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       CHIESA VIVA / QUANDO NON SAI PIU' A CHE SANTO VOTARTI

I cristiani sanno distinguere la differenza tra fede e superstizione, soprattutto nei momenti di sofferenza, quando la vita pare trasformarsi in un deserto arido e senz'acqua.

Ci sono giorni in cui - in sincronia perfetta con lo squillo della sveglia - problemi cominciano a sommarsi a problemi. A volte si tratta di imprevisti di poco conto, bazzecole che si risolvono in un attimo; a volte di drammi che provocano sgomento, irritazione e sofferenza e rischiano di trasformare la vita in un deserto arido e senz'acqua. Stress, rabbia e paura innescano poco a poco una miscela esplosiva: il cuore sembra sul punto di scoppiare mentre la mente passa in rassegna il calendario alla ricerca di un santo cui affidare l'ennesima "missione impossibile" per non soccombere.

La fede non è una formula magica

Numerose ricerche realizzate da équipe di psicologi sembrano dimostrare che la fede è una delle "medicine" migliori per affrontare stress, rabbia e paure provocate dalle piccole e grandi avversità che punteggiano ogni vita. La fede - però - non è una formula magica, un "abbracadabra" che neutralizza i guai colorando di tinte pastello la realtà.
I cristiani sono molto attenti a separare fede e superstizione. E sanno che la superstizione è parente stretta della magia, una "scorciatoia" illusoria che fa credere alle persone di poter dominare e tenere sotto controllo entità astratte e difficili da imbrigliare come la fortuna, la sorte, il gioco o l'amore.
I rituali superstiziosi presentano caratteristiche comuni che nulla hanno a che fare con la fede: pratiche strane e per lo più segrete e la garanzia - del tutto teorica - che siano efficaci.
Chi, per esempio, smarrisce le chiavi di casa e si rivolge a sant'Antonio perché la vicina di casa gli ha "rivelato" che è il santo che aiuta a ritrovare le cose perdute, confonde fede e superstizione se pensa di "costringere" sant'Antonio a fargli rintracciare le chiavi pronunciando determinate invocazioni o recitando sequenze di preghiere.
Capita, a volte, che nel rapporto con Dio i cristiani siano tentati di percorrere la strada della superstizione: è uno dei motivi per cui a volte sembrano frustrati e si lamentano del fatto che Dio non li ascolta. Ma Dio non si sottomette alla superstizione e alla magia e, nella Bibbia, le condanna senza appello.

I Santi, irrinunciabili compagni di viaggio

Una fede pura, limpida e libera dalle "incrostazioni" della superstizione è per i cristiani un gancio in mezzo al cielo e un sostegno irrinunciabile, soprattutto quando si trovano a fare i conti con problemi o emozioni negative. Sapere che c'è un Dio - onnipotente e buono - che li ama e che vigila su di loro, li aiuta a non cedere alla disperazione e a trovare la pace anche quando fatiche, difficoltà e risparmi che sembrano non bastare mai ne minacciano da vicino la serenità.
I cristiani scommettono la propria vita sul fatto che Dio ha garantito che nulla che sia "veramente male" potrà mai accadere a chi crede in Lui. E "veramente male", per i cristiani, non è perdere la borsa o la vita - dal momento che le cose passano e che, prima o poi, tutti si muore - ma perdere Dio.
Per incoraggiarli a non dubitare della promessa di Dio, la Chiesa propone loro l'esempio dei santi: sant'Antonio, santa Rita, san Giovanni Bosco, san Pio da Pietralcina sono testimonial al di sopra di ogni sospetto del fatto che Dio mantiene la parola data. Leggendo le loro biografie e immedesimandosi nelle mille difficoltà che hanno dovuto superare è impossibile non rendersi conto di quanta importanza abbia avuto, nella loro vita, la promessa di Dio.
Il loro esempio è come una voce amica che accompagna e rincuora, che dice a tutti e a ciascuno: "Coraggio, non disperare! Dio è padre buono: guarda che cosa ha fatto per me, quante volte è venuto a salvarmi, quanto mi ha aiutato...". Intermediari tra Dio e l'umanità, esortano i cristiani ad aver fiducia in loro che hanno avuto fiducia nella promessa di Dio.

Maria, Mediatrice e adre

Ancor più dei santi, Maria è per i cristiani testimonial autorevole delle promesse di Dio. La sua intera vita, tutto ciò che ha vissuto, gioito e patito testimonia una fiducia incondizionata nell'amore e nella provvidenza di Dio.
Oltre che essere madre di Dio, Maria è anche madre dei cristiani. E il suo essere "piena di grazia" è l'attributo più elevato della sua maternità.
La mamma, nella vita di ciascuno, è una figura di riferimento importantissima, non solo nel periodo dell'infanzia ma per la vita intera. Diversi studi sulla vita di coppia dimostrano che il rapporto tra marito e moglie o tra fidanzato e fidanzata riproduce il tipo di attaccamento nei confronti della mamma. Quando lo riproduce in modo sano, la coppia sta bene; quando lo riproduce in modo non equilibrato la coppia magari non si separa, ma sta male.
Maria, con il suo essere testimone e madre, invita i cristiani a fidarsi di lei, ad accettare come dono prezioso il consiglio di non confidare in altri che in Dio e a non respingere il suo incoraggiamento ad affidarsi sempre più a Lui.

Ezio Risatti
Preside della Scuola Superiore di Formazione Rebaudengo e psicoterapeuta
redazione.rivista@ausiliatrice.net


        RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2013 - 01  
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