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       CAMPIONI DI DIO: BEATA AMMA MARIA RUBATTO
       GUARDARE AI POVERI PER VEDERE DIO

La vita e l'opera di Anna Maria Rubatto, cui Don Bosco predisse che sarebbe diventata suora e che avrebbe fondato un ordine religioso.

Ci sono incontri che cambiano la vita. Amicizie che innescano circoli virtuosi che possono condurre alla santità. Come quella che lega Don Bosco e Anna Maria Rubatto, nata grazie al desiderio comune di spalancare le porte del cuore a chiunque si trovi nel bisogno, soprattutto ai giovani e a chi deve fare i conti con la fatica e con la paura di vivere.

Una profezia che si avvera

Quando si conoscono - tra il 1865 e il 1870 - Don Bosco è sulla cinquantina ed è impegnato a dare forma e solidità al proprio sogno: la Società salesiana e la Basilica di Maria Ausiliatrice. Anna Maria, poco più che ventenne, è orfana e si è da poco trasferita dalla natia Carmagnola a Torino. Innamorata di Dio, lo cerca negli occhi di chi vive ai margini: insegna catechismo ai ragazzi dell'oratorio di Don Bosco, visita i malati della Piccola casa della Divina Provvidenza fondata da san Giuseppe Benedetto Cottolengo e sostiene i poveri che gravitano intorno alla Conferenza di san Vincenzo De' Paoli.
Il rapporto tra Don Bosco e Anna Maria diventa di anno in anno più solido: lei lo consulta su tutto e lui, un giorno, le predice che si dedicherà alla vita religiosa e fonderà un ordine.
Nell'estate 1883 Anna Maria è a Loano, sulla riviera ligure. Convinta che la solidarietà non va mai in vacanza, non perde occasione per aiutare i malati e i bambini abbandonati e collabora con i padri cappuccini. Un giorno, uscendo dalla chiesa di Santa Maria Immacolata, viene investita dai lamenti di un giovane manovale colpito alla testa da una pietra caduta da un'impalcatura. Anna Maria lo soccorre e gli offre un po' di denaro affinché si curi e si riprenda dall'incidente. La costruzione cui quel manovale stava lavorando era destinata a ospitare una comunità femminile che avrebbe dovuto nascere di lì a poco e per la quale i cappuccini stavano cercando una direttrice. Dopo quell'episodio, colpito dalla sua generosità e dal suo buon cuore, padre Angelico Martini intuisce che Anna Maria potrebbe essere la persona giusta per guidare la comunità e glielo propone.

Da Loano ai confini del mondo

Anna Maria non risponde subito. Per un anno prega e riflette, ascoltando gli slanci e i timori del proprio cuore. Alla fine, accetta la proposta di padre Martini e il 23 gennaio 1885, con cinque compagne, indossa l'abito francescano. Poco più di un anno e mezzo dopo - il 17 settembre 1886 - prende i voti, cambia il proprio nome in madre Maria Francesca di Gesù e diventa la prima superiora dell'Istituto delle suore terziarie cappuccine di Loano.
Missione della neonata comunità non è solo assistere a domicilio gli infermi ma anche educare i bambini che non frequentano la scuola e offrire sostegno ai pescatori e agli emarginati. Il suo carisma e il suo operato non rimangono circoscritti alla cittadina di Loano ma, nel giro di pochi mesi, si estendono a Voltri, Genova, Sanremo, Porto Maurizio e Levanto.
Per offrire un porto sicuro alle centinaia di migranti che abbandonano l'Italia per cercare un futuro migliore in Sud America, a partire dal 1892 madre Maria Francesca apre case in Uruguay, Argentina e Brasile. E proprio in Brasile, nel 1901, le suore, i frati e la piccola comunità di laici che vivono nella missione vengono massacrati da alcuni indigeni della tribù Guajajara, istigati dai proprietari terrieri della zona. Il 6 agosto 1904, in Uruguay, madre Maria Francesca muore e, per sua volontà, è sepolta tra i poveri del quartiere di Belvedere, a Montevideo.
Il suo esempio e la sue virtù vengono riconosciute e apprezzate dalla Chiesa e, il 10 ottobre 1993, papa Giovanni Paolo II la proclama beata.

Una storia che continua

La presenza dell'ordine - che nel 1973 ha modificato la propria denominazione in "suore cappuccine di madre Rubatto" - continua a espandersi, anche dopo la morte di madre Maria Francesca, per farsi lievito evangelico tra i poveri e i bisognosi di ogni latitudine.
Le suore cappuccine di madre Rubatto sono attualmente presenti in Italia, Romania, Israele, Etiopia, Eritrea, Camerun, Kenya, Ecuador, Perù, Brasile, Argentina e Uruguay.
In Italia, in particolare, assistono gli infermi attraverso la Casa di cura San Francesco di Bergamo e l'Opera dei poveri San Francesco di Milano. Nelle Residenze di Bergamo, Loano e Varese si prendono cura delle pazienti ricoverate. Si impegnano inoltre nella catechesi dei giovani, nelle parrocchie, negli oratori, nelle missioni popolari e nell'insegnamento scolastico. In prima linea nel servizio ai poveri e non indifferenti alle emergenze sociali, operano nelle carceri minorili e - in collaborazione con la Caritas - in favore dei poveri e degli immigrati.
Sulle orme di madre Maria Francesca non si stancano di ripetere al mondo, con le parole e con l'azione: "Ama molto Gesù, amalo tanto. Ama tutti i tuoi fratelli con amore puro, senza lasciare in disparte nessuno".

Carlo Tagliani - redazione.rivista@ausiliatrice.net


1- Innamorata di Dio, Anna Maria Rubatto lo cerca negli occhi di chi vive ai margini
2- "Ama molto Gesù, amalo tanto. Ama tutti i tuoi fratelli con amore puro, senza lasciare in disparte nessuno"


           RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2013- 1  
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