| HOME PAGE - ITALIANO | FORMAZIONE CRISTIANA  | FORMAZIONE MARIANA | INFO VALDOCCO  |


     LUIGI NOVARESE 'APOSTOLO DEGLI AMMALATI'


Guarito da tubercolosi ossea per intercessione di Maria Ausiliatrice e di Don Bosco, diventa prete e fonda anche il Centro Volontari della Sofferenza. Morto nel 1984, sarà proclamato beato l'11 maggio.

Una prodigiosa guarigione, ottenuta per intercessione di Maria Ausiliatrice e di don Bosco, gli cambiò la vita. Era il 17 maggio 1931, mancava una settimana alla festa di Maria Ausiliatrice e don Bosco era beato da due anni, dal 2 giugno 1929. Luigi Novarese aveva 17 anni e da otto era affetto da una dolorosa tubercolosi ossea. La mamma aveva speso una fortuna per curarlo. I medici avevano sentenziato: pochi mesi di vita. Ottant'anni dopo, sabato 11 maggio 2013, nella basilica di San Paolo fuori le mura a Roma, l'"apostolo dei malati" sarà proclamato beato in una celebrazione presieduta dal Segretario di Stato, il cardinale salesiano Tarcisio Bertone.
Luigi Novarese nasce nella cascina Serniola di Casale Monferrato (Alessandria) il 29 luglio 1914 da Giusto Carlo e Teresa Sassone, ultimo di nove figli, tre stroncati dalla miseria in tenera età.
Passano nove mesi e il papà muore per una polmonite trascurata, lasciando a Teresa, vedova trentenne, una famiglia numerosa, povera e sfortunata. Mamma coraggio non risparmia fatiche e sacrifici per crescere i figli. Luigi, a 9 nove anni, è colpito da una coxite tubercolare alla gamba destra, una grave forma di tubercolosi ossea, che lo costringe a letto con il busto ingessato, complicata da ascessi purulenti che provocano sofferenza insopportabile. Una malattia incurabile e invalidante.

Le stampelle diventate ex-voto a Valdocco

La mamma vende i terreni e la cascina per costose cure e inefficaci ricoveri da un ospedale all'altro. Don Filippo Rinaldi, nato a Lu Monferrato il 28 maggio 1856 e terzo successore di don Bosco, lo invita a fare una novena a Maria Ausiliatrice e a don Bosco. Non una, ma tre novene occorrono per ottenere una guarigione improvvisa, completa e duratura: è il 17 maggio 1931. Luigi esce dall'ospedale e porta le stampelle come ex voto nella basilica di Maria Ausiliatrice, a Valdocco.
Non resta che mantenere la promessa fatta alla Madonna di dedicare la vita agli ammalati. Sembra orientato a fare il medico, ma l'improvvisa morte della madre e la vocazione sacerdotale gli scombinano i piani. Entra in Seminario. Il vescovo di Casale gli procura una borsa di studio per l'Almo Collegio Capranica di Roma. Il 17 dicembre 1938 è ordinato sacerdote. Licenza in Teologia all'Università Gregoriana, laurea in Diritto canonico, diploma di avvocato rotale. Mons. Giovanni Battista Montini, futuro papa Paolo VI, lo chiama in Segreteria di Stato per evadere le moltissime lettere che arrivano al Papa per avere notizie dei soldati in guerra, dei prigionieri, dei dispersi.
Don Luigi scopre così un'altra forma di sofferenza: quella causata dalla guerra. Non dimentica i malati. Nel maggio 1943 fonda la Lega Sacerdotale Mariana; il 17 maggio 1947,
anniversario della guarigione, coadiuvato da sorella Elvira Myriam Psorulla, fonda il Centro
Volontari della Sofferenza e il 15 agosto 1952 i Fratelli e Sorelle degli ammalati. Avvia trasmissioni radio, pubblicazioni, pellegrinaggi, convegni, centri di riabilitazione per disabili, missioni nei lebbrosari, assistenza religiosa negli ospedali, con uno sbocco legislativo tuttora vigente. Tutto per "sostenere i diritti degli ammalati e umanizzare il trattamento negli ospedali". Ripete spesso: "Gli ammalati devono sentirsi gli autori del proprio apostolato".

Un buon samaritano del XX secolo

Non mancano i riconoscimenti dei Papi. Pio XII rileva nel suo carisma la missione dei malati nella Chiesa. Giovanni XXIII sottolinea il valore penitenziale della sofferenza e, a riconoscimento della sua azione, lo nomina "perito" del Concilio Vaticano II (1962-1965). Paolo VI dice agli infermi: "Se voi volete, salvate il mondo". Giovanni Paolo II lo definisce "apostolo degli ammalati" e nel 1997 confida di aver inserito nella lettera apostolica sul senso cristiano della sofferenza "Salvifici doloris" (11 febbraio 1984) e nell'esortazione apostolica postsinodale "Christifideles laici" (30 dicembre 1988) il carisma di Novarese nell'"azione pastorale per e con i malati e i sofferenti".
Nel 1962 gli è affidata l'assistenza spirituale negli istituti ospedalieri italiani, prima dalla Segreteria di Stato e poi dalla Conferenza episcopale italiana (1970-1977). Muore a Rocca Priora (Roma) il 20 luglio 1984. Il processo canonico, iniziato il 17 settembre 1989, sfocia nella beatificazione di un sacerdote che ha lavorato per decenni in Segreteria di Stato e che ha professato un amore sconfinato per gli ammalati, rifiutando ogni pietismo e facendone gli attori dell'evangelizzazione. Tre mesi prima della beatificazione, Benedetto XVI lo cita tra i buoni samaritani del XX secolo insieme a Santa Teresina di Lisieux, Raul Follereau apostolo dei lebbrosi, Beata Madre Teresa di Calcutta. Infatti, nel messaggio per 21ª Giornata del malato, celebrata l'11 febbraio, festa della Madonna di Lourdes, cita "il venerabile Luigi Novarese, del quale molti ancora oggi serbano vivo il ricordo, nell'esercizio del suo ministero avvertì in modo particolare l'importanza della preghiera per e con gli ammalati e i sofferenti, che accompagnava spesso nei santuari mariani, in speciale modo alla grotta di Lourdes".

Pier Giuseppe Accornero - redazione.rivista@ausiliatrice.net
                                                              


        RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2013- 2  
      | HOME PAGE - ITALIANO | FORMAZIONE CRISTIANA  | FORMAZIONE MARIANA | INFO VALDOCCO  |


                                                                                                                            Visita Nr.