompere il vincolo matrimoniale. Per la sua storia familiare S. Rita è considerata la migliore avvocata e confidente di queste donne in difficoltà.

Rita, monaca e santa

E il suo desiderio di farsi monaca? Era sempre nel cuore e, alla fine, le sue preghiere incessanti vinsero. Eccola accolta nel monastero di Cascia, (oggi intitolato a lei!). Vi rimase fino al 22 maggio 1447, quando morì. Rita da monaca condusse una vita molto austera, fatta di preghiera e di contemplazione, di visite agli ammalati ed ai lebbrosi, di penitenze secondo le Regole e di penitenze volontarie. Si adoperò anche per portare la pace tra le fazioni della sua città. Ma il centro della sua vita spirituale fu la meditazione e contemplazione della Passione di Cristo. Finchè un giorno (1432) ebbe un 'regalo' dal Crocifisso: una spina della corona si conficcò nella sua fronte procurandole una profonda piaga e costringendola alla segregazione. L'assimilazione al Cristo Sofferente era totale, e fu così per i suoi ultimi quindici anni.
Quando morì ci fu in paese un scampanio "spontaneo": cominciava così la sua attività taumaturgica.
Dichiarata santa nel 1900, ebbe l'onore di una solenne commemorazione cento anni dopo, nel 2000. Papa Giovanni Paolo II: "Ma quale è il messaggio che questa santa ci lascia? È un messaggio che emerge dalla sua vita: umiltà e obbedienza sono state la via sulla quale Rita ha camminato verso un'assimilazione sempre più perfetta al Crocefisso". non fu lui stesso ad affermare che per essere suoi discepoli bisognava prendere la propria croce e seguirlo? Rita fece proprio così.

                             Mario Scudu - archivio.rivista@diocesi.torino.it


La santa di Cascia appartiene alla grande schiera delle donne cristiane che hanno avuto significativa incidenza sulla vita della Chiesa, come anche su quella della società. (Giovanni Paolo II)
                                                       


Tratto in forma ridotta da:  MARIO SCUDU, Anche Dio ha i suoi campioni, Elledici 2011, Torino
        RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2013 - 3  
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