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         ARCHIVIO RMA 2013 : SALESIANITA' - DON BOSCO - FAMIGLIA SALESIANA - GIOVANI -                                              EDUCAZIONE - ....
        UN SORPRENDENTE SAN FRANCESCO DI SALES

Un libro appena pubblicato esamina la spiritualità del santo attraverso le sue lettere. E a lui, proclamato patrono anche dei giornalisti, si è ispirato Don Bosco per fondare la sua Famiglia


È un santo a dir poco sorprendente san Francesco di Sales. È patrono dei giornalisti, degli scrittori, dei sordi, del Terz'Ordine dei Minimi (di cui entrò a far parte nel 1617), di vari Seminari (uno per tutti: Torino). Non solo: la sua spiritualità e attività missionaria hanno ispirato i fondatori di varie congregazioni e famiglie religiose, la più nota delle quali è, appunto, la Famiglia Salesiana fondata da San Giovanni Bosco. Non c'è da stupirsi, quindi, se ora arriva un'altra "sorpresa": il libro appena scritto dal salesiano don Gianni Ghiglione, dal titolo "San Francesco di Sales: padre, maestro e amico. La spiritualità salesiana nelle lettere - Prima parte: dal 1593 al 1610" (edizioni Elledici, pagine xxx , euro 14).

L'amore di Dio è per tutti

Francesco di Sales, ricordiamolo, è nato il 21 agosto 1567, nel castello di Sales, presso Thorens-Gliéres, in Alta Savoia, primogenito del signore di Boisy. Dopo la laurea giuridica a Padova, è ordinato sacerdote (1593) ed è mandato nel Chiablese, una parte del ducato di Savoia dominata dal calvinismo. Poi, si stabilì a Ginevra, dove a soli trentadue anni è nominato vescovo coadiutore. Dopo altri tre anni, divenne vescovo a pieno titolo e si impegnò per introdurre in diocesi le riforme decise dal Concilio di Trento. A Ginevra, inventò i "manifesti" per rivolgersi anche ai fedeli più lontani. Celebre è la sua frase: "Se sbaglio, voglio sbagliare piuttosto per troppa bontà che per troppo rigore". La città, però, rimase soprattutto in mano ai riformati e così Francesco di Sales trasferì la sua sede ad Annecy, cittadina sulle rive del lago omonimo. È stato direttore spirituale di nobili e persone semplici, di san Vincenzo de' Paoli e di santa Giovanna Francesca de Chantal, con la quale fondò l'Ordine della Visitazione. Scrisse vari opuscoli ed opere, tra le quali le più note sono "Introduzione alla vita devota" e "Trattato dell'amore di Dio", dove sottolineò, appunto, l'amore di Dio, argomento con il quale convinse molti calvinisti a tornare nella Chiesa Cattolica. Morì a Lione il 28 dicembre 1622, esattamente 390 anni fa. È proclamato santo nel 1665 da papa Alessandro VII, dottore della Chiesa nel 1887 da Leone XIII, e patrono dei giornalisti nel 1923, da papa Pio XI. Il suo corpo è venerato nella basilica della Visitation, ad Annecy, ma il suo cuore incorrotto è a Treviso, nel monastero della Visitazione.

La carità non fa differenze di ruoli

Come per ogni persona storicamente importante e a maggior ragione per un santo, anche per Francesco di Sales la corrispondenza è lo strumento migliore per capirne la vita. Nelle sue oltre 2100 lettere, infatti, il santo si manifesta in modo trasparente, e permette a noi di ammirarne la personalità affascinante, e cercare di imitarlo. Dalle sue lettere emergono l'amicizia, la dedizione al duca, l'attaccamento alla Chiesa, la premura per le anime e soprattutto il suo amore per Dio. Non solo: si constatano i progressi e i cambiamenti che la grazia di Dio anzitutto e poi l'esperienza hanno operato in lui. In questo volume, don Ghiglione pone particolare attenzione alla spiritualità salesiana, esaminando le lettere dal 1593 al 1610. È previsto un altro volume sulle lettere scritte nei successivi 12 anni di vita del santo.
Il libro appena pubblicato è destinato innanzi tutto, e come ben si comprende, a tutti coloro che si ispirano a san Francesco di Sales come padre, modello, patrono: le Suore della Visitazione (sparse in circa 30 monasteri italiani), i Salesiani, le suore Figlie di Maria Ausiliatrice, i Cooperatori e gli altri componenti della Famiglia Salesiana. Tuttavia, poiché le lettere erano destinate di volta in volta, a preti e al papa, ai nobili e al duca, a donne sposate ed a uomini comuni, ogni lettore trova indicazioni utili per vivere qui e ora le proprie "piccole virtù" con libertà, serenità e gioia. Per qualcuno, forse, sarà un'ulteriore sorpresa vedere che il santo ha scritto gli stessi concetti e talora le stesse frasi a badesse e a mogli, a vescovi e a semplici artigiani. La spiegazione è chiara: per lui la carità non fa differenze se non nelle modalità espressive ed attuative, e va vissuta con impegno da parte di tutti. E come diceva, "in questo, consiste la divozione, cioè la santità".

Lorenzo Bortolin - bortolin.rivista@ausiliatrice.net



L'autore

Don Gianni Ghiglione, 66 anni, cuneese di Saluzzo (Cuneo), frequenta il liceo classico e al tempo stesso il Conservatorio, in organo e composizione. Iniziando gli studi di Teologia, sospende quelli di Musica e diventa prete salesiano a 28 anni. In seguito, consegue la laurea in Scienze dell'Educazione all'Università Pontificia Salesiana di Roma. Poi, ricopre vari incarichi nella Pastorale Giovanile dell'Ispettoria. Da alcuni anni, è cappellano degli studenti della Scuola Superiore di Formazione di Psicologia della Comunicazione, al "Rebaudengo", dove è anche responsabile del Collegio Universitario. Nel 2005-2006, ad Annecy, in Francia, ha studiato gli scritti di san Francesco di Sales. In questo volume propone ampi stralci delle lettere scritte dal santo, per farne conoscere a un pubblico più vasto l'eccezionale spiritualità.


        RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2013 - 1  
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