| HOME PAGE - ITALIANO | FORMAZIONE CRISTIANA  | FORMAZIONE MARIANA | INFO VALDOCCO  |


     CAMPIONI DI DIO: S. Caterina da Siena (1547-1380): Dottore della Chiesa e Patrona d'Italia
     CATERINA, TU PENSA A ME!

Tre motivi per ricordare questa grande donna del 1300: è patrona d'Italia (1939) ed è già un titolo importante. Secondo: è una Santa, proclamata dalla Chiesa Cattolica e proposta così all'imitazione dei fedeli. Terzo: è la prima donna dottore della Chiesa (1970), seguiranno Teresa d'Avila, Teresa di Lisieux e Ildegarda di Bingen nel 2012. Anche Caterina quindi è una vera maestra di cose spirituali: ha vissuto e descritto per noi la strada giusta per andare a Dio.

La "famiglia" di Caterina

Caterina nacque a Siena nel 1347, in una famiglia numerosa. Fin da piccola mostrò segni non comuni di una intensa vita spirituale, fatta di una esemplare devozione, di penitenze volontarie individuali e collettive con alcune coetanee e di carità verso i poveri. Fece anche il voto di verginità consacrata a Cristo Signore. Progetto questo fortemente ostacolato dalla famiglia (dalla madre in particolare) che sognava di maritarla bene e presto, fin dall'età di 12 anni. Lei si oppose, volendo rimanere fedele a voto fatto e per riaffermare la propria volontà si tagliò perfino i capelli. Arrivarono le rappresaglie contro di lei, ma Caterina resistette vinse. Chiese per sé solamente una stanzetta, dove creare un proprio spazio spirituale: diventerà la sua "cella della mente", il luogo dell'ascesi e del dialogo con Dio, del raccoglimento e delle esperienze mistiche. Uno vero "spazio vitale" che diventerà per lei l'anticamera del paradiso. Diventerà anche un cenacolo: qui infatti incontrerà donne e uomini, religiosi e laici, artisti e dotti, compagne e compagni, anzi "figli e figlie". Una vera comunità, di più una "famiglia". Tutti affascinati dalla sua personalità, amabilmente guidati nel loro cammino spirituale e legati da affetto per lei che chiamavano "mamma". Li chiameranno i "Caterinati".

Non solo Dio

Caterina dettò moltissime lettere e messaggi: a papi e a re, a fedeli sprovveduti culturalmente e a dotti cardinali, a semplici cittadini e a decorati generali, ad umili casalinghe e a altezzose regine. Fino ai carcerati di Siena, che solo da lei sentirono parole di gioia e di incoraggiamento materno. Con la sua attività diventò una vera protagonista del rinnovamento religioso della chiesa, che lei voleva attuare con la povertà, la penitenza e le opere di assistenza. Tutto in conformità al Vangelo.
Fu anche arricchita e sostenuta da esperienze mistiche. In una visione il Cristo le dirà: "Caterina, tu pensa a me, che a te penso io". E in un' altra visione: "Darò dunque il mondo a donne non dotte e fragili, ma dotate da me di forza e di sapienza divina, per confusione della temerarietà degli uomini maschi". Caterina è stata una di queste donne, forti della forza divina, sapienti della sapienza di Dio. Questa energia la dimostrò nella sua "vita pubblica" specialmente nell'adoperarsi per portare la pace a Siena e nel curare gli ammalati di peste.
Nel 1376 diventò perfino ambasciatrice di Firenze presso papa Gregorio XI ad Avignone: con lui perorò fortemente il suo ritorno a Roma e la pacificazione dell'Italia. Ma, ahimè, anche ai santi le cose non vanno sempre bene: non le riuscì, per esempio, la mediazione per Firenze. Anzi lei stessa subì vari "test" circa le convinzioni teologiche e le presunte esperienze mistiche. Superò tutte le prove.
Forza straordinaria e coraggio dimostrò anche durante il tumulto dei Ciompi a Firenze, nel 1378. Qualcuno cercò perfino di ucciderla. Era in compagnia di amici e davanti al killer, che la cercava, lei gridò con forza: "Caterina sono io! Uccidi me e lascia in pace loro". E gli porse il collo. Il "poveretto" davanti a tanto coraggio fuggì via spaventato. Nello stesso anno infine si trasferì a Roma dove fu anche ricevuta da papa Urbano VI: lo incoraggiò per la riforma della chiesa, ma non ebbe molto successo.

Maestra nelle cose di Dio

Caterina parla a noi ancora oggi attraverso gli scritti. Il principale è il Dialogo della Divina Provvidenza, chiamato Il Libro. È strutturato come un lungo colloquio tra lei e Dio, nel quale figurano quattro principali "petizioni": per se stessa, per la riforma della Chiesa, per il mondo, per l'intervento della Divina Provvidenza. L'interesse teologico di Caterina ruota attorno alla ricerca dell'unione con Dio da conseguire con la carità apostolica. Il suo è un linguaggio semplice, vario e ricco di immagini. Eccone alcune: Dio è l'albero, che affonda le radici nella terra, ma guarda e tende verso il cielo. Cristo è integrazione dell'albero: la sua Incarnazione è come l'innesto di Dio sull'albero di morte dell'uomo. Cristo è il ponte, che traghetta l'uomo oltre il fiume del peccato. Caterina aveva anche una grande devozione alla Madonna che chiamava "Maria dolce". Parlando di Lei usava le immagini: Maria è il "campo", è "il libro", è la "farina" di cui è impastato Gesù, il Pane Vivo disceso dal cielo. Profondissimo fu il suo rapporto con il Cristo ("nozze mistiche") che la istruì e confortò con frequenti visioni. Morì a soli 33 anni consumata da questo amore divino (lo chiamava "dolce Gesù") e dalla penitenza. Una grande donna: santa e maestra.

Mario Scudu - archivio.rivista@ausiliatrice.net


Inno alla Trinità
"O Abisso, o Trinità eterna, o Deità, o mare profondo!
E che Tu potevi dare a me che Te medesimo?
Tu sei un fuoco che arde sempre e non si consuma.
Sei Tu che consumi col tuo calore ogni amore proprio dell'anima.
Tu sei fuoco che toglie ogni freddezza e illumini le menti con la tua luce,
con quella luce che tu mi hai fatto conoscere la tua verità...
Tu bellezza sopra ogni bellezza.
Tu sapienza sopra ogni sapienza. Anzi, tu sei la stessa sapienza.
Tu cibo degli angeli, che con fuoco d'amore ti sei dato agli uomini.
Tu vestimento che ricopre ogni mia nudità.
Tu cibo che pasci gli affamati con la tua dolcezza.
Tu sei dolce senza alcuna amarezza.
O Trinità eterna!".

                                                               


Tratto in forma ridotta da:  MARIO SCUDU, Anche Dio ha i suoi campioni, Elledici 2011, Torino
        RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2013- 2  
      | HOME PAGE - ITALIANO | FORMAZIONE CRISTIANA  | FORMAZIONE MARIANA | INFO VALDOCCO  |


                                                                                                                            Visita Nr.